IL CREDITO D’IMPOSTA: UN AIUTO LIBERO PER IMPRENDITORI VERI !

IL CREDITO D’IMPOSTA NON PIACE A CERTI POLITICANTI ED AI BUROCRATI PERCHE’ VIENE
OTTENUTO "LIBERAMENTE" DAGLI IMPRENDITORI VERI CHE NON DEVONO CHIEDERE NIENTE
A NESSUNO MA SOLTANTO INVESTIRE E LAVORARE ALLA LUCE DEL SOLE: LO STATO TI CONCEDE
l’AIUTO SE E SOLO SE PRODUCI ED INVESTI ED, ANCHE, OCCUPI ADDETTI IN REGOLA CON I
CONTRIBUTI SOCIALI E TUTTI I DIRITTI LEGALI.
NIENTE NECESSITA’ DI CHIEDERE FAVORI AI GESTORI DEGLI AIUTI STATALI, POICHE’  IL
CREDITO D’IMPOSTA COMPETE SOLTANTO SE DIMOSTRI LA TUA CORRETTEZZA IMPRENDITORIALE.
Da "Il Quotidiano della Calabria" leggo e riporto testualmente un intervento del dott. D.A. Naso.
" La “No Tax” non può bastare .

Segue dalla prima

di infrastrutture, un sistema produttivo

gracile, l’inefficienza della pubblica amministrazione,

la presenza criminale e un sistema

bancario che concede pochi finanziamenti

e a caro prezzo.

I contributi a fondo perduto introdotti dalla

Legge 64 e successivamente dalla Legge

488 potevano e dovevano portare sviluppo

nella nostra regione se, come giustamente

detto, non fossero diventati per la maggior

parte preda di imprenditori improvvisati e

senza scrupoli che, con l’avallo delle istituzioni,

hanno sperperato i fondi comunitari e

nazionali che dovevano creare sviluppo e posti

di lavoro.

E’ davvero deprimente per noi calabresi

ammettere di non aver saputo gestire in modo

proficuo i fondi che per tanti anni sono

stati erogati con l’obiettivo di farci diventare

una regione socialmente ed economicamente

sviluppata. Invece l’unico obiettivo è stato

“l’obiettivo 1” nel quale purtroppo siamo

inesorabilmente rimasti ancorati

Ritengo, però, che la proposta della istituzione

della “no tax area” in Calabria non è

sufficiente da sola a controbilanciare le pesanti

carenze sopra riportate.

Una detassazione Ires per 10 anni e una riduzione

al 50% della stessa per i successivi

cinque anni a favore delle nuove iniziative

produttive non credo sia un incentivo in

grado di attirare investimenti nella nostra

regione.

La detassazione degli utili per le società

che si costituivano nei territori delle regioni

meridionali è stata introdotta nel 1967 dal

Dpr n.1523/67 ed è rimasta in vigore fino

agli anni ottanta, ma non ha prodotto grandi

risultati.

Anche i tentativi fatti negli anni settanta

per portare in Calabria la grande industria,

pur impegnando enormi risorse finanziarie,

sono stati un fallimento (vedi Saline Joniche,

Sir di Lamezia Terme, polo tessile eccetera).

A mio avviso un valido mezzo di sviluppo è

rappresentato dal credito d’imposta sui nuovi

investimenti introdotto dalla legge finanziaria

n.388/2000 a favore delle imprese

operanti nelle regioni meridionali. L’agevolazione

consiste in un credito che viene riconosciuto

in percentuale sui nuovi investimenti

e può essere utilizzato per pagare

qualsiasi imposta e anche i contributi previdenziali.

Questo bonus fiscale, conosciuto

anche come Visco-Sud, unitamente al credito

d’imposta per le nuove assunzioni, stava

dando ottimi risultati in termini di investimenti

e occupazione, specialmente in Calabria

alla quale la legge aveva accordato la

più alta percentuale del credito (65%). Ma i

fondi stanziati sono stati di gran lunga inferiori

all’entità delle domande presentate.

Il bonus reintrodotto con la legge finanziaria

per l’anno 2007, ha ottenuto il nulla

osta da parte della Commissione europea,

ma anche in questo caso i fondi stanziati si

sono rilevati del tutto insufficienti. A fronte

di oltre 23.000 domande sono stati stanziati

poco più di 4 miliardi di euro, diluiti nel periodo

dal 2008 al 2015. E’ difficile chiedere a

un imprenditore che opera in zone di particolare

svantaggio economico e sociale di effettuare

investimenti con la speranza di poter

utilizzare dopo 4/5 anni il credito d’imposta

spettante.

Ritengo che questa forma di incentivo meriterebbe

maggiore attenzione e finanziamenti

adeguati, in quanto presenta degli

enormi vantaggi:

– la procedura per la richiesta preventiva è

molto semplice;

– il bonus fiscale è rivolto a quelle imprese

che lavorano, producono redditi e pagano i

contributi previdenziali per i dipendenti e

solo a quelle nuove iniziative che hanno i

presupposti per diventare operative e poter

utilizzare il bonus sotto forma di credito di

imposta; solo queste imprese hanno interesse

a chiedere tale tipo di agevolazione; non

c’è spazio per i falsi imprenditori;

– il bonus è facilmente monitorato attraverso

le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti

che ne usufruiscono e con i controlli

degli uffici finanziari, che già hanno avuto

modo di verificare una larga percentuale di

regolarità dei bonus usufruiti.

Perché, allora, non attingere ai fondi Ue

per cofinanziare, unitamente agli stanziamenti

statali, questo importante strumento

di sviluppo per le regioni meridionali e per

la Calabria in modo particolare, dando agli

imprenditori capaci e onesti i mezzi necessari

per i nuovi investimenti?

Le rigide regole del mercato globale e l’introduzione

del federalismo fiscale accentuano

la debolezza del già precario sistema economico

delle regioni sottosviluppate; pertanto

ritengo sia ancor più necessario concentrare

i nostri sforzi per utilizzare adeguatamente

gli ultimi finanziamenti disponibili

e fare di tutto per valorizzare le risorse

naturali (bellezze paesaggistiche, clima, patrimonio

storico culturale eccetera) che altri

non hanno.

In tale ottica andrebbero studiate attentamente

anche le peculiarità di quelle aree della

regione che hanno particolari vocazioni

di sviluppo, come le aree turistiche, le aree

dell’industria conserviera unitamente alla

valorizzazione di prodotti tipici regionali e

al settore artigianale, introducendo forme

di aiuti zonali e settoriali per potenziare e

sviluppare ulteriormente quelle zone e quei

settori di eccellenza che presentano i requisiti

necessari per tradurre in sviluppo e lavoro

gli aiuti pubblici erogati.

Dobbiamo, quindi, apprezzare, rispettare

e proteggere con forza le nostre bellezze naturali

e utilizzarle adeguatamente per potenziare

ad esempio il settore turistico che, a

oggi, è stato uno dei pochi settori che ha portato

sviluppo e creato nuovi posti di lavoro

nella nostra regione.

Domenico A. Naso

dottore commercialista  

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