PER NON CONDIVIDERE LA LEGA E’ SUFFICIENTE ESSERE OBBIETTIVI !

Per controbattere le proposte farneticanti della lega basta possedere una "memoria storica"
anche senza essere schierato politicamente, soltanto coloro che sono deboli di memoria o,
peggio, di "comprendonio", possono sposare tutte le "amenita’" dei leghisti.
Leggo e riporto una riflessione che condivido, pur essendo di altre convinzioni politiche:
"

Il contrasto alla Lega

e le frontiere del mondo

COME possiamo non essere

d’accordo con il sindaco di Acquaformosa

che “deleghistizza”

il suo comune, noi dell’UDC

che abbiamo posto nel programma

elettorale il contrasto

alla Lega? Lo facciamo consapevoli

della difesa della Costituzione,

della pari dignità dei

cittadini italiani e del contributo

fondamentale che i meridionali

hanno dato allo sviluppo

del Nord. Senza la spoliazione

del sud nessuna Fiat avrebbe

potuto svilupparsi. Senza

l’emigrazione interna i villaggi

Piemontesi che oggi sono

città sarebbero rimasti quello

che erano prima degli anni sessanta.

Se il sud è nelle condizioni

in cui è, la colpa va cercata

anche nella emigrazione dei

cervelli, nella fattispecie, degli

insegnanti (che la Gelmini vessa),

un mestiere che nessun

settentrionale avrebbe voluto

fare; dei medici degli infermieri,

mestieri di servizio che i signori

del nord lasciavano appunto

alla forza lavoro che veniva

dal sud. La politica bossiana,

e anche di qualche simpatico

leghista meridionale, ha memoria

corta. È la stessa che negli

anni sessanta ispirava la

paura del terrone. Oggi i terroni

sono perfettamente integrati.

Sono diventati imprenditori,

tanto quanto i settentrionali.

Con la loro ricchezza hanno

arricchito e arricchiscono il

nord. E se il nord non è la terra

dei loro padri è ora la patria dei

loro figli che hanno incrementato

la popolazione del Nord

che diversamente sarebbe oggi

dimezzata.

La politica miope delle gabbie

salariali dei dialetti e delle bandiere

locali sembrano l’isterico

escamotage elettorale per

prendere voti dai tremebondi,

dai poco acculturati, e per dettare

l’agenda politica di un altrettanto

isterico e ricattato

presidente del consiglio che sa

che senza Lega domani andrebbe

a casa.

Potremmo anche abbracciare

l’iniziativa della Poli Bortone

con lo sciopero dell’acquisto

dei prodotti del nord, come già

fecero i milanesi risorgimentali

contro i tabacchi austriaci.

Ma la nostra prospettiva – giacché

non amiamo alcuna guerra

– vuole essere solo politica di

quella Politica che proprio qui

nel sud con i pitagorici fece i

primi esperimenti. Essa aveva

come fondamento la scoperta

della uguaglianza degli uomini,

la loro reciproca interdipendenza.

La Politica pitagorica

guardava allo sviluppo nell’uomo

di quelle mozioni che superano

la paura dell’altro, l’egoismo,

l’isterismo razzista,

aprendosi a quel “comunismo”

tanto detestato da chi non riesce

ad “essere amico” dell’altro.

Non solo. Ma era consapevole

che l’armonia profonda nasce

dai contrasti, nasce dall’incontro

di personalità; di culture diverse.

Questa apertura veniva

sentita da quei nostri antenati

come un’assimilazione alla divinità,

dove le pulsioni basse, la

paura del diverso, appunto, veniva

superata con uno sguardo

teorico dove tutte le diversità si

compongono in kosmos.

La nostra prospettiva Politica

guarda appunto al superamento

dei piccoli, molto piccoli,

egoismi. alle piccole patrie,

con, ove sia possibile, anche la

rinuncia di sé. Quella rinuncia

a cui si sono sottoposti i meridionali,

aderendo entusiasti

agli ideali risorgimentali dal

Volturno fino a Caporetto. Forse

la liberazione del Lombardoveneto

non era questione meridionale,

ma i meridionali vi

contribuirono non solo in termini

di vite sacrificate, ma anche

con il contributo finanziario

che depauperò il sud. Il sud

dopo il risorgimento divenne il

mercato interno delle industrie

del nord. È il caso di ricordare

che furono proclamate

leggi protezionistiche delle industrie

del nord, e che per fare

un esempio, ai setaioli napoletani

fu proibito di arrivare al

prodotto finito, che era di

esclusiva spettanza delle industrie

di Biella? I meridionali potevano

solo produrre il grezzo

che veniva esportato in Piemonte.

Politica coloniale. E il

Sud è ancora oggi colonia del

Nord.

Senza contare che industriali

biellesi mordi e fuggi delle sovvenzioni

sono venuti nel sud a

impiantare industrie tessili

quando a Biella era stata dichiarata

la crisi del settore.

Senza contare che negli anni

trenta tutte le cameriere di Roma

(ladrona) erano trentine in

fuga dalla miseria di quelle regioni

del glorioso nord est che

furono terre di emigrazione,

tanto quanto il Marocco d’oggi.

Senza contare …

Ma son cose note a tutti coloro

che aprono un libro di storia

seria, non di quella scritta per

magnificare il Nord. “Fatta

l’Italia, bisogna fare gli italiani”

fu un programma che si

tradusse nell’imposizione delle

leggi piemontesi a tutta la penisola.

Bossi dirà: «ma anche

noi lombardoveneti, anche noi

padani, abbiamo subìto le leggi

piemontesi». Certo, ma allora

perché Roma ladrona? Forse

Fiat ladrona? forse setaioli

biellesi ladroni? forse formaggiai,

petrolieri milanesi ladroni?

Non dovrebbero essi restituite

qualcosa al sud, almeno

in termini di solidarietà? Tuttavia

questa polemica, che potrebbe

suonare banale, trova il

suo sconcerto nel fatto che anche

nel meridione Bossi ha i

suoi simpatizzanti. Di chi si

tratta? Spesso di emigrati meridionali

nel Nord non solo

d’Italia. Diventati ricchi essi

sono tornati a devastare il sud.

Oggi assunti i vizi piccoloborghesi

della Lega, fanno anch’essi

la voce grossa contro i

diversi, i diseredati, i nulla tenenti,

proponendo gabbie salariali

e quant’altro mai. A difesa

del Nord. Ancora, alla fine.

Certo la deleghistizzazione di

Manoccio, il boicottaggio delle

merci settentrionali della Poli

Bortone, sono l’extrema ratio

contro una politica che va traducendosi

sempre più nella

farsa berlusconiana che, pur di

tenersi l’alleato, è pronto a cavalcare

tutti i cavalli impazziti

leghisti: e Roma gli val bene

una messa bossiana alle sorgenti

del padre Po. Ma Bossi ricordi

almeno questo che la sua

Mantova è stata fondata da

emigrati del Sud, quando non

c’erano ronde né blocchi di disperati

alle frontiere. E le frontiere

non c’erano e il mondo era

Mondo per tutti gli uomini,

rossi, neri e gialli.

Geom. Teodoro Vaccaro

Sez. UDC di Lungro

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