I CALABRESI ASPETTANO E SPERANO………..MA, PURTROPPO, CREDO……….HAI VOGLIA!!!!!

IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI VIBO VALENTIA, DOTT. MARIO SPAGNUOLO, DA SETTEMBRE SCORSO
INSEDIATO NEL SUO UFFICIO, HA RILASCIATO LA DICHIARAZIONE CHE SEGUE IN RELAZIONE ALLA SITUAZIONE
DEGLI ORGANICI DEI GIUDICI NELLA NS REGIONE: PURTROPPO SE LA SITUAZIONE E’ QUESTA, ADDIO SPERANZE
DI GIUSTIZIA IN TEMPI RAGIONEVOLI, CIOE’ DI VERA GIUSTIZIA PER I CITTADINI CALABRESI!!
Da "CalabriaOra" di ieri, leggo e riporto testualmente :
" La desertificazione delle Procure

Scritto da Mario Spagnuolo – Calabria Ora 27 feb 2009

Fra non molti mesi, verosimilmente prima della fine di quest’anno, nella Procura della Repubblica di Vibo Valentia sarà presente uno solo (forse due) dei sei sostituti procuratori previsti in organico. In quello stesso periodo di tempo prenderà servizio il nuovo procuratore della Repubblica di Lamezia Terme. Sarà molto fortunato se troverà al posto di lavoro anche uno solo dei cinque sostituti previsti. La situazione non cambierà a Crotone, Rossano, Castrovillari, Paola, Locri e Palmi. La Procura di Catanzaro, che è responsabile del contrasto alla criminalità organizzata in quattro delle cinque province calabresi, sarà priva, nel migliore dei casi, di cinque sostituti su diciassette. Qualora, infatti, dovessero essere accolte tutte le domande di trasferimento presentate, i sostituti assenti sarebbero nove su diciassette.
Forse a qualcuno, che è interessato alla funzionalità del sistema giudiziario e che spera di trovare un giudice non solo a Berlino, ma anche a Vibo Valentia e a Crotone, interesserà capire e ragionare su quanto sta accadendo. Ed allora. Nel mese di gennaio di quest’anno il Consiglio Superiore della Magistratura ha individuato le sedi per gli uditori giudiziari che prossimamente prenderanno servizio. Saranno tutti destinati alla magistratura giudicante, in quanto, a seguito della riforma del precedente governo di centro-sinistra, non è possibile destinare uditori giudiziari a funzioni di pubblico ministero.
E’ bene precisare, aprendo una parentesi che si rivelerà poi utile, che gli uditori giudiziari non vengono immessi nelle funzioni subito dopo aver vinto il concorso, bensì dopo un lungo periodo di circa diciotto mesi, nel corso del quale seguono concretamente tutta l’attività giudiziaria, secondo un percorso complesso, continuamente monitorato dal CSM.
Il giovane uditore non è,quindi, subito “operativo”, ma dal momento in cui il concorso è bandìto fino a quando gli verranno conferite le funzioni giurisdizionali è necessario il decorso di un lungo lasso di tempo, anche più di tre anni. Ritorniamo indietro. Una volta assegnate le sedi di giudice agli uditori, il Consiglio Superiore della Magistratura ha pubblicato il concorso per il trasferimento alle sedi vacanti di procura – sedi che, come detto, non aveva potuto riservare agli uditori giudiziari – invitando a parteciparvi i magistrati – diversi da quelli di prima nomina – giudicanti ed inquirenti interessati. In questi giorni è stata pubblicata la relativa graduatoria.
Intanto pochissime sono le domande avanzate verso posti di sostituto procuratore da chi finora faceva il giudice. Qui si aprirebbe un ulteriore fronte di analisi su come, nei fatti, la separazione delle carriere in magistratura sia già realtà, ma non interessa ai nostri fini. Ciò che interessa,invece, è che se le domande sono state avanzate solo da magistrati che già facevano i pubblici ministeri, non si è colmato alcun vuoto, ma si è operato solo uno spostamento territoriale di magistrati, che occupano un posto in una procura per lasciarne scoperto un altro in un’altra procura. Il dato che più interessa il lettore è che non sono state presentate domande di trasferimento per nessuna delle procure calabresi, fatta eccezione che per Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza.
Quest’ultimo dato va analizzato: solo per Reggio si coprirà l’unica vacanza, mentre a Catanzaro e Cosenza è stata presentata una sola domanda di trasferimento a fronte di scoperture più ampie ( cinque a Catanzaro e tre a Cosenza). Va ulteriormente osservato che queste domande di trasferimento sono state presentate esclusivamente da pubblici ministeri che prestano servizio in altre procure calabresi. Per contro quasi tutti i magistrati in servizio presso le procure calabresi hanno avanzato domande di trasferimento per sedi fuori regione e vi è fondato motivo che quasi tutti verranno accontentati ( va rilevato a margine che la desertificazione delle procure non è fenomeno solo calabrese, ma che si è esteso su buona parte del territorio nazionale, per cui è ora agevole raggiungere la sede cui si è interessati).
L’attuale governo di centro- destra ha ritenuto di dover affrontare questo problema attraverso una legge che fissa una serie di parametri oggettivi, che consentono di individuare cento posti di sostituti che andrebbero coperti, attraverso incentivi economici e di carriera, rivolti a magistrati più anziani. Al di là delle lodevolissime intenzioni, il rimedio non pare risolutivo. Intanto i posti vacanti sono ben più di cento e basterebbero a stento a soddisfare le esigenze delle regioni meridionali. Non convince,poi, il meccanismo, che resta di tipo volontaristico ed è riservato ad una tipologia di magistrati, oramai radicati, sia professionalmente che esistenzialmente, in realtà territoriali distanti, non solo geograficamente, dalla nostra.
Se, come è agevole ritenere, la legge sugli incentivi non produrrà gli effetti sperati, i vuoti ( meglio dire i baratri) negli organici delle procure calabresi si cronicizzeranno nel tempo. Non sarebbe efficace ora neppure l’abolizione del divieto di destinare uditori giudiziari a posti di procura, come nei mesi precedenti era stato insistentemente richiesto dalla associazione magistrati e dallo stesso Consiglio Superiore della Magistratura. E questo perché i prossimi uditori giudiziari non potranno assumere le funzioni prima del 2011. Questo lo stato di un problema,le cui ricadute sul sistema determinerebbero conseguenze letali per un equilibrato,corretto ed efficiente funzionamento della struttura giudiziaria. E’ un prezzo enorme di cui dovrebbero farsi carico le domande di giustizia della società civile calabrese, sempre più flagellata dalla criminalità e dall’illegalità.

Mario Spagnuolo *Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia.

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