NEL 2000 SCRIVEVO ALLE AUTORITA’……….

Nicola Conocchiella

              Al Signor

Ministro dell’ Interno

Palazzo del Viminale                        ROMA

 

Al Signor

Ministro dell’Industria

Via Molise, 2                                     ROMA

 

Al Signor

Ministro dei Trasporti

Piazza della Croce Rossa       ROMA

      Al Signor

Presidente della Antimafia
Palazzo San Macuto                    ROMA

       Al Signor

Presidente della Repubblica

Palazzo del Quirinale             ROMA

 

Al Signor

Ministro di Grazia e Giustizia
Via Arenala                                      ROMA

      Al Signor

Ministro delle Finanze

Viale Boston                                   ROMA

       Al Signor

Ministro dei Lavori Pubblici

Piazzale di Porta Pia              ROMA

          Al Signor

   Procuratore Generale Antimafia

                                                 FIRENZE


 

Con la presente intendo richiamare alla Vs attenzione la grave situazione in cui sono costretti a vivere ed ad operare i Cittadini della Calabria tutta ed in particolare quelli della provincia di Vibo Valentia; intendo riferirmi alla situazione dell’economia in ogni settore ed in particolare in quella del settore edilizio e relativa agli appalti ed ai lavori dì competenza delle pubbliche amministrazioni o finanziati con denaro dello stato, cioè di noi tutti. Premesso che faccio parte di una Famiglia che si è sempre opposta e si oppone ancora oggi, a tutti ì traffici illegali, ai collegamenti trasversali di qualunque tipo ed ai compromessi palesi o nascosti di cui l’ambiente in cui operiamo è ormai saturo,voglio evidenziare che questo comportamento intransigente ci ha fatto subire conseguenze economiche e morali, anche pesanti, e sta portando, purtroppo, la ns azienda a dover chiudere per mancanza di commesse di lavoro. Infatti, lentamente, chi controlla, dietro le quinte, l’economia del settore, ha fatto "erba bruciata" intorno alla ns azienda, considerato che non siamo mai scesi a patti con il malaffare, palese o mimetizzato, considerato che non ci siamo mai piegati ai furti, ai danneggiamenti e neanche agli agguati con lesioni personali, anzi abbiamo sempre denunciato tutte le azioni delittuose nei ns confronti, qualche volta con amare esperienze personali dovute alla "solerzia" di qualche apparato statale ed, addirittura, non ci siamo piegati neanche alla "ligia osservanza" del proprio dovere da parte di più di uno addetto al controllo stradale, che. guarda caso provvedeva al controllo soltanto dei ns mezzi ignorando quelli, di altre ditte, che transitavano a pochi metri e che per questo accanimento "mirato" e forse anche pilotato da qualche regista interessato, ci ha costretti ad abbandonare la fornitura di inerti che eravamo riusciti ad ottenere. Nonostante le denunce fatte ripetutamente, anche a coloro che ricoprivano le Vs cariche istituzionali pro tempore, nessun risultato abbiamo visto anzi, a livello locale, qualche funzionario di stato, ci considerava, forse, degli scocciatori (almeno è questa la sensazione che abbiamo avuto) e quando ci siamo rivolti alle istituzioni che dovrebbero essere più vicine ai Cittadini, sul territorio, non abbiamo avuto risposta o ne abbiamo avuta qualcuna molto deludente.

