MANTENERE IL “BISOGNO” PER PERPETUARE LE “SCHIAVITU'”!

Da "Il Quotidiano della Calabria", leggo e riporto:
"

Il supermaster del politico in gestione

della “propria” economia.                                   SUL Quotidiano della Calabria del 25 luglio

2009 è stato pubblicato un bellissimo editoriale

di Matteo Cosenza dall’eloquente titolo

… “I concorsi non servono tanto i voti li portano i

precari” . La riflessione è particolarmente amara

per tutti i calabresi e ancor di più per i giovani che

si impegnano quotidianamente nello studio sacrificando

la gioventù per un futuro, incerto per tutti,

incertissimo per quelli che hanno avuto il fato di

nascere in questa martoriata terra e spudorato coraggio

(o disperata rassegnazione) nel rimanervi .

È del tutto evidente che la nostra classe politica regionale

e i suoi vassalli non abbiano proprio nel

DNA la meritocrazia.

Straordinariamente “singolare” appare l’iniziati –

va di uno di questi signori della casta che propaganda

una sorta di showroom balneare della meritocrazia,

rivolgendosi proprio a quei giovani che per tanti

anni non sono stati tenuti in alcuna considerazione

e che , come argutamente scrive Matteo Cosenza,

«sono proprio loro (politici) che vogliono far scappare

i talenti perché altrimenti dovrebbero mollare la

presa e lasciare che il mercato del lavoro sia libero da

condizionamenti e sottoposto a regole certe e uguali

per tutti».

Ancor più singolare la trovata se si pensa che “me –

rito” di questo politico per sedersi sul redditizio

scranno regionale sia stato, se ben ricordo, quello di

essere inserito nel “listino” dell’attuale governatore,

salvo poi mollare la barca in difficoltà per cercare

altri lidi: ergo nessun cittadino lo ha potuto votare

per le sue doti professionali, amministrative, culturali

o quant’altro possa valutarsi in un curriculum

di un qualsiasi altro cittadino non appartenente alla

“casta”. Mi permetto quindi di osservare come

nell’editoriale non sia stato considerato un altro

aspetto della mancanza di simpatia dei politici in genere

(e dei nostrani) in particolare per il merito e

l’impegno e quindi in ultima analisi l’ostracismo di

queste “facce di bronzo” per i giovani migliori: la

consuetudine di affidare ai politici trombati, pensionati,

emarginati comunque, la guida di enti importantissimi

per la regione e spesso per la nazione.

Ecco quindi che spuntano vecchie facce, che da

tanti lustri ci perseguitano con il loro inconcludente

bla-bla-bla mediatico, ricominciare la passerella

alla guida di consorzi per lo sviluppo industriale

(sic!), acquedotti, commissioni per incendi , frane,

allagamenti, trasporti, rifiuti (i risultati parlano da

soli). Questo comportamento offende i calabresi ai

qualinonsi propongono mai volti nuovi, offende in

particolare i giovani impegnati nello studio in

quanto palesemente e arrogantemente dimostra

che basta aver fatto un po’ di “politica” per acquisire

un master di alta specializzazione per gestire anche

enti così specialistici e complessi.

Credo che in questo master si approfondisca una

sola materia: gestione della propria economia.

Guglielmo Cordasco

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