LA “QUESTIONE MORALE”: ERA ORA CHE QUALCUNO SE NE ACCORGESSE!

FINALMENTE C’E’ CHI SI E CI RICORDA CHE ESISTE UNA "QUESTIONE MORALE" NELLA "GESTIONE" DI ENTI E ISTITUZIONI DI CUI SI E’, PREPOTENTEMENTE, "IMPOSSESSATA" CERTA MALAPOLITICA, O, MEGLIO, CERTI POLITIC.ant.I CHE VI HANNO "PIAZZATO", NEI POSTI DI RESPONSABILITA’, TUTTE LE "VECCHIE CIABATTE" ED I "TROMBATI" DAGLI ELETTORI CHE "TENGONO SEMPRE FAMIGLIA" E, PURTROPPO         PER NOI CITTADINI UTENTI, NON LO NASCONDONO ANZI, CE LO FANNO SEMPRE CAPIRE BENE E A NS SPESE !                                                                 RIPORTO LA RIFLESSIONE DI FERNANDA GIGLIOTTI, CERTAMENTE BEN INFORMATA DI "COME VA IL  MONDO", PUBBLICATA DA"IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA", MENTRE MI SORGE SPONTANEA LA DOMANDA: COME MAI IL PROBLEMA VIENE "SCOPERTO" SOLO OGGI!?   

Ecco cos’è la questione morale          

di FERNANDA GIGLIOTTI*

RICORRERE alla morale

kantiana e agli aneddoti

di un grande giornalista

qual è stato Montanelli,

per eludere una domanda

e insinuare le presunte

immoralità di altri, è un esercizio

di retorica che, a fine agosto

con la temperatura a 34°, si trascina

stancamente e ha il sapore

di chi sta ripetendo la lezioncina

in vista degli esami di riparazione.

Io mi diletto, invece, con argomenti

più leggeri per rispondere

al presidente le cui affermazioni

(nell’intervista sul

Quotidiano a firma Adriano

Mollo del 26 agosto) ma soprattutto

le cose non dette, lasciano

l’amaro in bocca e mi fanno sempre

più pensare al governo regionale

e al suo presidente, come

a una squadra di calcio e al

suo allenatore, che dopo un campionato

in cui non si è saputo o

voluto costruire un bel gioco,

che non si sono segnati gol, cercano

anche di convincerci che

non si passa alla storia perché si

vince uno scudetto, ma perché si

riesce a riconfermare l’incarico

di allenatore nonostante si sia

retrocessi! Ovviamente tutto ciò

bisogna spiegarlo a quelli della

curva sud! Non certo a Fernanda

Gigliotti.

Ciò posto volevo solo aggiungere

e ricordare al presidente

che non mi invento nulla dicendo

che la questione morale non

sono gli avvisi di garanzia che

un politico riceve nell’esercizio

della sua attività di amministratore.

In Italia e in Calabria in modo

particolare, la questione morale

è altro e credo che sia pericoloso

sminuirne il dato con invocazioni

kantiane!

Questione morale, caro presidente

è aver detto, all’indomani

della morte di Federica Monteleone

“su Vibo tolleranza zero” e

apprendere qualche giorno fa

dal direttore generale di quell’Azienda

ospedaliera, che i lavori

di adeguamento (a oggi non

ancora finiti) agli standard minimi

di sicurezza, sono stati eseguiti

con i soldi del bilancio dell’Azienda

ospedaliera Jazzolino

mentre la Regione Calabria non

ha ancora dato un solo centesimo!

Questione morale, caro presidente

è:

1) Non avere ancora adottato il

Piano sanitario regionale benché

approvato dalla Giunta ormai

da alcuni anni.

2) Non avere detto quali fra gli

ospedali della Piana di Gioia

Tauro, della Locride e delle altre

zone della Calabria, saranno

chiusi a fronte della costruzione

dei nuovi quattro ospedali.

