FARE IL PROPRIO DOVERE E’ DA PREMIARE!

Ieri sono stato invitato ad un convegno sulla legalità, organizzato dalla scuola IPSIA di Vibo Valentia, dal titolo: L’ILLEGALITA’ LIMITA LE LIBERTA’ INDIVIDUALI".
Nel corso di questo convegno, per il secondo anno consecutivo, è stato assegnato il premio per l’impegno contro l’illegalità diffusa di ogni tipo e colore.
Nulla da eccepire sulle qualità e l’impegno della personalità prescelta per l’assegnazione del premio, il giudice della DDA di Catanzaro, Dott.sa Marisa Manzini.
Quello che, purtroppo, mi fa molto riflettere, e su cui invito tutti i Cittadini a meditare è proprio la motivazione del conferimento del premio, in sè stessa.
In Calabria, ma non solo perchè ormai succede in tutta l’Italia, i Cittadini, qualunque lavoro, professione o missione, svolgano  se fanno il proprio dovere sono meritevoli di un alto riconoscimento, quale è un premio come quello consegnato nel corso del convegno in esame!?
Ma non dovremmo fare tutti il proprio dovere senza che per questo ci venisse assegnato un riconoscimento particolare o venissimo "osannati" dai mass media!?
Quanti milioni di Cittadini fanno il proprio dovere senza per questo, come è giusto, essere notati da qualcuno e senza chiedere altro che i propri diritti!
Quello che, sicuramente, vorremmo maggiormente è proprio l’eliminazione, o almeno la riduzione massima, dell’illegalità che, nella ns Terra è dilagante ed ha quasi sommerso completamente la vivibilità dei Calabresi, di quelli che, credendo, nonostante tutto, alla redenzione della Società sono rimasti o sono tornati dopo aver lavorato o studiato in altre regioni o nazioni, a testimonianza delle proprie origini,
che sono radici profonde e abbarbicate che si oppongono a chi, in un modo o nell’altro, con le lusinghe o con le minacce, vorrebbe
allontanarli per restare padrone e dominatore del campo.
Vorremmo che quello che è stato detto nel convegno, dalle parole si traducesse in fatti, che venisse perseguita, in lungo in largo ed in profondità. ogni forma  di illegalità, che non è solo quella dei ‘ndranghetisti, da cui chi vuole si guarda perchè, per detti o per fatti, tutti conosciamo, ma anche
 e soprattutto quella dei "colletti bianchi" che è riconosciuta come presente da tutti, come ha detto anche il giudice Dott. Emilio Ledonne, anch’egli partecipante al convegno, ma è molto più subdola perchè è formata da professionisti, artigiani, commercianti, imprenditori e politicanti, apparentemente "persone perbene" che, in realtà, sono associate o collaborano come consulenti nelle varie attività illecite o, addirittura, fanno
da prestanome alle associazioni malavitose.
Nel vibonese l’economia e le attività imprenditoriali varie sono ormai, per la maggior parte o quasi tutte, sotto il controllo della criminalità, o direttamente o, indirettamente, tramite prestanomi o comunque sottostanno e godono di protezioni remunerate: le attività libere stanno pian piano scomparendo sotto gli occhi, o forse per la cecità, di chi dovrebbe difenderle e invece, e succede spesso, le sottopone a controlli continui e quasi vessatori , contribuendo così, vorrei credere involontariamente, alla loro sparizione.
Le attività "protette" praticano prezzi infimi, spesso hanno pochi degli addetti in regola ed eseguono forniture e servizi ai privati senza emettere documenti fiscali,
spesso eseguono i lavori pubblici in subappalto non registrato, senza che le Amministrazioni Pubbliche, tramite i loro responsabili, esercitino i controlli previsti ed applichino le sanzioni di legge, spesso si forniscono da fornitori abusivi o comunque illegali, spesso utilizzano materiali di provenienza sconosciuta e di pessima qualità, senza che nessuno di chi dovrebbe controllare, sollevi rilievi di sorta.
Nei comuni in genere, progettazioni ed esecuzione dei lavori, specialmente nel privato, avvengono in nero e sono soggette solo alla malapolitica e/o all’indirizzo occulto ed interessato dei tecnici comunali, i piani regolatori vengono redatti, non secondo trasparenti norme tecniche ed urbanistiche, ma secondo i voleri e gli interessi degli amministratori e dei loro amici e/o di altre associazioni anche di tipo delinquenziale interessate alla speculazione edilizia ed al controllo territoriale: ecco che abbiamo le famose "macchie di leopardo" stranamente distribuite sui territori d’ambito!
Si scopre poi, da parte dei Cittadini, del perchè e del perquanto certi terreni hanno avuto una certa destinazione edilizia, mentre i terreni circostanti sono rimasti "agricoli": eppure neanche le autorità competenti, anche in seguito ed a causa di esposti dettagliati, si accorgono di tali palesi incongruenze a favore di alcuni (amici), anche con collegamenti di certo ambigui, se non illeciti, ma furbi, cioè definiti  comunemente"intelligenti" 
ed a danno di altri (comuni, onesti, e magari per questo ritenuti "stupidi", cittadini).
L’illegalità, non solo limita, ma nella situazione in cui siamo oggi, ha quasi cancellato le libertà dei Calabresi e di tutto il vibonese, in particolare! 
Svegliamoci e cominciamo ad essere Tutti normali, cioè siamo Cittadini e non marionette, e chi può e ne ha la volontà ci aiuti a liberarci da questa "cappa" di piombo che sta soffocando la ns fantastica e generosa Terra. 
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