DE MAGISTRIS DICHIARA …….

Riporto l’intervista del sostituto Luigi De Magistris, allontanato dalla Procura di Catanzaro, a "IL Quotidiano":
"L’ultimo affondo di De Magistris

«Parte della magistratura linfa per la criminalità»

CATANZARO – Chiuderà la porta del suo ufficio della Procura di Catanzaro martedì sera. L’ultimo giorno di lavoro, mai interrotto nonostante il vorticoso giro di

polemiche, prima di trasferirsi mercoledì mattina a Napoli, sua nuova sede. Il sostituto procuratore al centro di polemiche infinite, Luigi De Magistris, lascia,

dunque, il suo incarico calabrese, così come hanno deciso il Csm, la Cassazione e poi il ministero della Giustizia con il via libera al trasferimento.

Si chiude un capitolo che ha segnato, in ogni modo, la giustizia catanzarese e nazionale, finita alla ribalta della cronaca giudiziaria con inchieste scottanti, ancora

tutte da definire, che hanno coinvolto personaggi di spicco della politica, dell’imprenditoria, della magistratura.

Dall’allora presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi, all’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, passando per molti magistrati delle procure

lucane. Da «Poseidone» a «Why not», finendo proprio con l’inchiesta «Toghe lucane » che ha sconvolto la Basilicata, il sostituto procuratore De Magistris ha

 segnato le inchieste più discusse, prima di finire nei provvedimenti disciplinari che ne hanno decretato il trasferimento.

In un’intervista all’AGI, De Magistris racconta quello che ha vissuto, proiettandosi nel suo nuovo incarico campano, nella città in cui è nato e in cui la sua famiglia

vanta antiche tradizioni in magistratura.

Dottore De Magistris, il ministro della Giustizia ha firmato il provvedimento e lei mercoledì lascerà la Procura di Catanzaro. Si aspettava tutto quello che

è successo intorno al suo lavoro?

«Credo di aver previsto quasi tutto e messo anche tutto, come si dice, penna su carta».

Che fine faranno, secondo lei, le inchieste che ha avviato?

«E’ una domanda che non dovrebbe porre a me. Io sono molto soddisfatto del lavoro espletato in questi anni e per i risultati straordinari raggiunti».

Lei ha più volte avanzato sospetti e dubbi su boicottaggi nella sua attività.

«Più che sospetti e dubbi ho certezze ed ho portato prove nelle sedi istituzionali preposte all’accertamento dei fatti. I boicottaggi, come lei li chiama, provengono

tutti da ambienti istituzionali ».

Esistono veramente, in Calabria e in Italia, per quella che è la sua esperienza, i personaggi «intoccabili »?

«E’ quella parte della magistratura collusa, purtroppo non residuale in Calabria, che rende intoccabili taluni personaggi».

Crede ancora nella giustizia e nella magistratura?

«Credo fermamente nella Giustizia, con la G maiuscola, per l’affermazione della quale ognuno deve lottare ogni giorno. Credo che all’interno della Magistratura

vi siano tanti Magistrati che ogni giorno onorano la toga in modo esemplare, così come penso che vi sia una fetta rilevante dell’ordine giudiziario che ha cestinato

i valori costituzionali per i quali ha prestato giuramento ».

Quando è esploso il caso De Magistris, con le sue inchieste più dirompenti, in molti sono scesi in piazza per difenderla e sostenerla; oggi, a poche ore dal suo

trasferimento, non sono state registrate manifestazioni simili o attestati di sostegno nei suoi confronti. Perchè?

«Quello che si doveva dire è stato detto, quello che si doveva fare penso sia stato fatto. È un anno e mezzo che si parla del mio caso. Ad un certo punto il popolo

calabrese – al quale il Consiglio Superiore della Magistratura doveva, a mio avviso, inviare ben altri segnali – che già di per sè è storicamente rassegnato, ha preso

atto che il mio allontanamento coatto era divenuto il prezzo, in qualche modo ineludibile, per il modo, costituzionalmente orientato, con cui ho esercitato le funzioni

in Calabria: credo che anche gli alberi, che riempiono le bellissime foreste della Calabria, hanno compreso gli esatti termini della mia vicenda ».

Per chiedere la revisione del suo trasferimento serve qualcosa di nuovo e di eclatante. Potrebbero essere le novità che arrivano dalla Procura di Salerno

che indaga su quanti avrebbero ostacolato le sue inchieste?

«Già la richiesta di archiviazione presentata nei miei confronti dalla Procura della Repubblica di Salerno sarebbe sufficiente per chiedere la revisione. Ma io ho

 la pazienza di Giobbe ed aspetto, con naturale serenità, l’accertamento della verità a 360 gradi e solo allora utilizzerò ogni mezzo, previsto dalle leggi della

Repubblica, per riformare l’esito dell’ingiusto processo disciplinare messo in atto ai miei danni ».

Indiscrezioni di stampa degli ultimi tempi la danno tra i possibili candidati alle elezioni Europee con i movimenti di Grillo, Micromega e della società civile.

Cosa c’è di vero?

  «Non ne so nulla».

Dalla prossima settimana torna nella sua città natale, dove tra l’altro la sua famiglia vanta una lunghissima tradizione in magistratura, con che spirito

indosserà i panni di giudice?

«Sono motivatissimo nell’iniziare un’esperienza professionale nel settore giudicante. Il mio pensiero, in queste ore, va a mio padre, per me un faro per come

esercitava il mestiere/ missione di magistrato, il quale sarebbe felice di vedermi Giudice ed anche profondamente orgoglioso, per la schiena dritta che lo ha

sempre contraddistinto, per tutto quello che ho fatto in questi durissimi anni in Calabria».

Per uno che ha sempre detto di volere fare il pm non deve essere facile accettare di ricoprire il ruolo di giudice civile. Dove troverà gli stimoli?

«Da questa estate su diversi giornali viene scritto, quasi come se fosse una deminutio per un magistrato, che io sarei andato a ricoprire le delicate ed importanti

funzioni civili. Notizia falsa che non ho mai voluto smentire perchè di falso su di me è stato scritto tanto. Farò, invece, parte del Tribunale del Riesame sino alla

fine dell’anno. Poi con l’anno nuovo avrò la collocazione definitiva, sempre nel settore penale. Sono orgoglioso, nonchè ricco di stimoli, di prendere le funzioni

giovedì prossimo al Tribunale di Napoli».

E’ la seconda volta che va via dalla Procura di Catanzaro per un provvedimento disciplinare, la rivedremo a Catanzaro fra tre anni di nuovo come pm?

«La prima volta andai via per mia scelta e non certo per un provvedimento disciplinare. In questo momento, nella mia mente, c’è solo Napoli e sono già

 concentrato per il nuovo affascinante lavoro ed entusiasta di abbracciare nuovamente le bellezze e le ricchezze naturali, storiche e culturali della mia città.

Potrei ritornare in Calabria nel futuro, nella vita mai dire mai, ma solo se sarà lo Stato a mettermi in condizioni di farlo e, quindi, solo dopo che verranno sradicate,

il che per la verità è impresa ardua, le ramificate – in parte sistemiche – collusioni di una parte considerevole della magistratura che opera in Calabria che

rappresenta linfa vitale per il rafforzamento ed il consolidamento del potere mafioso e criminale in Calabria (e non solo in quella terra)».

Agi

Luigi De Magistris

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