POSSIAMO ANCHE AVERE IDEE DIVERSE E NON STIMARLO PER NIENTE, MA…………………..

Possiamo avere idee diverse dalle sue, possiamo anche non stimarlo e non condividere le
sue scelte, ma, in quanto al suo comportamento istituzionale, tutti i ns politic…ant..i,
dovrebbero prendere esempio da Antonio Di Pietro che, ancora una volta, non appena
diventa soggetto di indagini e/o di altre iniziative giudiziarie, coerentemente con quanto
"predica" si libera di ogni "protezione" istituzionale e si dichiara a disposizione dei giudici !
Stavolta è stato denunciato per presunte offese al capo dello stato per quanto da Lui
esternato in piazza Farnese durante la manifestazione organizzata dai "Familiari delle
Vittime delle mafie", e cioè perchè ha detto anche che "il silenzio è mafioso".
Ho ascoltato in differita il suo discorso e voglio esprimere la mia opinione.
La frase incriminata è stata profferita alla fine di una serie di considerazioni che, inizialmente
hanno interessato anche il capo dello stato, ma poi si riferivano alla circostanza delle esternazioni
fatte da Antonio Di Pietro che lo stesso riteneva doverose perchè, quando si deve dire qualcosa,
bisogna avere il coraggio di dirla: ecco perchè ha concluso che "il silenzio è mafioso"!
D’altro canto ci hanno sempre insegnato, e chi di noi ha voluto lo ha imparato e verificato, che:
 L’OMERTA’ E’ PROPRIO QUEL COMPORTAMENTO, DI OGNI CITTADINO CHE SA O HA VISTO, FATTO DI
SILENZI E DI INERZIA, CHE FAVORISCE IL PROLIFERARE DI OGNI TIPO DI DELINQUENZA.
O adesso non è più così e chi, invece, parla ed esprime quello che pensa , proprio riguardo al "silenzio",
è soggetto a querela da chi prende, artificiosamente per creare polveroni istituzionali, "peli per pali" o
gridare "al lupo al lupo" agli agnelli, quando non ha mosso neanche un dito quando il lupo, seppure
neanche tanto ben travestito, e riconoscibile anche senza occhiali, si è introdotto nell’ovile!!???
Dal blog di Antonio Di Pietro leggo e riporto testualmente:
 
"La verita’ ad ogni costo

Signor Ministro della Giustizia, avvocato Angelino Alfano,

il Presidente delle Camere penali, avvocato Oreste Dominioni, ha reso noto di avermi denunciato alla Procura della Repubblica di Roma per il reato di cui all’articolo 278 del codice penale in quanto, a suo dire, avrei offeso l’onore e il prestigio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
I fatti sono noti: ho partecipato il 28 gennaio 2009, a piazza Farnese a Roma, ad una manifestazione in difesa della legalità, indetta dall’Associazione nazionale familiari vittime di mafia. In tale occasione ho preso la parola anche per segnalare pubblicamente l’ingiustizia subita da un giovane manifestante al quale era stato tolto un manifesto di critica (e non di offesa) al Capo dello Stato (il mio discorso in piazza Farnese su You Tube).
A norma dell’articolo 313 del codice penale, il Procuratore della Repubblica di Roma, una volta ricevuta la denuncia di Dominioni, deve obbligatoriamente e necessariamente, nei successivi 30 giorni, chiedere alla S.V. l’autorizzazione a procedere per accertare i fatti.
Ciò premesso, Le chiedo – rispettosamente, ma fermamente – di concedere tale autorizzazione.

Ho il diritto, come cittadino e come parlamentare, di dimostrare davanti al mio giudice naturale che non ho offeso affatto il Capo dello Stato e che non ho mai proferito le parole che strumentalmente mi sono state attribuite da alcuni organi di stampa.

A nessuno può essere tolto il diritto di difendersi davanti al proprio giudice naturale da false accuse così pubblicamente strombazzate.

E’ ciò che, invece, accadrebbe se Ella non concedesse l’autorizzazione a procedere e non consentisse di accertare come realmente sono andate le cose e chi ha messo in piedi questa falsa accusa, per quale ragione e con quale subdola finalità.

Grazie per l’attenzione.

Postato da Antonio Di Pietro

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