3) Questione morale è il sistema

di annullamento delle competenze

mediche, di sfruttamento

dello stato di bisogno di

medici e di infermieri precari,

con la trimestralizzazione dei

loro incarichi così da controllare

il loro voto “a vista”! Nessun

concorso per nuovi primari o

medici specialisti e reparti lasciati

alla diligenza e lungimiranza

dei molti operatori sanitari

che ancora hanno il coraggio

di rischiare la loro incolumità

personale lavorando in un sistema

sanitario pubblico dolosamente

schizofrenico. Intanto i

casi di diagnosi errate e di imperizia

sono la causa principale di

morte per malasanità.

4) Questione morale è prendere

atto che anche con l’Istituto

Papa Giovanni la politica ha fallito,

perché troppo distratta a

concludere affari per alimentare

la propria longevità politica.

Ed è questione morale concludere

che il problema è stato risolto

non dalla politica ma dall’intervento

propiziatorio della magistratura

che, in Calabria ormai,

deve sostituirsi al sistema politico

con regolarità e puntualità,

e non come extrema ratio.

5) Questione morale è avere

nominato quali presidenti e direttori

generali, in Aziende

ospedaliere, Asl/Asp, Arpacal,

Asi eccetera, uomini di fede che

oggi si sono dimessi dagli incarichi

per potersi candidare alle

regionali a sostegno della candidatura

del presidente! Ed è

questione morale il fatto che lei e

i suoi uomini ritengono tali pratiche

assolutamente normali!

6) Questione morale è avere

assistito inermi al sacco del nostro

territorio con la depurazione

affidata a società consortili,

la raccolta differenziata a società

miste che, utilizzate non secondo

criteri aziendali, ma

clientelari, hanno determinato

la morte dell’ambiente calabrese,

il disastro economico di tutto

l’indotto e l’affossamento dell’unico

sviluppo possibile: quello

turistico. Questione morale è

non volere affrontare argomenti

di nome Gerica, Smeco, Acquereggine,

Alto Tirreno Cosentino,

Appennino Paolano,

Pollino Spa, Vallecrati, eccetera.

7) Questione morale significa

non avere il coraggio di parlare

del fallimento della politica economica

regionale che negli ultimi

venti anni ha usato in modo

improprio strumenti societari e

legislativi che mentre altrove

sono stati di successo, in Calabria

sono serviti soltanto per

creare un sistema di potere spaventoso

e che ha foraggiato, attraverso

i fondi pubblici provenienti

anche dalle gestioni commissariali

in capo alle Presidenze

del Consiglio dei ministri di

Berlusconi-Prodi-Berlusconi,

le segreterie dei partiti di tutto

l’arco costituzionale, quasi nessuno

escluso.

8) Questione morale significa

leggere quotidianamente le

gravi accuse di brogli, di violazione

delle regole democratiche,

di uso dei fondi regionali in

modo clientelare, che un suo assessore

e sostenitore della mozione

lancia al presidente del

consiglio regionale che sostiene

la sua giunta e che sostiene la

sua stessa mozione congressuale,

senza registrare un suo cenno

di riscontro o di richiesta di

chiarimento al presidente Bova

o all’assessore Naccari!

9) Questione morale è avere

deluso le aspettative di quanti

abbiamo votato lei e questa

giunta nella convinzione che sarebbe

stato il riscatto della buona

calabresità, e accorgerci di

essere stati comunque governati

con gli stessi metodi e dagli

stessi poteri forti della giunta

Chiaravalloti!

10) Questione morale è apprendere

che si continua da più

parti ad attribuire al congresso

del Pd e alla sana e naturale dialettica

congressuale, e non già

al fallimento di un’intera classe

politica e di un’azione di governo,

la responsabilità di questo

indecoroso spettacolo della fine

di un basso impero!

Noi della curva sud, caro presidente,

aspettiamo una nuova

proposta di governo e non una

nuova candidatura e soprattutto

ci aspettiamo che alle noiose

lezioni teoriche qualcuno ci dia

l’esempio pratico di cosa sia il vero

uomo morale posto che moralista

è colui che dice dei “no” agli

altri e uomo morale è colui che

dice dei “no” a se stesso.

Fernanda Gigliotti

*candidata

alla segretaria regionale

del Pd – Mozione Marino

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