LE DOTI DEGLI ITAL.iot.I !

Tra le doti principali, per le quali  eccelliamo tra i Popoli, spiccano l’ipocrisia, il servilismo e la facilità con
cui cambiamo opinioni, fede politica e cordata: quando veniamo a conoscenza di qualcuno che vorremmo
emulare, seguendo il pensiero del Machiavelli "Il fine giustifica i mezzi", abbandoniamo il ns passato e ci
"imbarchiamo"nel "nuovo", senza scrupoli o tentennamenti, autoconvincendoci di aver trovato la ns strada.
Così se, il giorno prima, vedevamo tutto "nero", ora lo vediamo "bianco abbagliante": le critiche e/o i proclami
lanciati contro questo o quello, avversario del passato, non vengono neanche ricordati, da ora tutto positivo,
nella vita e nelle azioni, del ns nuovo "faro", tutto da prendere ad esempio e "copiare" pedissequamente!
Guai ai ns vecchi Amici che hanno avuto l’ardire di non cogliere l’"uragano" del nuovo che ci ha travolto sulla
via di…….arcore o sulla rotta di villa certosa: ora sono diventati dei poveri "coerenti" che non avranno futuro!
Bisogna essere "flessibili" e "cogliere" certi momenti, anche RINNEGANDO SE STESSI, FIGURIAMOCI POI LE
PROPRIE IDEE (se ne avevamo qualcuna!), soltanto chi cambia è una persona intelligente (secondo il gregge
dei voltagabbana): ecco perchè molti ns conoscenti politic.ant.i, che, dopo militanza di lungo corso in "parti"
oggi soccombenti, per decenni o, addirittura, generazioni, e ne abbiamo avuti parecchi, rinnegando il loro
passato e le loro (finte) battaglie per il bene (proprio) di Tutti, in tempi recenti sono "volati" da manca a ritta,
imbarcandosi sulla "filibusta" del "vincente": siamo sicuri che ci resteranno………almeno finchè sarà vincente!
Andate a recuperare quello che pensavano, dichiaravano e scrivevano, non tanti anni fa, di berlusconi, i suoi
attuali "fedelissimi" bossi, fini, capezzone, mastella e dini per citare solo i più conosciuti, andate a verificare
cosa scrivevano certi "giornalisti"(forse la definizione è impropria) e quello che scrivono oggi: le critiche feroci
per le ripetute "scorrettezze", per usare solo un eufemismo, di ieri oggi sono diventati ELOGI per le PROBE AZIONI
(ma sono dello stesso genere di un tempo, perchè "Il lupo cambia il pelo, non i vizi"!).
CHI CI SALVERA’: SOLO L’INFORMAZIONE SUL WEB (SE LA SAPREMO DIFENDERE DAGLI ATTACCHI DISTRUTTIVI DI
COLORO CHE, DISPONENDO ORMAI O PER PROPRIETA’ O PER ASSERVIMENTO, DI QUASI TUTTI I MEDIA, LA
VEDONO COME UNICO OSTACOLO ALLA CONQUISTA,ANCHE SE DOLCEMENTE, DEL POTERE ASSOLUTO!)!!!!
DAl blog di Beppe Grillo ricevo e riporto:
"

27 Giugno 2009

Le parole per dirlo…

Cesare Zavattini. La verità.
(3:15)

"Zoccola", "Piduista", "Pedofilo", "Corruttore", "Fottere", "Mafioso" se corrispondono VERAMENTE a una zoccola, un piduista, un pedofilo, un corruttore, un vecchio porco, un criminale sono parole che non si devono pronunciare. La verità deve salvare la forma. La forma deve coprire la verità. Le parole dei servi. Il perbenismo di regime. Escort, ammiratore di minori di 18 anni, utlizzatore finale, senatore in attesa di giudizio, ma anche Lodo Alfano, sono parole che rassicurano. Lodooooooo Alfanoooooo, sembra una messa cantata. Non si colpisce più la sostanza di un’affermazione, ma la sua forma. La sostanza non si può smentire. La verità è ormai palese, quasi sempre volgare. E, per occultarla, per negarla, si giudicano le parole che la esprimono. Più queste parole corrispondono nel sentire comune alla verità, più chi le pronuncia è colpevole. Non della verità, che non è mai menzionata, ma delle parole per dirla. La menzogna, al contrario, può utlizzare ogni parola, ogni immagine. Il seno di Veronica Lario può essere esibito come un trofeo da Feltri su Libero, un giornale vicino al suo ex marito. E, allo stesso tempo, il direttore del TG1 Minzolini, può cancellare un’inchiesta della procura di Bari e un rapporto con una prostituta a Palazzo Grazioli la notte dell’elezione di Obama. La ripetizione e la diffusione del messaggio attraverso le televisioni rende vero il falso, universale la menzogna. In ogni luogo, su un traghetto, in un bar, alla stazione, nelle proprie case si afferma con la sua presenza il contrario del vero. Quando il vero si affaccia alla superficie di questa melma vischiosa satura del nulla, chi lo afferma diventa un bersaglio. Gasparri, Capezzone, Bonaiuti, Mimun, Fede, Vespa, Ferrara, Giordano e mille altri sono un immenso coro, una cacofonia cialtrona e ossessiva. Un rumore di fondo e di fogna che stordisce e che dà assuefazione. Gridare "zoccola" o "piduista" o "corruttore" è testimonianza di verità. Zavattini sdoganò per primo alla radio la parola "cazzo". Ci sono mille parole ridotte al silenzio e alla schiavitù del giudizio di parte. Parole che aspettano di essere liberate. In un comizio, alla radio, in un dibattito. Il comune senso del pudore si è trasformato in una rappresentazione indecente del potere. Del potere fare e dire il cazzo che vuole.

Postato da Beppe Grillo il 27.06.09 "

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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