MA NON VI PARE SIA ORA DI UTILIZZARE SOLO I CAPACI, ANCHE SE NON HANNO “TESSERE” !!??

Da "IL Quotidiano" di oggi, leggo e riporto testualmente una riflessione di Pino Pasquino,
che, anche se riferita alla situazione della Provincia, rispecchia ciò che succede, oggi, in
tutte gli uffici delle varie amministrazioni ed anche enti pubblici della ns Regione.
Non credete sia arrivata l’ora, sperando che non sia già tardi, di dare spazio e responsabilità
a chi li merita, per capacità e senso di responsabilità, mandando a casa gli incapaci che,
disponendo di tessere, spesso anche multicolori, hanno occupato posti per cui non erano
"portati", godendo di stipendi e prebende immeritati, e causando, per la loro inettitudine,
tanti danni e pochi, o nessuno, benefici, alla gestione dell’ente pubblico di appartenenza e,
quindi, a noi cittadini ?
Anzi, secondo me, dovrebbe intervenire la Corte dei Conti, se c’è ancora, nei confronti di chi
ha male operato ed anche e soprattutto dei loro "mecenati" politicanti che li hanno "nominati"
per incarichi inadeguati, preferendoli a chi, capace, non aveva la tessera giusta, al momento,
chiedendo in solido gli eventuali  danni accertati e quantificati: solo così finirà l’andazzo attuale!
" «E’ ora di dire basta via i fannulloni

gli incapaci e gli inetti»

UNA società che non riflette, chenonsi sofferma davanti alle vicende della realtà quotidiana, e che prosegue a testa bassa verso un

cieco domani, è una società mediocre, ottusa, senza futuro. Perché noncomprende, non rimuove gli errori, disperdendo al vento il grido

di dolore di chi protesta non nell’interesse proprio ma della collettività.

E così sta rischiando di finire nel vuoto anche la denuncia dell’ex assessore provinciale Damiano Silipo davanti ad una società che dorme,

 non recepisce, si volta quasi con fastidio mentre invece dovrebbe aprire gli occhi ed intervenire. Egli denuncia la condizione di degrado

dell’ente Provincia con “dirienti che non sono tali, e funzionari che non si capisce cosa sappiano fare, con l’eccezione di qualcuno che

potrebbe fare da maestro anche al proprio dirigente”. E non succede nulla, come se gli ignoranti e gli incompetenti avessero titolo

a mantenere i posti indegnamente ricoperti e non dovessero invece essere sbattuti fuori a sonore pedate. Nonostante la Provincia

– continua l’ex assessore – “perde ingenti finanziamenti pubblici perché i dirigenti non interloquiscono con la regione”, nel mentre

“non si è in grado – nemmeno – di realizzare opere pubbliche finanziate perché le gare di appalto non vengono svolte correttamente

o la progettazione è inadeguata, con enormi costi aggiuntivi per lo stesso ente”.

Fatti gravissimi che dovrebbero scatenare la rivolta delle coscienze, mentre invece nessuno si ribella. Né le forze di opposizione

(di mera facciata), né i sindacati né le varie associazioni degli imprenditori (ma che ci stanno a fare?) né tanto meno la collettività

tutta che assiste inerme alla paraplegia di un ente che dovrebbe essere il centro propulsore dello sviluppo.

E che è finanche incapace di gestire l’ordinario tant’è che anche “il semplice pagamento di una fattura di poche centinaia di euro

diventa un problema e non solo per mancanza di liquidità”. Eppure decine di laureati con 110 e lode sono alla porta. Molti emigrano

diventando spesso il nerbo di industrie o enti pubblici del nord, dove ben donde vi è un sentimento di disprezzo verso un Sud mediocre,

meschino, ignorante, vergognosamente assistito. Un Sud dove dominano gli incapaci, i servi, i tesserati di partito, i figli, i nipoti, i

cugini, chi indegnamente siede nelle istituzioni, senza che dalla società si levi un sentimento di ribellione. Ma di quante pecore è

compostaquesta squallida società? Perché quella burocrazia negletta ed incapace tarpa le ali del futuro a danno degli esclusi dal

 potere, di chi ha bisogno dell’efficienza dell’amministrazione per creare da sé il proprio domani.

Perché una strada che non si realizza, un finanziamento che fallisce, un pagamento che ritarda, una domanda a cui non si dà riscontro

generano la paralisi di società che ha bisogno invece di progredire per dare dignità ad un popolo cresciuto da fin troppo tempo come servo

di pochi e dei potenti.

 E’ ora di finirla. E’ il momento di dire basta, cari politici, cari consiglieri, caro presidente privo del coraggio di grandi scelte.

Si aprano finalmente le porte alle più eccelse energie della società, defenestrando i fannulloni, gli incapaci, gli inetti.

Solo così il nostro domani potrà essere migliore.

Giuseppe Pasquino

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