MERITOCRAZIA………………POLITICIZZATA!!??

SU "CALABRIAORA" DI OGGI LEGGO E RIPORTO LE RIFLESSIONI DI UN
GIOVANE PROFESSIONISTA CHE, LAVORANDO LONTANO DALLA PROPRIA
TERRA, PER MERITI PROPRI E NON PER "MANIGLIE" VARIE, HA RITENUTO,
ERRONEAMENTE IN BASE A QUANTO SCRIVE, DI AVERE I TITOLI E LE CAPACITA’
PER VINCERE UN CONCORSO BANDITO DALLA PROVINCIA: NON E’ ANDATA
COSI’ PERCHE’ I VINCITORI, SEMBRA, AVESSERO ALTRI "TITOLI" BEN PIU’
CONSIDERATI RISPETTO AD ESPERIENZA,  MERITI E CAPACITA’ PROFESSIONALI.
GIUDICATE VOI !
NATURALMENTE INVITO I RESPONSABILI, CHIAMATI IN CAUSA, A CHIARIRCI I FATTI 
ANCHE PERCHE’ SI TRATTA DELLA GESTIONE E DEL CONTROLLO DI INTERESSI PUBBLICI.
"Je accuse
LA SELEZIONE DELL’INGIUSTIZIA
Ho partecipato alla selezione su base curriculare sia per l’ufficio relativo al nucleo di valutazione, sia per

l’ufficio relativo al controllo di gestione. Bene, sfido ad una lettura pubblica dei curricula arrivati alla

presidenza della Provincia al fine di rendere pubblica e trasparente il tipo di “selezione” che è stato effettuata.

Visto che conosco la gran parte dei nominati, ritengo di avere le credenziali professionali e morali per dire

pubblicamente che è stata commessa una profonda ingiustizia. Ora, posto che la normativa in tal senso è

estremamente chiara, basta leggere l’art. 147 del Testo unico sugli Enti locali e il decreto legislativo 286/1999,

oltre alla giurisprudenza prodotta dalla Corte dei conti in materia, a me sembra evidente che le scelte sono state

fatte per rispettare gli interessi delle cordate politiche che ruotano intorno a tale sistema di potere.

Ciò è lampante perché tra i nominati c’è chi non ha alcuna competenza professionale su temi che investono

l’analisi gestionale e la valutazione dei dirigenti dell’ente ( è il caso del nucleo di valutazione ) e la verifica della

efficacia ed efficienza dei processi gestionali dell’ente che poi va trasmessa per legge alla Corte dei Conti annualmente

 (è il caso del controllo di gestione). Si capisce bene che ad essere verificati sono prima di tutto i dirigenti, le loro capacità

gestionali, l’efficacia, efficienza e produttività dei servizi. È una cosa molto delicata ed importante per la vita dell’ente e per

renderlo sempre più pronto nel dare risposte alla collettività. Per fare questo occorrono persone preparate e con un bagaglio

di esperienza professionale ad hoc in ambito amministrativo e aziendale, oltre al fatto che occorre caratterizzarsi per

autonomia ed indipendenza di giudizio. Domando: è possibile questo alla Provincia di Vibo dove tutti, dico e sottolineo

tutti i dirigenti sono di nomina politica e, quindi, non in grado di lavorare mettendo al primo posto i criteri di efficienza

ed efficacia oltre al principio costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 della Costituzione )?

Io credo di no, anche perché è sotto gli occhi di tutti il grado di efficienza di chi dirige questi uffici. E, quindi, chi come me è

libero ed autonomo da ogni sistema di potere clientelare, anzi lo combatte apertamente, è evidente che non possa essere preso

in considerazione indipendentemente dalla esperienza e capacità professionale misurata con obiettivi raggiunti sul campo.

Con questo dico che ho avuto modo di toccare con mano in che cosa consiste il gigantesco problema di legalità che investe

questa realtà e come sia molto difficile risollevarsi se tutti noi non impariamo ad alzare la testa e a denunciare soprusi, lobbies

di potere ed inefficienze che costituiscono la vera catena al collo per tutti noi. Io, dal punto di vista professionale e personale,

per fortuna, non ne subisco molto le conseguenze essendo riuscito a costruirmi una rete di relazioni sul campo che investono

tutto il territorio nazionale. Posso portare ad esempio di vanto e orgoglio, il fatto di essere stato contattato da Comuni toscani

per approfondire aspetti che ho applicato in ordine alla lotta all’evasione tributaria riuscendo a raddoppiare il gettito delle entrate

nelle casse comunali dove presto servizio e ad essere elogiato da magistrati della Corte dei Conti nell’aver contribuito a risanare

la situazione di dissesto in un Comune del Lazio salvaguardando diversi posti di lavoro. Ma il problema ce l’hanno i tanti giovani

di questa provincia che non hanno la fortuna che ho avuto io di potermi affermare fuori da qui e, quindi, devono subire un sistema

che prevede la regola del “portami voti e consensi anche al congresso e io ti darò un posto di lavoro”. È a loro che occorre prestare

attenzione ed è per loro che occorre iniziare una battaglia senza se e senza ma contro questi sistemi di potere che tarpano le ali ad

ogni forma di sviluppo e alla costituzione e radicamento di processi produttivi di servizi pubblici basati sulla legalità e trasparenza

per servire la collettività.

Antonio Lavorato

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