Consigli politici di un uomo che stimo

L’INTERVENTO

Presidente De Nisi, continui ad avere e a dimostrare coraggio fino in fondo»

di GIUSEPPE PASQUINO

NON l’ho votato, perché dietro quella faccia nuova sapevo vi era il vecchio. Troppo sponsorizzato per non pensare che sarebbe stato un burattino nelle mani di altri.

 Del resto, non elemento di rottura ma di continuità aveva affermato di voler essere. Si ai precari aveva detto. Piuttosto che votarlo mi sarei dunque tagliato le mani.

Dopo l’elezione, il rifiuto dell’auto blu, come gesto naturale di modestia, mi aveva comunque colpito. Nonhomaiamato chi ostenta il suo potere. Apprezzo la modestia dei

migliori. Ma la giunta sarebbe stata il primo vero banco di prova. La cambiale all’incasso dei suoi grandi elettori. Due a me, un altro a te. Un posto di lavoro per qualche

disoccupato di lusso. Sarebbe finita come sempre, conuna indegna spartizione di potere nel tentativo di sostituire nuove clientele rispetto a quella in via di estinzione.

 Che bel risultato avremmo avuto ! Mala vita ogni tanto riserva gradevoli sorprese. E, talvolta, proprio quello che non ti aspetti. Quell’uomoschivo e di poche parole, sia

 pur dopo un lungo tira e molla, ha saputo dire di no ed ha sbattuto fuori tutti. Con uno scatto di dignità che mi sta facendo ricredere. Una giunta tecnica non l’avrei

immaginata nemmeno in sogno. Quasi un miracolo, al quale stento ancora a credere. Bene così Presidente De Nisi, ma che non sia una giunta a termine, in attesa che ci

 si metta d’accordo. Se vi sono otto gruppi con altrettanti capi corrente vuol dire che non conta niente nessuno. Dunque ne approfitti, tenendo dritta la barra del

 rinnovamento. Ma stringa un rapporto forte con i consiglieri eletti. Faccia loro capire che non sono soldati al soldo dei tanti colonnelli. Li convinca a conquistare la dignità

di veri rappresentanti del popolo. La loro dignità diventerà la sua e Le consentirà di avere il rispetto di chi crede nel cambiamento di questa terra. Ma non si fermi agli

assessori. Mandi a casa tutti i dirigenti (eccetto uno) tenuto conto che la loro conferma è stata già ritenuta illegittima. Sono solo uomini di partito che hanno già avuto

tanto, certamente troppo. Che vadano a guadagnarsi il pane come i comuni mortali. Individui al loro posto persone di elevata professionalità, che magari nulla abbiano

 avuto a che fare con qualsivoglia militanza politica. Simpatizzanti di destra o di sinistra poco importa. Nessuna buona amministrazione si può reggere senza un

apparato burocratico di prim’ordine. La Provincia non dovrà essere più un carrozzone per disoccupati di lusso.

Né si faccia abbindolare dai precari, assunti per grazia ricevuta. E non stabilizzi (ammesso che il già pletorico organico lo consenta) chi non ha titolo. Non confonda, i

co.co.co.,che sono lavoratori autonomi e non hanno alcun diritto, con

i lavorati subordinati a tempo determinato. La legge, ingiusta, di stabilizzazione dei precari è già molto chiara eperaltro esclude coloro che sono entrati

a pedate e senza selezione alcuna. Mentre la Magistratura e la Corte dei Conti incombonoSconvolga, dunque, l’esistente. Il clima è oggi favorevole. E non dimentichi

che la storia ricorda solo chi è in grado di lasciare buona traccia di sé. Avrà l’appoggio di tutti.

 

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