MONS. FRANCESCO DE GAETANO: ” ZIO PRETE, IL MAESTRO” !

Su WIKIPEDIA ho trovato le notizie che seguono su Mons. Francesco De Gaetano, zio materno di mio Padre:
per tutti i parenti piu’ vicini, " U’ ZZU’ PREVITI";  per i suoi Allievi  "U’ MASTRU";  per gli Alltri " U’ PROFESSURI" .
Egli fu il precursore del cooperativismo in Calabria: famosa e ricordata ancora oggi la Cooperativa di Consumo
"CALABRIA NOVA", con sede in San Costantino di Briatico, antesignana Onlus, da Lui fondata dopo la Grande
Guerra del 1915/’18, nell’agosto dell’anno 1920, per aiutare lo sviluppo rurale del Circondario. 
 
"Mons. Francesco De Gaetano, nacque il 3 luglio 1890 in una umile famiglia di coltivatori diretti di San Costantino di Briatico (all’epoca provincia di CZ), piccolo paese sito su una ridente e verde collina abitata per la maggior parte da agricoltori e operai.

Figlio primogenito di Giuseppe e Rosa Costanzo, ha avuto una sorella coniugata con Carlo Conocchiella. Fu battezzato nella chiesa di San Costantino e cresimato dall’Ill.mo Mons. Domenico Taccone Gallucci il 1° ottobre 1903. I genitori, molto devoti a S. Francesco di Paola, nonostante fosse l’unico figlio maschio, lo avviarono agli studi ecclesiastici ed al culto del Santo fin da giovanissimo. Si laureò in lettere e filosofia presso l’università di Napoli, conseguendo la laurea con una brillante votazione.

Chiamato alle armi, dopo un corso accelerato, fu nominato ufficiale ed inviato nel Friuli, ove si distinse in maniera veramente coraggiosa in occasione di una controffensiva contro gli austro-ungarici presso Dosso Faiti (22 e 26 ottobre 1917), dando esempio di alta responsabilità e virtù di militari. Tenne alto il morale delle truppe del suo plotone, fronteggiò il nemico e mentre incitava i soldati all’assalto, fu gravemente ferito. Per questa coraggiosa azione gli fu assegnata la Medaglia d’Argento al Valor Militare, con decreto del Ministro della Guerra del 20 agosto 1920, con la seguente motivazione: "Durante tutto il periodo dell’azione, dando nobile esempio di militare, con il suo contegno concorreva validamente a tenere alto il morale delle truppe. Ma manifestatosi il primo attacco nemico, mentre sotto violento fuoco, sprezzante del pericolo, incitava i saldati alla lotta, cadeva gravemente ferito" – Dosso Faiti 22-26 ottobre 1917.

 Il suo amore per la Patria era tanto che, durante la guerra 1915-18 partecipò a diversi combattimenti sul fronte del Carso, con il 69° Reggimento Fanteria Ancona, il cui motto era "Ardente e tenace". Fu insignito anche della Croce al merito di guerra (Roma, 7/2/1920). Interpretando in modo fedele il desiderio dei propri genitori che venerava, finita la guerra e completati gli studi, il 18 luglio 1920 fu ordinato sacerdote da Mons. Giuseppe Morabito, Vescovo di Mileto.

Si dedicò all’insegnamento, in un primo momento presso il seminario vescovile di Mileto, successivamente nei Pontifici seminari regionali di Catanzaro e di Reggio Calabria, quale ordinario di latino e greco. Molti semi della sua cultura ed esperienza furono raccolti da numerosi allievi che ne hanno fatto tesoro, come la storia registra. Molti ricordavano come egli venisse chiamato familiarmente e bonariamente: u "Mastru” (Maestro per eccellenza).

Chiaro e fulgido fu il suo intervento nelle elezioni comunali e provinciali del 12/10/1920 a difesa degli agricoltori e contro il latifondo che li sfruttava e li manteneva nell’ignoranza. S’interessò con grande dedizione ai problemi sociali del tempo tramutando nel contempo le radici ideali del suo pensiero in azioni feconde e proficue, tanto da fondare, il 22 agosto 1920, la prima Società Agricola Cooperativa di Consumo in Calabria, denominata "Calabria Nuova", il cui statuto, sotto la spinta delle ricadute positive avute dalla Società, fu rinnovato ed ampliato il giorno 19 marzo 1949 in onore di San Giuseppe lavoratore.

