MA L’ETICA ESISTE ANCORA O E’ DIVENTATA OBSOLETA !?

Oltre a me che avevo posto il quesito da questo blog, ma senza averne riscontro,
qualcun altro scrive a proposito delle dichiarazioni solenni, PRELETTORALI, di
Luigi De Magistris, notissimo giudice balzato alla cronaca per le sue battaglie
contro gli affaristi ed i politic.ant.i della ns Regione, passato, nell’immaginario
collettivo, come vittima innocente, sacrificata immeritatamente da coloro
che hanno il potere di decidere sui giudici, nel bene e nel male.
Riporto la lettera inviata e pubblicata da "Strill.it" relativa al comportamento
poco coerente con le proprie esternazioni, dell’appena eletto ex giudice:
"

"Anche De Magistris tiene famiglia"
Domenica 02 Agosto 2009 20:50

Riceviamo e pubblichiamo:

E’ un diritto di Luigi De Magistris decidere, dopo essere stato eletto Parlamentare europeo, se dimettersi dalla Magistratura e quando, se attaccare definitivamente la toga al chiodo, e quando farlo. Nessuno pretende che egli debba comportarsi in modo completamente diverso dagli altri parlamentari, soprattutto in Italia dove la libertà di comportamento è pressoché assoluta, indipendentemente da ciò che afferma, a pagamento sui giornali esteri, il suo sponsor Antonio Di Pietro, padre-padrone dell’Italia dei Valori.

  Quello che non è accettabile non è il dire una cosa (‘ho chiuso con la Magistratura’) e poi comportarsi in modo completamente diverso (‘quando lascerò la Magistratura, lo decido io’), quanto affermare che mettersi in aspettativa o dimettersi sia la stessa cosa proclamando che, comunque, con l’aspettativa non avrà diritto ‘né allo stipendio, né ai contributi’. Per lo stipendio questa affermazione è vera, non lo è per quanto riguarda i contributi che sono una partita aperta e potranno essere riconosciuti figurativamente, ogni anno.

  Chi per incarichi sindacali viene distaccato dal lavoro, o chi è stato chiamato a ricoprire incarichi elettivi (Consigliere Regionale, Deputato, Senatore e Europarlamentare) viene messo in aspettativa e mantiene, a norma della legge 300/70, non solo il diritto a rientrare nel proprio posto di lavoro a fine incarico, ma può usare ‘i periodi di aspettativa …considerati utili,  a richiesta dell’interessato, ai fini del riconoscimento del diritto e della determinazione della misura della pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria’. Se ne deduce che la pensione, quando verrà il momento, potrà essere calcolata in base agli anni di servizio (quelli effettivi e quelli dell’aspettativa). La normativa, in vigore, è prevista oltre che dalla L. 300/70 anche dal DL 564/96.
 
  De Magistris non ha dichiarato che rinuncerà alla contribuzione figurativa, per i periodi di aspettativa e, comunque, non basta la dichiarazione ma, ogni anno, dovrà o rinunciare o fare domanda d’utilizzo. Perché lascia la porta aperta? Perché questa scialuppa di salvataggi?. Noi non vogliamo certo infierire su chi si comporta così, né intendiamo ‘condannarlo’ per un comportamento da ricondurre alla vecchia solfa del ‘tengo famiglia’, ma non ce la sentiamo di ‘assolverlo’ attesi i suoi trascorsi di magistrato e preso atto dell’approdo a quel partito che dei VALORI ne avrebbe fatto una bandiera col contorno richiesto (agli altri) della trasparenza e della verità che, nel caso, non sono veramente limpide. Bugie a monte (‘lascio la Magistratura’), e bugiarde argomentazioni per giustificare l’aspettativa (‘sarà senza stipendio e senza contributi’).

  De Magistris pensa d’avere una specialissima licenza che gli permette di prendere ‘per i fondelli’ la gente, e sarà anche convinto che può farlo  dato che per anni, da magistrato, ha costruito inchieste che lo hanno consacrato, facendolo diventare un divo, ma che poi si sono concluse con un flop. Che adesso per nascondere una propria ‘debolezza’ dica una menzogna (‘con l’aspettativa né stipendio, né contributi’) e non aggiunge altro, pensa sia normale, ma così non è.

  La menzogna è menzogna comunque, ma è ancor più grave se ad esprimerla è un ex Magistrato che pretende di fare politica per cambiare il mondo, ma che lascia aperta una porta per il proprio domani. Perché sia chiaro che, a conclusione del mandato elettivo (cinque, dieci o quindici anni), il signor De Magistris avrà diritto alla pensione che gli sarà accreditata dal Parlamento europeo, ed alla pensione, senza rinuncia ai contributi figurativi, che gli sarà data dallo Stato italiano per gli anni di lavoro come Magistrato e gli anni di aspettativa perché europarlamentare. Congratulazioni.
       

Giovanni ALVARO

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