OGGI E’ UN GIORNO DI RIFLESSIONE (CE NE FOSSERO TANTI!).

Sempre su "IL Quotidiano" leggo e riporto testualmente una riflessione sulla sanità vibonese
del signor Ferruccio Schiavello di Serra San Bruno: è quello che sappiamo e pensiamo tutti i
Cittadini, anche se nessuno lo dichiara pubblicamente, su come vengono gestiti servizi essenziali
da parte di manager e dirigenti, resi "capaci e competenti" dall’appartenenza a questa o a quella
"sponda "politica, anche se solo nel periodo di controllo momentaneo da parte del "colore" amico,
delle varie amministrazioni locali o regionali ! 
 
SANITA: TUTTI I MOTIVI DI UN FALLIMENTO.

GESTIRE l’Asp di Vibo Valentia e quindi fornire sanità ai cittadini sembra essere cosa maledetta. Ci hanno

provato un po’ tutti. Il centrodestra prima, il centrosinistra dopo. Risultato, zero con la coda. Una catastrofe.

Strutture Ospedaliere fatiscenti, pericolanti e pericolose sia per il personale che vi opera che per i cittadini

che necessitano di cure e servizi sanitari. Eppure l’Asp di Vibo Valentia è senza dubbio l’azienda più grande

che c’è, almeno nel nostro territorio. Pensate occupa circa 1900 addetti tra sanitari, amministrativi e operatori

vari. Tra questi, vi sono circa 40 primari, o come vengono chiamati oggi dirigenti di struttura complessa, circa

85 medici responsabili facenti funzioni, oggi dirigenti di struttura semplice e pensate ancora quasi 153 medici di

alta specializzazione e oltre 530 infermieri. Sapete per quanti posti letto? Solo 400. E, non sempre occupati.

Pertanto volendo applicare un po’ di matematica statistica ne deriva che abbiamo: un primario, due medici di alta

specializzazione, due medici di reparto, quasi due infermieri e quattro operatori sanitari ogni dieci ricoverati.

Solo ogni dieci ricoverati. Da non crederci. Altro che sanità da terzo mondo. Altro che mancanza di assistenza.

E ancora, dovete sapere che un posto letto alla sanità pubblica costa 900,00 euro al giorno. 900,00 euro!

Eppure la sanità è una disgrazia. E che disgrazia. Visti i tristi episodi che tutti conosciamo.

Gli ultimi tre Direttori Generali nominati per risollevare le sorti dell’Asp vibonese sono stati regolarmente

commissariati ricevendo, tra l’altro, puntuali avvisi di garanzia per reati vari dalla Procura e qualcuno di loro è

già stato giudicato e condannato. Tutti convinti e certi di riuscire a far funzionare la sanità e mettere il cittadino

paziente al centro del mondo sanità, invece un fallimento totale. Un fallimento sotto ogni punto di vista.

Tutte le altre dirigenze aziendali in carica prima di queste ultime tre, altro danno non hanno potuto fare

che sperperare milioni e milioni di euro non per acquisto di prodotti sanitari, di apparecchiature elettromedicali,

ristrutturazioni o quanto altro possa servire per dare e fare sanità, ma semplicemente in consulenze.

Per gli amici degli amici. Producendo bilanci in rosso. Anzi profondo rosso. Per quanto ricordi non c’è stata una

dirigenza aziendale che sia riuscita a stare in sella all’amministrazione per un intero contratto.

Nel secolo scorso, nel 1995, per la rinascita della sanità fu deciso di accorpare le Asl sostituendo i Consigli

di amministrazione o meglio i vecchi Comitati di gestione, completamente politicizzati con dei manager

chiamati Direttori Generali. Questa nuova figura doveva dare dinamicità e competenza ma soprattutto

rispondere in prima persona delle sue scelte, soprattutto per la prestazione dei servizi sanitari e dei

bilanci. Insomma si voleva separare la politica dalla gestione diretta e scegliere i Direttori Generali in base

alle competenze. Per queste competenze ma soprattutto perché devono rispondere di persona delle scelte e

dei bilanci, gli vengono riconosciuti circa 15.000,00 Euro al mese: 15 volte un normale stipendio, 30 volte la

pensione di un artigiano o commerciante con 40 anni di contributi, 45 volte la pensione sociale di un povero

anziano. Scandaloso! La cosa ancora più scandalosa è che tutto è finito in una bolla di sapone. All’italiana,

oserei dire. Con l’aggravante di essere nella Provincia di Vibo. La sanità andava male e continua ad andare male,

anzi peggio, i Direttori Generali vengono sistematicamente nominati

dalla politica in base alla tessera di partito e, sempre con lo stesso metodo, essi scelgono il Direttore amministrativo

e Sanitario, i Primari, e i Direttori di Dipartimento, privilegiando rigorosamente l’appartenenza politica piuttosto

che le competenze. Tutto in funzione non certo della sanità pubblica e del cittadino bisognoso di cure ma di loro

stessi e dei politici che li hanno collocati per controllare quel territorio. Il loro operato è tanto buono quanti sono

i voti o i consensi per questo o quel consigliere o assessore. E, non di certo per quanti servizi sanitari siano riusciti

a rendere alla gente comune. Tutto in funzione di loro stessi. Di niente altro. Nessun altro obiettivo, se non quello di

rimanere il quella posizione più allungo. La sanità e i bisogni della gente? Un optional. Non hanno mai risposto e

continuano a non rispondere delle proprie scelte personalmente. Delle loro gestioni sconsiderate. Non ho mai visto

uno di loro, risarcire un solo centesimo di euro, per le loro schifezze. Anzi, solitamente, hanno la spudoratezza

di chiedere un risarcimento alla Regione Calabria per danni alla loro professionalità. Pensate milioni di euro di perdite

di esercizio e hanno il coraggio di parlare di professionalità. Questo è forse il vero problema della sanità e soprattutto

della sanità vibonese. Avere manager che se avessero gestito attività loro sarebbero falliti dopo appena 10 giorni.

Quindi cosa fare? Dare uno stipendio a tutti, direttori e dirigenti amministrativi e sanitari di 1.500,00 euro al mese

e il resto legarlo a obiettivi realmente raggiunti, con contratti a tempo (un anno) non rinnovabili in caso di mancato

raggiungimento degli obiettivi con relative, obbligatorie, cattive referenze per eventuali nuovi incarichi in altre strutture.

Perché questi finiscono di fare danni qua e iniziano in un’altra parte. Ora, a queste condizioni, quanti sarebbero

realmente disponibili a mettersi in gioco? Io credo neanche uno. Diversamente si facciano avanti.

Ferruccio Schiavello

Serra San Bruno

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