Il 2 febbraio 1921 lo statuto della Cooperativa di Consumo fu approvato dal Tribunale di Vibo Valentia assumendo valore legale a tutti gli effetti. La sede principale di San Costantino di Briatico cominciò ad ingrandirsi e a consolidare le ragioni statutarie dando vita, con un meraviglioso sviluppo, alle succursali di: Cessaniti, Pannaconi, S. Cono, S. Marco, Zambrone, Zungri, Briatico, Potenzoni, Portosalvo, di Triparni e delle Vene di Vibo Valentia.

La società rappresentò, quindi, un nobile strumento di progresso verso la civilizzazione, una ragione per l’aggregazione della gente povera, desiderosa di crescere e di affermarsi in stretta unione con gli ambienti familiari crescendo così in pace e nella laboriosità. Mons. Francesco De Gaetano non ancora soddisfatto della sua creatura di servizio, pensò di dare una istruzione pratica ai suoi paesani contadini, istituendo corsi pratici per la tecnica della potatura degli alberi e per il metodo di manipolazione e d’utilizzo in sicurezza dei fertilizzanti chimici idonei a migliorare la fertilità dei terreni della zona.

Non tralasciò d’incrementare la meccanizzazione agricola con aratri meccanici, trebbiatrici, mietitrici, mettendo in evidenza i vantaggi economici derivanti da tale impiego ai contadini interessati. Negli anni 1945 e seguenti s’impegna politicamente con grande coraggio per sostenere gli ideali ed il programma del Partito Popolare di Don Luigi Sturzo prima e della Democrazia Cristiana, polemizzando con piglio tagliente contro socialisti, massoni, baroni e latifondisti, stimolando le classi lavoratrici popolari a partecipare al governo del Paese e nelle autonomie locali per il raggiungimento del bene comune, affermando che così la politica diventa servizio e morale.

Per la popolazione impegnata nei campi e nei complessi industriali dell’epoca, Mons. De Gaetano, ispirandosi ad una forma di educazione cristiana-sociale fondò una scuola materna intitolata a Santa Maria Goretti dando accoglienza ed assistenza ai bambini delle povere famiglie che non avevano la possibilità di accudirli perché impegnati nel lavoro. Successivamente, con la crescita della popolazione, recuperò la chiesa sconsacrata della Madonna del Carmelo in località “Croce”, ammodernandola e modificandone la struttura originaria per ricavare le aule e i saloni necessari ad un asilo più moderno e alle attività sociali e ricreative legate alla parrocchia.

S’interessò e costituì “Cantieri Scuola” per qualificare la mano d’opera e per creare occupazione, realizzando in tal modo opere destinate al bene pubblico quali: Strade interpoderali (tra quelli ancora noti il cantiere della “Monte Lapa-Sant’Irene”), la scuola materna di cui sopra, la sede sociale per la cooperativa, la casa canonica di San Costantino di Briatico, rimasta incompleta a causa della sua morte.

Come parroco della parrocchia del Carmine di Briatico, fece comprendere anche ai pescatori del luogo i vantaggi indiscussi della vita associativa diffondendo il seme della Cooperativa dei pescatori. Interessante fu anche il suo sostegno all’edilizia popolare. Mons. De Gaetano fu ricco d’amore per i giovani che aiutò a far studiare attraverso l’avvio ai seminari ecclesiali, incoraggiò la costituzione di una banda musicale, provvedendo anche all’acquisto degli strumenti.

Ebbe una forte costanza e cura in particolare per i bambini delle famiglie povere, numerose e per gli orfani, aiutandoli a studiare, interessandosi di persona per l’ingresso in istituti adeguati alle loro attitudini, per tirarli fuori dall’emarginazione e dall’analfabetismo, che affliggeva quasi tutto il territorio comunale. Intensa fu anche la sua opera per il disbrigo di pratiche sociali per i cittadini bisognosi ed i lavoratori: agricoli, artigiani, edili, ecc., sprovvisti di ogni minima forma di assistenza.

