GRANDI MANOVRE DI “COPERTURA” PER REATI GIA’ COMPIUTI ED ANCHE DA COMPIERE !

CON LA SCUSA DELLE NECESSITA’ FINANZIARIE DEL PAESE, SI FANNO RIENTRARE I CAPITALI
PROVENIENTI DA ATTIVITA’ DI SICURO IN "NERO", MA ANCHE ILLEGALI SE NON PROPRIO CRIMINALI!
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28 Settembre 2009

Scudo fiscale: amnistia mascherata

Riporto il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei deputati in tema di scudo fiscale, una norma criminale voluta per fare gli interessi dei criminali.

Testo dell’intervento

Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio che non c’è, signor Presidente del Consiglio latitante quando vi sono provvedimenti che interessano la sua persona e che, dunque, non viene a spiegare ai cittadini italiani che quest’altro provvedimento viene da lui preso soprattutto perché interessa alle sue aziende e alla sua persona per la miriade di società off-shore e di capitali all’estero che nel corso degli anni ha portato, a cominciare da quel conto corrente All Iberian da cui tanti soldi sono partiti per pagare politici, faccendieri e testimoni falsi che servivano ai suoi processi.
Noi dell’Italia dei Valori denunciamo l’irrazionalità, l’incostituzionalità e l’immoralità di questo decreto-legge per il quale oggi voi, dopo l’ultima modifica, vi accingete a chiedere il voto di fiducia. Lo denunciamo in modo forte e chiaro in quest’Aula, affinché i cittadini possano saperlo. Lo so che da quest’Aula non uscirà una parola di ciò che mi accingo a dire, ma state pur certi che in questo momento attraverso lo streaming lo abbiamo messo in rete e ciò che affermo viene sentito da tutti quelli che ne hanno interesse.
Ebbene, denunciamo il metodo e il merito di questo provvedimento. Veniamo al metodo, innanzitutto. È la solita furbata. Ricordate quando qui è venuto Sua Santità Giovanni Paolo II a farci presente che nelle carceri si sta male e si scoppia di un numero enorme di persone che soffrono? Venne a chiederci di fare qualcosa per quelle povere persone che vivono in condizioni disumane nelle carceri. E tutti quanti a dire: ha ragione, provvediamo subito, Sua Santità. Quanta ipocrisia.
Nel provvedimento di indulto è stata inserita la norma furba in cui non si è dato atto solo di fare un provvedimento per venire incontro a chi stava in carcere in condizioni disperate, ma anche per non far andare in carcere chi meritava di stare in carcere, estendendo poi l’impunità e l’indulto a tutta una serie di reati che non c’entravano niente con la disperazione umana di alcune categorie sociali.
Così, con questo stesso tipo di furbizia, intervenite oggi. Siccome il Presidente della Repubblica, bontà sua, invece di fare quel che avrebbe fatto bene a fare, cioè rinviarvi indietro l’ultimo decreto-legge, l’ultimo provvedimento che non doveva firmare (che poteva non firmare), vi ha fatto un atto di gentilezza istituzionale, pensando di avere a che fare con dei gentiluomini, dicendo che per questa volta lo avrebbe firmato, ma che c’erano delle norme sbagliate.
Nelle stesse ore, contestualmente, avete fatto un decreto-legge correttivo al provvedimento su cui avevate posto la questione di fiducia. Eravate così convinti che andava bene che ci avete messo la fiducia sopra. Appena viene varato, fate un provvedimento correttivo in cui dite di aver sbagliato. Anzi, non dite di aver sbagliato, ma siete stati presi con le mani nel sacco e, in questa sorta di gentlemen agreement istituzionale in cui il Capo dello Stato vi ha voluto dare la possibilità di un atto di resipiscenza operosa, avete preso il dito del Capo dello Stato e gli avete fregato il braccio.
Questo avete fatto, perché avete preso questa nuova idea del decreto-legge correttivo – mi auguro che non si faccia più in questo modo e che d’ora in poi, ogni volta che c’è un provvedimento che non va firmato, non lo si firmi e non lo si promulghi -, avete preso il provvedimento e ci avete infilato dentro una norma all’ultimo momento, perché è chiaro che non vi siete neanche assunti il coraggio (voi del Governo e lei, signor Presidente del Consiglio latitante) di farlo come Governo. Lo avete fatto fare al solito parlamentare che deve assicurarsi la sua continuità e siete venuti qui a proporci ora la norma truffa inserita in un provvedimento che doveva essere un atto di riparazione per un precedente provvedimento sbagliato.
Certo che siamo d’accordo che ci doveva essere questo provvedimento, perché serviva per ridare un po’ di spazio al Ministero dell’ambiente che era stato esautorato completamente dal decreto su cui avete dovuto fare la correzione, certo che siamo d’accordo sul fatto che siete dovuti intervenire per dare un certo ruolo alla Corte dei Conti, i cui controlli non volete vedere, ma poi dentro al provvedimento avete inserito quel che piace a voi.
