DI GIUSTIZIA NE E’ GIA’ RIMASTA POCA !

La giustizia in Italia funziona già malissimo sia per la carenza di addetti che per l’esiguità
delle risorse finanziarie che vengono a questa destinate.
Non tutti gli Operatori di giustizia sono corretti e trasparenti, ma ciò non significa che
per questo la MALAPOLITICA, per proteggere le proprie magagne ed i traffici illeciti di
alcuni suoi elementi, debba affossare del tutto anche quella poca Giustizia che funziona.
Magari non potremo essere d’accordo con Antonio Di Pietro, magari anche lui nasconderà
degli scheletri nei suoi armadi, ma quello che "proclama", se ci rendiamo conto che viene
da noi condiviso, dobbiamo sostenerlo senza tentennamenti, perchè "I VALORI" sono
ASSOLUTI e non vanno associati esclusivamente a determinati Cittadini, ma sono di noi TUTTI.
Vale l’esempio dei rappresentanti religiosi che predicano la "buona novella" ed indicano le
buone norme di condotta: anche se come individui, costoro, trasgrediscono i concetti morali e
civili che propagandano, non per questo i contenuti dei loro discorsi, perdono la loro essenza,
per cui chi li ascolta si sente autorizzato a trasgredire senza sentirsi in colpa.
Allora giudichiamo con distacco quello che sta avvenendo nel ns Paese: non mi pare proprio
che siamo ancora la "CULLA DEL DIRITTO", anzi.
La "CULLA" è diventata un comodo lettone in cui, aiutati dai sonniferi mediatici che ci vengono
propinati dai ns politic..ant..i di ogni colore, ci siamo quasi completamente assopiti per cui ci
sentiamo sempre più inerti ed incapaci di reagire a ciò che avviene intorno a noi, anche se
capiamo che è contro i ns interessi e favorisce soltanto chi fa parte di qualcuna delle "CASTE" !!!!
Riporto testualmente quanto ho letto sul blog di Antonio Di Pietro, a proposito di quanto sta
avvenendo in tema di "Giustizia":
 
"Piazza Farnese: appuntamento con la democrazia

La manifestazione dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia a sostegno del Procuratore Capo di Salerno Luigi Apicella, a cui parteciperà l’Italia dei Valori ed io personalmente, deve trasformarsi in un momento per non lasciare sola la giustizia. A sostegno di Luigi Apicella ma anche di Luigi De Magistris, di Clementina Forleo, contro il Lodo Alfano e contro l’ultima porcata governativa: il bavaglio alle intercettazioni.

Mercoledì 28 gennaio 2009 dalle 9.00 – 14.00 in piazza Farnese l’appuntamento è con la democrazia, ed i protagonisti saranno i cittadini che invitiamo caldamente a partecipare.

Un disegno di legge sulle intercettazioni, che in realtà contiene una riforma della giustizia, nasce sotto una cattiva stella.
360 emendamenti scritti perfino da chi ha proposto la legge direi che esprimono un giudizio molto negativo sul testo presentato.
La parte del leone, lo dico con orgoglio misto a preoccupazione, la fa ovviamente l’Italia dei Valori con 200 emendamenti.
Seguono Pd con 70, Pdl e Lega con 60 e Udc con 30.

Le insidie alla democrazia annegate nella proposta di legge sono molte, altre proverranno dagli emendamenti che tenteranno di completare il disegno criminogeno e di esautorare una giustizia quasi moribonda.

Mi soffermo in breve per far comprendere ai cittadini alcune, solo alcune, tra le porcate che si nascondono nel testo del disegno di legge e che diverranno effettive se non saranno accolti i nostri emendamenti.

Non si potranno più intercettare i reati puniti con pene inferiori ai dieci anni. Per fare un esempio, quelli contro, l’usura, la truffa, i sequestri di persona, il contrabbando, lo sfruttamento della prostituzione, la rapina, il furto in appartamento, l’associazione per delinquere, lo scippo, la ricettazione, i reati ambientali, reati economico finanziari, fiscali ed i falsi in bilancio.
Le conseguenze le lascio tirare a voi, ma fossi un delinquente in qualsiasi parte d’Europa sceglierei sicuramente l’Italia come Eldorado della criminalità.

Il tempo di intercettazione sarà limitato ad un tempo 15 giorni, su richiesta esteso non oltre 3 mesi, un regalo ai latitanti a cui basterà usare i pizzini per tre mesi dopo di che potranno ordinare pizze a domicilio per una vita.

L’autorizzazione alle intercettazioni e le misure cautelari verranno prese non più da un solo Gip ma da un organo di 3 giudici con dispendio di tempo, soldi e perdita di efficacia di una struttura che ad oggi manca proprio di risorse di organico.

Magistrati e giornalisti non potranno più divulgare il contenuto delle intercettazioni, perfino dopo che gli atti saranno depositati. In una situazione come quella dell’Abruzzo, che potrebbe essere quella di Pescara, di Napoli, i cittadini sarebbero tornati o potrebbero tornare a votare senza nemmeno saperne il motivo.
Onesti risparmiatori avrebbero continuato ad acquistare i bond Parmalat e sfortunati pazienti avrebbero scelto la clinica mattatoio Santa Rita in attesa degli esiti processuali.

Tutto questo è follia pura.

La macchina della giustizia ha bisogno di più risorse come ho più volte spiegato (leggi il post "Una Giustizia che funzioni"), non di catene.

Attenzione: Faccio notare che l’appuntamento si è spostato da piazza della Repubblica a piazza Farnese.

Postato da Antonio Di Pietro in

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