ARRIVA L’ESTATE E SI ….riSCOPRE L’INQUINAMENTO DEL MARE !

Puntualmente, ogni anno, quando sta per entrare nel vivo la brevissima
stagione turistica, più o meno da inizio luglio a fine agosto, nella ns regione
si scatenano le inchieste ed i servizi giornalistici di quotidiani, riviste e televisioni,
sulla "salute" del ns mare.
Come mai nei restanti mesi dell’anno, da settembre a giugno dell’anno dopo,
nessuno parla della situazione ambientale?
Non Vi pare che sembri tutto organizzato in modo da far "fuggire" gli ormai pochi
turisti, non emigrati calabresi che ritornano al Paese d’origine, che avrebbero voluto
venire in Calabria a passare qualche giorno di vacanza e conoscere le peculiarità, cioè
accoglienza, tradizioni, cultura, natura, storia e beni archeologici,  di una Regione
nota, ai più, soltanto per il malessere sociale, la delinquenza diffusa, i pessimi
rappresentanti che, generalmente esprime nelle istituzioni, locali e non, la arretratezza
cronica, il malgoverno, la malapolitica !?
Se, come avviene puntualmente da qualche anno, aggiungiamo l’inquinamento ambientale
che non esisteva, o meglio, non destava preoccupazione perchè nei limiti "fisiologici", prima
che venissero realizzzati i "famigerati" depuratori, che tutto hanno fatto tranne che il loro
compito, diventando un pozzo senza fondo per milioni di euro, sprecati senza ritorno alcuno
se non per coloro che hanno "gestito", e sappiamo come, questi ingenti fondi, allora la
"frittata" è completa: nessun utile dai "depuratori" anzi distruzione completa del turismo locale.
Cercando di non entrare nel merito dei costi di queste strutture, nonchè della destinazione
finale dei vari rivoli di denaro pubblico sprecato nei vari passaggi, dalla decisione alla realizzazione,
considerato che sono pochi quelli funzionanti, almeno parzialmente, nessuno efficiente al 100 %,
io ritengo che ci sia stato un errore di base nelle scelte tecniche iniziali per la realizzazione delle
opere di depurazione, nascosto o giustificato dalla necessità di contenimento dei costi: il risultato
effettivo degli interventi nonchè dei costi sostenuti (quelli globali non quelli veramente spesi), 
lo conosciamo e lo paghiamo tutti, anzi continueremo a pagarlo a lungo, credo lo lasceremo in
eredità alle generazioni future!
Noi che ci viviamo sappiamo bene che le prime vittime di queste "zavorre" siamo stati e saremo noi!
Ebbene, prima dei cosiddetti "depuratori"(forse si intendeva alleggeritori non di inquinanti ma solo
di risorse economiche), ogni agglomerato urbano "scaricava" le proprie acque, bianche e nere, naturalmente,
cioè, tutte, secondo le pendenze naturali, più o meno convogliate da tubazioni o canalizzazioni, andavano
ad immettersi nei corsi d’acqua naturali, generalmente torrenti e fiumare, diffusi sul ns territorio: alla
"depurazione" provvedeva la natura, ed anche, almeno che io ricordi, efficacemente.
Sin da quando ho avuto circa sei anni, ho frequentato le spiagge di Briatico, poi di Zambrone, dove andavo
ogni tanto, pure d’inverno e quindi di Pizzo, Vibo, Parghelia, Tropea e Ricadi: MAI, dico MAI che io ricordi,
o di cui ebbi a ricevere notizia, almeno fino alla fine degli anni ’70, una zona di mare che fosse inquinata:
quando, d’inverno frequentemente e d’estate ogni tanto, accadeva che piovesse più abbondantemente, la
zona di mare alla foce delle varie fiumare, si intorbidava per i detriti trasportati a valle, ma dopo poco tempo,
smesso di piovere, l’acqua ridiventava limpida e trasparente, nuovamente "invitante" per immergerVisi.
Dei primi problemi di "inquinamento marino" ebbi notizia e conoscenza, in zona, successivamente alla
realizzazione del "depuratore" della Marina del Convento, a Tropea: cioè il depuratore, uno dei primi, 
costruito ed avviato a cavallo tra gli anni ’70 /’80 invece di depurare le acque reflue della nota "Perla del
Tirreno", quando andava in tilt, e accadeva spesso lo so perchè frequentavo gli Addetti all’impianto, invece
di produrre benefici alle condizioni dell’acqua del mare,  produceva danni molto maggiori di quelli che si
erano mai verificati prima o che si sarebbero potuti verificare in sua mancanza.