Nella ns provincia non funziona niente e con ciò intendo il malfunzionamento che spazia dai più elementari servizi alle necessità vitali dei Cittadini: nel ns territorio abbiamo solo doveri, perché i diritti ci vengono negati, se non ufficialmente, di fatto, e mi riferisco a quanto concerne il lavoro, la scuola, la salute, la libertà, l’equità di trattamento, la legalità, la giustizia! Per quel poco lavoro che, come azienda, con la ns perseveranza riusciamo correttamente a strappare con i denti alla " concorrenza", legale, pseudolegale o illegale, dobbiamo, giustamente, pagare tutte le tasse allo stato e giustamente, dobbiamo pagare i contributi sociali per i ns operai e, giustamente, dobbiamo essere in. regola con Autorizzazioni e Concessioni di legge e, giustamente, dobbiamo attenerci a tutte le regole della società civile di cui facciamo parte. Ma com’è che quando abbiamo dei problemi e ci rivolgiamo agli apparati pubblici che manteniamo con le ns tasse, per la tutela dei ns diritti, troviamo solo ostacoli e difficoltà, quando non ne ricaviamo addirittura danneggiamenti? Come mai a fronte di lavori fatturati per cui sono state pagate le tasse da decenni, ormai, non riusciamo ad ottenere il giusto pagamento pur essendoci rivolti alla giustizia ed i ns debitori, magari ormai benestanti, hanno il diritto pure di sbeffeggiarci, se non altro con il loro modus vivendi, sapendo che possono tirare avanti per anni senza pagarci il dovuto, pur avendolo scaricato dai loro redditi ed essendosi detratta l’IVA; è questa una norma equa? Come faremo a recuperare i danni subiti a causa dell’inefficienza dell’apparato statale e, qualora il debitore fallisse, come recupereremmo quanto versato allo stato, considerato che il ns volume d’affari sta diminuendo sempre più? Vorremmo sapere inoltre perché la ns zona pullula di abusivi in ogni settore dell’economia, senza che nessun ostacolo venga posto a tali attività che, per questo, proliferano giornalmente sotto gli occhi di tutti.

Possibile che nessuno possa controllare la provenienza di beni mobìli e immobili ed anche di liquidi in possesso di certi personaggi ed il loro tenore di vita? Per me, profano, sembra facilissimo sconfiggere il malaffare o l’evasione fiscale e spesso mi chiedo, senza trovare risposta, come gente "senza arte né parte" come diciamo noi, possa possedere di fatto, perché spesso la proprietà è intestata a prestanomi, palazzi, ville, terreni, automezzi ed altro per miliardi di valore senza che chi di dovere vada a indagare su come ne sia entrata in possesso: per me basterebbe un’azione di sequestro immediato dei beni da parte dello stato con la richiesta di giustificazione della provenienza agii intestatari che, se potranno dimostrare di averli ottenuti legalmente potranno riaverli indietro, ma se gli stessi non hanno provenienza chiara e possono essere frutto dì qualsiasi illegalità, come estorsioni, usura, traffici illegali in genere, ma anche evasione fiscale, dovranno essere confiscati immediatamente, a chiunque gli stessi beni siano intestati !

Ma forse la mia è solo un utopia, e spero che invece la causa per cui quanto sopra non si verifica, non sia quella che io e molti Cittadini, non solo Calabresi, supponiamo sia la amara verità, e cioè che i possessori di beni "anomali" per congruità rispetto alle attività esercitate ed alle tasse pagate allo stato, sarebbero molti e. tra questi, tanti tra i signori "al di sopra di ogni sospetto". Comunque se agli individui di malaffare venissero confiscati tutti i beni, questi perderebbero tutto il potere che hanno e che deriva loro proprio dall’apparire, alla gente comune, agiati, anche se nullafacenti e senza redditi derivanti da attività legali conosciute, agiati ed intoccabili poiché, è luogo comune radicato ma anche, purtroppo, avvalorato dai fatti, che chi possieda, possa: da noi si dice, infatti, che solo chi ruba per bisogno, subisce gli strali della giustizia perché non avrà, sicuramente, neanche i soldi per pagarsi un difensore, mentre, e si constata, purtroppo amaramente, giorno per giorno, i responsabili dei più loschi traffici, in ogni settore dell’illegalità, hanno i difensori più di grido e/o meglio "ammanicati" e spesso, o quasi sempre, riescono, se non a farla franca, a ridurre al minimo le conseguenze del loro comportamento illegale.