Grande comprensione e stima ebbe per gli emigrati, con cui teneva rapporti epistolari, fornendo loro consigli adatti al risparmio al fine di poter, al loro rientro, realizzare una casa in paese, ricordando loro che “l’aria paesana nutre e governa”. Ricoprì le cariche di consigliere ecclesiastico presso la sede Pontificia, consulente ecclesiastico provinciale delle ACLI e dei Coltivatori Diretti di Catanzaro.

Dal 1962 fu parroco di San Costantino di Briatico, dove visse ed operò per lunghissimi anni fino alla sua morte. Fu sepolto nel Cimitero di Potenzoni-San Costantino di Briatico. Mons. De Gaetano con le sue molteplici azioni ha impresso una notevole accelerazione, al processo di sviluppo socio-economico e culturale del Vibonese, affrontando con grande fede, eroico impegno, senza paura e timore alcuno le difficoltà e le tristi condizioni del tempo. La figura e l’opera di questo straordinario uomo, un pioniere di autentica interpretazione del pensiero e della Dottrina Sociale della Chiesa, è stata e continua ad essere per molti un grande punto di riferimento.

Mons. De Gaetano resta grande personalità in tutto il Mezzogiorno d’Italia per la sua azione sociale in difesa delle classi meno ambienti e umili. La sua mente è stata sempre lucida, rapida e rigorosa. Tutte le sue iniziative sono state a sfondo umanitario e mai speculativo. Amava vivere in modo umile, pratico, realistico e proiettato nel futuro. Infine si potrebbe definire con franchezza e senza tema di smentita anche umile ed autentico “sindacalista d’avanguardia”, che ascoltava l’uomo e lo guidava nella sua profonda eticità-morale.

Parecchi de suoi ex alunni conservano ottimi ricordi, anche umoristici, vignette e caricature. Alcuni di loro occupano oggi posti di lavoro e d’impegno di notevole prestigio sia nella vita pubblica che ecclesiastica. Si può affermare che la sua figura e le sue opere sono degni di passare alla storia dello sviluppo della Calabria. Segnato, negli ultimi anni, da sofferenze morali e con la convinzione che le colpe altrui avrebbero potuto sporcare la sua fulgente e limpida vita al servizio degli umili e dei più bisognosi, si spense nell’ospedale civile di Vibo Valentia l’11 ottobre 1969 all’età di 79 anni.

Dopo la sua morte, il 25 agosto 1973, un comitato composto da giovani di San Costantino, lo ha onorato facendo erigere, a perenne memoria, all’entrata del paese natio, un monumento, con sopra una figura in bronzo che Lo rappresenta; nell’epigrafe si legge: «Il petto fregiato di medaglia di argento al V.M. ardeva di carità/ rivendicò per tutti diritti/ civici e sociali/ diede ai bimbi la scuola materna/ ai vecchi sereno riposo in pensione/ Con questo bronzo chi lo amò/ perpetua in benedizione/ la memoria di/ Mons. Francesco De Gaetano». Anche dopo morto si è realizzato uno dei desideri più bello e a Lui caro espresso pubblicamente in vita più volte ai suoi paesani e cioè che nella parrocchia di San Costantino ci fossero delle Congregazioni ecclesiali per assistere e guidare i suoi figli. Oggi la parrocchia è affidata alla “Congregazione di Mons. Giovanni Battista Scalabrini” padre dei migranti e fino a pochi mesi or sono il suo asilo era abitato dalle “Suore delle Poverelle di Bergamo”.

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Una risposta a MONS. FRANCESCO DE GAETANO: ” ZIO PRETE, IL MAESTRO” !

  1. anna romano ha detto:

    solo oggi leggo questo bellissimo articolo sul mons De Gaetano. I ricordi su questo grande sacerdote sono quelli di una bimba di soli 8 anni appartenente ad una famiglia povera e numerosa che si è impegnato con la mia povera mamma a darmi un futuro . Il 28 settembre del 62 sono stata accolta in uno dei migliori collegi di Roma dove ho ricevuto istruzione consguendo il diploma di ragioniera con accesso alla facoltà di legge.
    Dal giugno del 62 non ho più rivisto mons De gaetano, ho solo appreso della suo passaggio a nuova vita dai miei genitori. Oggi sono una funzionaria dello stato grazie al suo interessamento verso le famiglie povere e verso gli umili.
    Un sacerdote ma di alta qualità morale

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