L’INFORMAZIONE: IL QUINTO POTERE!

Incomincia a preoccupare anche la condotta degli ultimi giornalisti "indipendenti":
speriamo sia soltanto un fatto accidentale!
Se l’informazione libera si "adegua" ai "dictat" del governo dall’unico componente,
siamo arrivati ormai alla frutta!
Ancora una volta, invito TUTTI a svegliarsi, sperando che non sia già troppo tardi!
Dal blog di Antonio Di Pietro, ricevo e riporto un’altra mail sull’informazione libera
relativa all’episodio, gravissimo, dell’incontro tra giudici costituzionali e politic.ant.i
nostrani, tutti ricoprenti cariche istituzionali  di rilievo e tutti interessati in modo
pesante, tra l’altro, al "destino" del famigerato "lodo alfano" !
"

28 Giugno 2009

DIMETTETEVI II: il ‘non fatto’ del giorno

Il ‘minzolinismo’ è un cancro in metastasi nel Paese. Si è diffuso da Mediaset alla RAI ed ha contagiato la stampa. Ieri infettava il Tg1 sulle escort di Palazzo Grazioli, oggi i sintomi si manifestano su La Repubblica, su Il Corriere della Sera e su altre testate giornalistiche semilibere.
Eugenio Scalfari ha tracciato un interessante quadro, che condivido, sull’evanescenza delle misure adottate contro la recessione dal Consiglio dei Ministri.
La sua analisi degli eventi importanti non può però limitarsi a questo spunto di riflessione né, tantomeno, il suo giornale può condurre una campagna serrata per la moralizzazione del Paese, indottrinandolo su escort, telefonate, sospetti, festicciole ed ogni minimo dettaglio sull’indecenza del Presidente del Consiglio, trasformando poi il fatto del giorno,  la cena vergognosa tra governo e giudici di cui è stata data notizia ieri, in un "non fatto".
Un Premier, un sottosegretario, un ministro della Giustizia, due giudici della Consulta ed un Presidente della commissione Affari Costituzionali che ripassano a tavolino la lezione sul Lodo Alfano, non è un fatto rilevante?
Che c’è di male, avranno pensato nelle rispettive redazioni i direttori “indipendentiScalfari e De Bortoli.
Poco importa se, guarda caso, il 6 ottobre la Corte si pronuncerà sulla costituzionalità del Lodo. Poco importa se tutti i commensali sono fortemente interessati all’esito di quel parere.
Perché tanto accanimento su scenari di desolazione morale e tanto ‘minzolinismo’ su questioni di rilevanza costituzionale?
Qual è l’interesse di un oscuramento bipartisan?
Perché il Pd, a caccia di bave di vento per il rinnovamento, ha evitato anche questa tempesta, così come evitò quella della raccolta delle firme per il referendum contro il Lodo Alfano?
Pesa di più un’escort o il sospetto di un inciucio per uno scacco matto alla Costituzione? Chiedetelo ai capitani coraggiosi di cui sopra, mediatici e politici.

Tuo nome: Tua mail:

A: Francesco Amirante, Presidente Corte Costituzionale
Oggetto: Cena vergognosa: si dimettano
Testo:

"La invito a chiedere le dimissioni dalla Consulta dei giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella per salvaguardare la credibilita’ dell’istituzione che rappresentano, ed il giudizio che la Corte e’ chiamata ad esprimere il 6 ottobre sulla costituzionalita’ del Lodo Alfano."
Postato da Antonio Di Pietro in
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