QUANDO LA NAVE AFFONDA……….

Abbiamo sempre saputo che il "codice d’ Onore" dei Marinai prevedeva che in caso di naufragio
il Capitano della nave, facesse mettere in salvo prima i bambini e le donne, quindi i marinai, a cominciare
da quelli semplici e, infine, ma quando si fosse accertato che tutti gli altri avessero abbandonato il natante,
soltanto se faceva ancora in tempo, si salvava anche Lui, altrimenti, onorevolmente, seguiva il destino della
sua nave.
Tale "Codice d’Onore", era similmente esteso in tutti i casi di incidenti che coinvolgessero, realmente o solo
metaforicamente più persone fisiche e/o anche giuridiche: cosicchè, "onorevolmente", in caso di incendio
si dava la precedenza al salvataggio di donne e bambini come in caso di altri tipi di "disastri" si dava sempre
la precedenza al salvataggio delle persone o degli elementi più deboli.
Evidentemente non e’ piu’ così e, specialmente ciò è cambiato in politica: già sin da quando il carrozzone politico,
(ormai quasi tutti sono dei barconi che fanno acqua da tutto il "fasciame"), incomincia solo a rollare, invece di
essere abbandonato dai "peones", i primi a cercare "altri galleggianti" o lidi, su cui salvarsi, sono i "condottieri",
colpevoli del naufragio della propria "barca" proprio, spesso, per incapacità e, magari, già profughi, anche plurimi,
di "lungo corso" e quindi esperti di "abbandono di natante in avaria", comandante in primis!
Sarà che i politicanti attuali, si chiamano "onorevoli" solo per convenzione e lo dimostrano ogni giorno con i loro
comportamenti che, spesso, di onorevole e corretto hanno proprio…..niente, ma quello che avviene è sempre più
politicamente "immorale"
Infatti non appena ci si "accorge" che il terreno "politico"(o di potere e/o affaristico!?) sta mancando sotto i piedi, invece
di fermarsi a riflettere e capire che ormai il proprio "tempo" politico è scaduto, ed è ora di tirare "i remi in barca" e
ritirarsi per andare in pensione, almeno politicamente, o, dedicarsi ad altro che si sa fare meglio del politicante, subito
ci si guarda intorno per cercare una allocazione più consona ai propri disegni "ideali"(sic!) e si fa la mossa a sorpresa,
ma non tanto, perchè soltanto gli sprovveduti non la avevano già, e da tempo, prevista ed anche esattamente
individuata come punto di "approdo".
Ed ecco che, dopo il "grande" politicante cosentino, giacomino mancini, che, da ottimo socialista, non poteva fare altro
che salvarsi dal "naufragio" andando ad imbarcarsi sulla "scialuppa" già super affollata di ex compagnucci, soprattutto
di "merende", ora il "salto della quaglia" lo ha fatto un’altro esperto "migrante" politico, antonio borrello, che dall’udeur
di clemente mastella (quello che "teneva famiglia" e che ha fatto cadere il governo Prodi per una presa di posizione
personale), dove era approdato ultimamente, come molti avevamo previsto da tempo, è approdato al pdmenoelle,
guarda caso, proprio in questo momento in cui si preparano le "elezioni" del segretario regionale e quindi, c’è possibilità
di "incunearsi" alleandosi con uno degli schieramenti in lizza per la "conquista" del primariato politico regionale.
Mi sarei aspettato, correttamente, che i responsabili locali del pdmenoelle, che lo hanno accolto, invece di farlo subito
accedere alla "sala di comando", dimenticandosi di altri amici che, invece, hanno lasciato fuori, lo lasciassero, almeno per
ora, come ultimo arrivato in anticamera a meditare: magari non lo avrebbero più ritrovato perchè, essendo la pazienza
la virtu’ dei forti ed i politicanti, secondo me, non sono tra questi, viste le giuste premesse, sarebbe riemigrato ed io già
prevedo verso dove, come fece, qualche anno fa un altro politicante locale che, "emarginato" dal suo schieramento,
comparve all’improvviso, sotto elezioni, nella sede de "L’Asinello", ma quando gli facemmo capire, dopo pochi giorni, che
non sarebbe stato candidato perchè "ultimo arrivato" e quindi, giustamente, avrebbe dovuto fare la "gavetta", una
mattina, dopo che aveva passato la serata con noi, lo "scoprimmo", sui giornali, promosso a segretario politico di una
formazione contraria: ma io non sono un politico e perciò non capisco e non mi spiego certe  "mosse", ma comunque
apprezzo e giudico quel comportamento che tutti i Cittadini, politicanti compresi e prima di tutti poichè dovrebbero
rappresentarci, dovrebbero tenere e che si chiama ETICA e che, mi pare, di questi tempi, non si trovi da nessuna parte!
 
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