Tornando alla mia famiglia, mi permetto di elencarvi alcuni dei più importanti "inconvenienti" in cui siamo incorsi per aver voluto caparbiamente cercare seguire la via della legalità: dopo furti e furtarelli, il primo furto importante lo subimmo nel giugno del 1972 con la sparizione di una pala meccanica che mio Padre andò a denunciare ai Carabinieri competenti ottenendo una risposta, a dir poco scoraggiante e cioè " Da noi è venuto? Noi non possiamo farci niente"!!! Risposta dello stato: dopo aver ritrovato la pala meccanica, nel luglio 1973 mio Padre, Onesto Lavoratore, veniva fatto arrestare per reticenza (17 giorni!!!), con spese per avvocati, processo, condanna e successivo appello e lascio immaginare lo stato fisico e morale in cui fu ridotto (avendo osservato la legge). Dopo un paio d’anni, la notte precedente il processo relativo al primo furto, forse per intimidazione, tentato furto di un’altra pala meccanica, lasciata in cava, poiché precedentemente i Carabinieri di Vibo Valentia, avevano fermato il ns autocarro che la trasportava a casa, elevando verbale per il sequestro dei mezzi per non avere al seguito, i ns operai, la fattura della pala stessa. Nei 1980 altro furto di una pala meccanica e di un camion: recupero dopo circa 10 giorni da parte dei Carabinieri di Vibo Valentia, senza tachigrafo e batterie. Nel 1983 ennesimo furto di una pala e di un camion con richiesta, da parte ns, di intervento dei Carabinieri per il blocco stradale e l’arresto dei ladri e con intervento, per ns fortuna, di una sola volante che riusciva a bloccare L’autocarro con la pala meccanica sul cassone, ma non poteva bloccare la vettura che faceva da battistrada con altri malviventi a bordo: arresto in flagranza, denuncia, processo immediato, condanna e…libertà per i ladri!Nell’agosto 1986, dopo che ci fu sottratto l’appalto per la fornitura di tutti i materiali inerti necessari per la costruzione del porto di Tropea, per cui ci eravamo accordati con il responsabile dell’Impresa Ghezzani di Livorno, in seguito a ripetute pressioni per ottenere la fornitura degli inerti da parte del rappresentante dell’impresa che ci aveva sottratto il lavoro, tutte andate a vuoto io e mio Padre, venivamo attirati in un tranello organizzato da malavitosi di Tropea interessati ai trasporti e, non essendoci piegati a quanto si voleva imporci, percossi con riporto di lesioni e successivo ricovero in ospedale-, immediata denuncia con tutti i dati di cui eravamo in possesso contro i responsabili con, risultato…. .l’arresto dei responsabili dopo circa quattro mesi ed al processo, … .per poco non finivamo noi in galera per aver cercato di sottrarre il pane a poveri padri di famiglia che, per difendersi dai ns attacchi, avevano reagito malmenandoci, grazie a testi compiacenti e a "bravi" avvocati!!! Fine anno 1989: nella notte del 29 dicembre dalla ns cava vengono rubate due pale meccaniche per un valore di circa 700.000.000, quasi nuove e quindi con molte cambiali da pagare: subito presentiamo la denuncia di furto e chiediamo aiuto a Polizia e Carabinieri, ai quali, nella foga causata dal fatto e considerato il valore dei beni, cerchiamo di dare qualche suggerimento per il loro recupero. Non lo avessimo mai fatto; la risposta dei responsabili delle forze dell’ordine fu di pensare a fare il ns lavoro che il loro sapevano ben farlo.

Risultato: noi, rischiando di persona e facendo gli investigatori, comunicando alle autorità quanto scoperto, senza che ci fornissero aiuto alcuno, riuscimmo a scoprire la provenienza dei camions usati per il furto, a rinvenire a Rosarno una delle pale meccaniche ed a fare arrestare il conduttore, ma, beffa delle beffe, dopo essermi recato personalmente al Tribunale di Palmi, dal dott. Cordova per chiedere giustizia ed esserci costituiti Parte Civile, con un ns Avvocato, nel processo contro il ladro presunto, non fummo neanche avvertiti del giorno della causa e non sapemmo più niente del procedimento e dell’altra pala meccanica, mai più ritrovata, nonostante le enormi dimensioni ed il valore. In quest’occasione scrissi una lettera amara al Presidente della Repubblica, a vari Ministeri, ai giornali,alle agenzie di stampa ed alle reti pubbliche e private: aspetto ancora un rigo di risposta e sono passati quasi 11 (undici) anni!! Tra questi episodi importanti, altri danni subiti e denunciati, di minore entità.

