NON SOLO IN CALABRIA E’ COSI’,…….PURTROPPO !

Da "Calabria Ora", riporto il pensiero di un Lettore, sui politic…ant…i della ns Regione:
"

La classe politica calabrese? Come i “Vicerè”.

Le manovre dei soliti noti impegnati a promuovere docili cadetti.

Egregio direttore,

qualche giorno addietro la prima rete Rai ha trasmesso

una miniserie dal titolo “I vicerè”, un film ambientato nella

Sicilia dell’unità d’Italia che è riuscito con molta classe

ed eleganza a descrivere il gattopardesco mutamento di

una società che doveva cambiare per far sì che nulla potesse

in realtà cambiare; una lezione di politica che poneva

al centro degli interessi del popolo e della nazione l’io

supremo dei soliti personaggi che riuscivano a rimanere

in auge in qualsiasi situazione: feudalismo, monarchia,

chiesa o repubblica. Tutto sempre tragicamente uguale.

Orbene mentre seguivo con attenzione la

trama, condizione per me rara, attesa la

scarsa qualità della programmazione corrente,

mi veniva sempre più spontaneo paragonare

gli eventi della storia televisiva con

quella attuale della nostra regione.

Una regione, la Calabria, sempre più in

preda ad una crisi di nervi con una classe

politica vetusta, spesso compromessa, ma

assolutamente decisa a non mollare la presa; una presa

fatta di parentele, clientele, favoritismi e doveri scambiati

per piaceri, con un preteso ritorno in termini elettorali.

Una classe politica che vive il proprio mandato pericolosamente,

tra avvisi di garanzie, arresti e malcontento della

gente comune; sempre più impegnati a difendere se

stessi ed i propri privilegi con supponenza, sicuri comunque

che alla resa dei conti l’arte del sottile ricatto morale

piegherà, come sempre, anche i più riottosi. Una classe

politica in perenne conflitto con un ampio strato di quella

magistratura che ha deciso di non fare sconti indagando

sullo sperpero di danaro pubblico; una magistratura

osannata per le vittorie contro la criminalità comune, ma

guardata con sospetto quando ha l’ardire di alzare il tiro

indagando in quell’ampia zona grigia dove si incontrano

personaggi collusi e privi di scrupoli che non disdegnano

di flirtare con una criminalità che, stritolando le società civile,

stritola il futuro dei nostri figli.

Una politica gerontocratica dove dominano da circa

mezzo secolo le stesse persone, che oggi cercano di proporsi

quasi come il nuovo che avanza, offrendo vecchie

ed obsolete soluzioni, dimenticando che in ballo vi è un futuro

che loro non riescono a percepire.

Certo oggi le nuove generazioni stanno, più o meno

consapevolmente, ancora una volta perdendo l’occasione

di essere protagoniste del loro futuro; infatti la conduzione

dei gazebo per la scelta dei delegati del Pd hanno posto

in evidenza le manovre dei soliti noti impegnati a promuovere

docili cadetti desiderosi di farsi

manovrare; ovviamente anche per la nascita

del Pdl non si prevede nulla di buono

poichè saranno gli attuali politici a gestire

una transazione che sicuramente rimarrà

nel solco degli stessi. Infatti il metodo

della nascita di nuovi soggetti politici,

come Pdl e Pd, doveva servire al necessario

ricambio della classe politica,

ricambio che doveva comunque avvenire con il placet degli

stessi che dovevano agevolare la discesa in campo dei

migliori, anche alla luce della crisi economica mondiale

che pretende un serio impegno onde venirne a capo. Invero

l’attuale classe politica continua nel proposito di non

abbandonare il campo cercando peraltro di disincentivare

quei giovani desiderosi di contribuire al superamento

dell’attuale infelice condizione.

Auspico che questi giovani evitino di abbandonare il

campo poiché questo risulterebbe funzionale solo a quanti

vogliono campo libero per continuare a gestire la politica

a loro uso e consumo. La nascita di questi nuovi soggetti

politici sono l’ultimo treno per quelle generazioni

che hanno subito un modo distorto di fare politica che riguarda

gli interessi privati piuttosto che quelli della collettività.

Antonio Giovanni Palermo

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