Volendo andare al nocciolo del problema, secondo me, c’è un errore macroscopico, politico, tecnico ed
economico,  e non so quale sia il più grave, a monte di quanto sta succedendo oggi e, temo, succederà per
molto ancora e questo errore o, meglio, orrore, visti i danni che ha provocato e sta provocando alla Regione,
sta nella scelta di realizzare depuratori "consortili" invece di singoli.
Mi spiego meglio, oggi sono stati realizzati macrodepuratori che "trattano" o, meglio, dovrebbero trattare
le acque reflue di più agglomerati e, spesso, anche con popolazione residente altamente fluttuabile e ciò
significa che se va in tilt, anche temporaneo, uno di questi impianti, nel punto di scarico a mare, che c’è
sempre, si riverseranno i liquami, non di un solo insediamento, ma quelli di un comprensorio intero, con gli
effetti dannosi che tutti, ahimè, conosciamo e subiamo: inoltre, come gli "addetti ai lavori" dovrebbero ben
sapere, un depuratore funziona bene e solo se la "portata" di acque reflue si mantiene costante, e quindi solo
se la popolazione che ne usufruisce rimane sempre in numero uguale, ciò che, sicuramente, non avviene e non
potrà mai avvenire in un teritorio ad alta vocazione turistica come è quello della ns Regione (anche se i ns
politic.ant.i stanno facendo di tutto e di più per fargliela perdere!).
Allora, il mio suggerimento (oggi giocoforza altamente dispendioso, ma che, facendo pagare i danni a coloro che
hanno le responsabilità dell’attuale situazione ambientale e/o che ci hanno lucrato illecitamente in un modo
o nell’altro, tutti costoro facilmente individuabili se soltanto lo si voglia, si potrebbe sostenere), è quello di
cambiare rotta nelle scelte, adottando quelle, secondo me, ma potrei sbagliare, che dovevano essere prese già
"ab origine" almeno trenta anni fa: un piccolo depuratore indipendente per ogni agglomerato urbano, anche piccolo;
più depuratori "in parallelo", cioè affiancati, negli abitati con popolazione residente "variabile" per la presenza
stagionale di turisti(speriamo che ne vengano ancora!), che funzionino, anche questi, singolarmente ed in numero
adeguato al numero di residenti al momento; un depuratore privato per ogni struttura turistica che dovrà scaricare
acque reflue già depurate in modo che i costi del privato, che svolge un’attività imprenditoriale remunerativa, non
cadano sulla Comunità locale!
Sono questi, secondo me i provvedimenti da prendere subito, ad iniziare da………….ieri l’altro!
I costi che dovranno essere sostenuti non saranno sprecati perchè garantiranno la ns vivibilità attuale e, ancora più
importante e vitale, quella delle generazioni a venire e poi, "last but not lost" perchè credo, come Chiunque abbia
un cervello funzionante, che la salvaguardia del ns ambiente non abbia prezzo!
Questo è ciò che penso.
p.s.: Per quanto più particolarmente riguarda la ns zona, gradirei sapere se qualcuno abbia notato la "cappa marrone"
       che in certe giornate di particolari condizioni meteo, si stratifica intorno ai 300 mslm, dalla piana di Sant’Eufemia
       a Capo Vaticano, poichè non credo che sia nè normale nè utile alla ns salute.
       Gradirei sapere, inoltre, se le vasche di allevamento dei tonni posizionate in mare davanti alla foce del "Trainiti",
       sicuramente, credo, a norma di legge e godenti di tutte le Autorizzazioni, abbiano un carico inquinante reale che
       rientri nei limiti delle attuali leggi, poichè si sentono in giro, sembra inascoltate da chi di dovere, lamentele pesanti
       di Cittadini di Porto Salvo sul "pestifero olezzo" diffuso nella zona "Trainiti" e sullo strato, molto spesso, di detriti
       organici, usati come nutrimento per i tonni, in putrefazione, constatato da vari sub al di sotto delle vasche, che
       hanno distrutto ogni forma di vita nell’area marina circostante.
 
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