Altro episodio che non posso tacere, anche per l’ingente danno causatoci. Per mancanza di lavoro, dovuto sempre alla concorrenza scorretta e/o illegale, comunichiamo al Ministero dei Trasporti, che intendiamo demolire gli autocarri ormai obsoleti che, non lavorando, comportano solo spese, in attesa di vedere ripristinare la legalità e poter riprendere il lavoro acquistando automezzi moderni ( nella ns zona e non solo qui. sono decine gli autocarri che lavorano per conto terzi non avendo le autorizzazioni legali previste e ciò avviene con il tacito consenso di chi dovrebbe effettuare i controlli, ma ciò che più ha danneggiato il settore, favorendo alcune ditte a scapito di altre, è il diverso trattamento operato sui controlli della massa effettiva trasportata dagli automezzi delle une e delle altre; è evidente che è impossibile lavorare in concorrenza con chi viene lasciato circolare con un carico effettivo fino ai doppio del consentito, mentre viene controllato, con pignoleria, chi cerca di lavorare nei limiti di legge: questo è quello che è successo a noi, specialmente fino ai primi anni novanta, è così che abbiamo dovuto lasciare i trasporti per la Pozzi-Ginori, per cui lavoravamo da decenni, il lavoro per la Mantelli/Sparaco al porto di Reggio Calabria e molti lavori privati, mentre chi è subentrato a noi lavora da anni, crediamo senza problemi-, considerato che incontriamo gli autocarri di queste ditte che vanno avanti ed indietro tutti i giorni, sotto gli occhi di tutti, addetti ai controlli di legge compresi, lavorando anche per conto dei ns ex clienti e sappiamo giudicare, per esperienza, quant’è il carico che trasportano e quanto possa essere nei limiti di legge, visto che si vede ad occhio, poiché quasi sempre supera le sponde e spesso in parte cade anche sulla sede stradale!!) Ebbene a distanza di anni e nonostante le ns giustificazioni, (abbiamo ribadito il problema degli abusivi e della malavitosità del settore), il risultato è stato la cancellazione dall’Albo Conto Terzi poiché i motivi addotti non erano validi! ! Stesso problema con la banca CARICAL S.p.A. che ci ha ritirato il suo fido poiché i movimenti erano scarsi e non giustificavano la tenuta di un rapporto bancario: eppure mio Padre ha sempre onorato la sua firma e non è mai comparso sul bollettino dei protesti, ma alla banca interessava dì più il rapporto quando gli interessi passivi e le spese incassate avevano cifre consistenti ed era sicura che "stavamo lavorando per loro", mentre al momento del bisogno nostro…stop!! Ennesima lettera-esposto a Prefetto, Procura della Repubblica, Camera di Commercio, Ministeri, giornali, etc…e  risposte? Nessuna!!

Giorni fa, sapendo che arrivava, (finalmente! Ho pensato), la Commissione Antimafia a Vibo Valentia e credendo che tale istituzione volesse dar ascolto a coloro che subiscono i danni più onerosi da questa situazione di degrado diffuso e cioè agli operatori economici della provincia e non alle cosiddette autorità che sono coinvolte a livello di "carte" e poco, poiché, stante la situazione, le carte in mano alle autorità sono poche e, viste le risposte ai Cittadini da parte dello stato e della sua periferia operante, saranno ancora meno in futuro, mi sono recato in Prefettura per chiedere dì essere ascoltato come cittadino per esprimere il mio parere sulla situazione ed eventualmente, per quanto possibile, da Calabrese, apportare il mio modesto aiuto per il miglioramento della vivibilità: anche in questo caso nessuno mi ha chiamato, forse perché la commissione voleva soltanto sentirsi dire le cose che poi abbiamo letto sui giornali, cioè. .. .niente" !! Sperando che questa mia pervenga a qualcuno di buona volontà (reale non finta) resto in attesa, ancora una volta, di un riscontro di importanza vitale per me e per tutta la Società sana che. contrariamente a quanto è opinione diffusa, in Calabria esiste, è vitale ed è la maggioranza, ma non si manifesta esteriormente per la mancanza di uno stato che non sia, come finora, forte con i deboli e debole con i forti, pregando tutti i sigg. destinatari di tenere la presente come comunicazione personale da non pubblicizzare per i motivi che ben comprenderanno, fino a quando il lavoro, la giustizia, la salute, la sicurezza e la libertà dei Cittadini , non saranno solo parole e concetti trascritti nella ns Costituzione, ma, finalmente, diritti reali e godibili in un effettivo Stato efficiente di cui si possa andare fieri e non vergognarsi come fino ad oggi è accaduto.  

Con osservanza.

Briatico, 20 ottobre 2000

 

In fede                                                         

                                                                                                                                                              nicola conocchiella

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