NON SUCCEDE SOLO A CROTONE……GLI STRUZZI CI SONO DAPPERTUTTO !!!!

Riporto l’intervento di un Cittadino, letto su "Il quotidiano" del 13 settembre e relativo all’analisi del comportamento di tanti cittadini, di ogni condizione sociale, che fa finta di non vedere ciò che succede intorno a sè, continuando a comportarsi come se, ormai, l’illegalità diffusa in ogni ambiente e contesto sociale, sia una condizione "normale" con la quale convivere ipocritamente.
"L’INTELLIGHENZIA LOCALE RESTIA ALLE STERZATE RIPOSA NEI RESIDENCE CONTROLLATI DALLE COSCHE.

Un termine che il popolo crotonese non riesce a inserire nel suo vocabolario è cambiamento. Si fa un gran parlare dei mali del nostro territorio, ma chi abita nella

nostra provincia è restia alle sterzate e a voli di fantasia capaci di risvegliare un orgoglio che una persona dovrebbe prima di tutto a sé stessa. E’ così da sempre.

La storia recente della città è un lungo e incessante esempio di questa incapacità cronaca dei crotonesi a volersi bene.

Accade così che il 28 dicembre 2006 il “destino”, che porta il nome e il cognome di Pierpaolo Bruni, offre al riluttante popolo un’altra possibilità. Viene portato

alla luce il tumore che ha infettato Praialonga negli ultimi due anni, ultimo esempio di una lunga serie di “casi clinici” che hanno colpito svariati villaggi

turistici del territorio crotonese. Questo tumore, diversamente da quelli che colpiscono gli esseri umani, è visibile ad occhio nudo.

Visibile a tutti, a chi è in malafede e a chi non lo è. Questo tumore ha un nome: criminalità organizzata.

Il Sostituto Procuratore ha costretto quel giorno la cittadinanza a spalancare gli occhi di fronte ad un paesaggio che conoscevano da tempo. A memoria.

Che fa parte delle loro vite da sempre. Ma quando te lo mettono davanti in maniera così evidente da fastidio. Ed ecco manifestarsi la doppia faccia del crotonese.

Si levano applausi a Bruni e al suo operato. Quando la fogna viene portata in superficie e la puzza è insopportabile il copione vuole che il cittadino si dimostri inorridito

e (ma guarda!) alza la cresta. Solo per qualche giorno. Solo quando i riflettori illuminano la fogna. Il copione lo conoscono tutti e lo recitano a memoria.

Il tempo è galantuomo dice un proverbio.

Evidentemente chi se l’è inventato, non ha mai avuto a che fare con i crotonesi.

Qui il tempo è galantuomo solo con chi non lo è. Il copione prevede di aspettare che le luci si abbassino e che si torni a convivere con il tumore.

Come se nulla fosse accaduto. La malattia sembra essere arrivata ad uno stato talmente avanzato, e ha colpito talmente tanta gente, che le coscienze dei

crotonesi sono in metastasi. Per sconfiggerla è necessaria la volontà di guarire. I medici lo ripetono sempre. Senza quella anche il miglior oncologo di questo

mondo, con a disposizione della miglior cura possibile, non ha possibilità di successo.

I crotonesi non hanno voglia di guarire. Usando la spocchiosa arma del fatalismo, arrivano sempre a lavarsene le mani, anche quando lo Stato si ricorda di loro

e li pone davanti alle proprie responsabilità. Ci si chiude dietro il “così vanno le cose e così sempre andranno”. Ed è proprio questo di cui il tumore si nutre e

dal quale prende la sua forza. Ad alimentarlo non è il solo “popolo”, la cosidetta “gente comune”.

Nei villaggi direttamente controllati dalla n’drangheta trascorre il proprio meritato riposo il fior fiore della intellighenzia crotonese. Uomini e donne di una certa cultura,

professionisti, penalisti che con la parola giustizia hanno a che fare ogni giorno e su quel termine costruiscono una carriera, percepiscono uno stipendio e mandano i figli

all’università ad imparare a conoscere quella parola. Il cui significato  (quello vero, reale e concreto) non ha alcun valore a Crotone. Il tumore è troppo radicato.

E questi illustri cittadini seguono l’esempio della massa. Con la malattia, con la fogna ci convivono. E’ più facile limitarsi a turare il naso a sé stessi e ai propri cari.

 A Crotone non esistono Don Chisciotte, nessuno combatte contro i mulini a vento. Perché è questa la convinzione di cui il popolo si infetta a vicenda.

Pertanto? Che significato ha quel 28 dicembre 2006? Sono passati 18 mesi e la reale portata di quello che è accaduto sta assumendo sempre più le sembianze

di una candela che, consumando la cera, ha un unico sbocco: spegnersi. Come le coscienze corrotte dalla metastasi provocata dal tumore.

 E la vittoria del 2006, la prima di una lunga serie del Sostituto Procuratore, assomiglia

sempre più ad una vittoria mutilata da coloro i quali dovrebbero esserne i beneficiari: i crotonesi.

Stefano Forleo  

ex amministratore del villaggio turistico Praialonga

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in COME SI E' COSTRETTI A SOPRAVVIVERE AIN CALABRIA........................... Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...