Denunciamo questo metodo truffaldino, questo metodo criminale, perché questo è un metodo che ha tradito la fiducia del Presidente della Repubblica, e quando un Governo tradisce la fiducia del Presidente della Repubblica si pone una questione costituzionale e istituzionale grave come una casa. Contestiamo questo vostro comportamento, perché è un comportamento terroristico. Attraverso un veicolo necessario introducete una merce avariata, anzi, una bomba esplosiva. Utilizzate la Croce rossa per metterci le bombe esplosive, talebani nostrani. Avete ora inserito questa norma che non c’entra nulla con il decreto-legge correttivo ridicolizzando, peraltro, il Parlamento.
Mi appello ai cittadini italiani, affinché riflettano sul comportamento di taluni parlamentari che vengono qui un momento dopo il voto di fiducia su un provvedimento chiedendo un nuovo voto di fiducia che sconfessa il precedente provvedimento. Questo è il dato di fatto. Il provvedimento su cui interviene il decreto-legge correttivo è stato votato con il voto di fiducia. Domani ci sarà un altro voto di fiducia in cui si dice che dobbiamo correggere, perché quello era sbagliato. Si smentisce se stessi. Si è contenti di prendersi a schiaffi.
Questa è la dignità del Parlamento, che viene ridicolizzato, storpiato, violentato. E chi lo racconta agli italiani? Sì, forse ci penserà il prossimo Porta a porta. A reti unificate andate a raccontare la vostra verità, perché questo è il problema in Italia: un’informazione che deforma e che non può informare, perché, se ci prova, viene subito punita, messa all’angolo e bloccata.
Noi chiediamo, quindi, nel merito, che i cittadini italiani prendano atto che questa norma sullo scudo fiscale è una norma criminale, voluta per fare gli interessi di criminali. E non è un fatto politico e una dichiarazione politica, ma un fatto tecnico. Infatti, vorrei ricordare che fino ad ora i capitali che stavano e stanno all’estero – quelli regolari – possono rientrare tranquillamente in Italia. Nessuno gli dice male. Quelli che non possono rientrare sono quelli che non si possono dire da dove vengono, quelli che fino ad ora – ogni volta che venivano scoperti – venivano perseguiti a norma degli articoli 648-bis e 648-ter del codice penale: riciclaggio di danaro sporco. Oggi il riciclaggio viene premiato. Qui dentro si fa riciclaggio di Stato! Questa è contraddizione o incoerenza? No, questo è dolo specifico di una categoria di persone che utilizza le istituzioni per farsi gli affari propri, aggravato dal fatto che c’è un’altra categoria di persone che, per salvaguardare il proprio posto, si presta a rinunciare alla propria dignità politica e umana.
Lei, signor Presidente del Consiglio che non c’è, ieri ha detto che c’è una questione morale e che loro rilanciano la dignità. Perché non viene qui a indicarci una per una tutte le società off shore che lei ha avuto da quando ha incominciato a fare il Presidente del Consiglio? Perché non viene a indicarci perché si è rivolto a tutti i paradisi fiscali fino ad oggi, quelli che oggi dice di voler contrastare e combattere, lei che ne ha a uso e consumo proprio?
Lei sa bene per quale motivo questa norma è criminale. Infatti, sa bene che quando si fa un’investigazione si scopre un euro che si trova all’estero e, quando si vanno a fare le indagini attraverso le rogatorie, chi ti risponde ti dice che quell’euro fa parte di un monte di un milione di euro. Fino ad oggi le indagini venivano fatte grazie ad un conto corrente o a un deposito scoperti all’estero e si cominciava a vedere a ritroso da dove venivano, chi gliel’aveva dato, da quale fonte di reato e da quale reato provenivano. Oggi approvate una norma in cui si dice: non si può indagare, una volta che quei soldi sono rientrati. Oggi come oggi, a lei sarebbe bastato far rientrare quel conto All Iberian e dire: ho pagato il 4 per cento di tangente allo Stato, per cui non c’è bisogno che tu indaghi su di me. Invece, da quel conto corrente abbiamo scoperto che lei ci ha pagato Mills, Craxi e compagnia bella.
Non lo si potrà più scoprire, perché lei sa bene che si parte dal conto corrente per risalire a ritroso su quali sono i reati che ci stanno dietro, ma, dal momento in cui lei blocca le indagini, ogni volta che qualcuno scopre un conto corrente, lei ha raggiunto un’impunità per tutte le vicende passate che ha commesso. Ho sbagliato: anche per le vicende future! Infatti, qualsiasi criminale oggi che ha un conto corrente all’estero fa il passaggio, lo fa rientrare e poi dopodomani lo rimanda ancora all’estero, perché la norma non dice che non devi rimandarlo all’estero il giorno dopo!
Fa il passaggio, e ogni volta che si scopre che ha fatto una rapina, uno spaccio di droga o un traffico d’armi o quant’altro dirà: ma no, questi sono soldi che avevo all’estero e ho fatto lo scudo! Ecco, lei ha creato un meccanismo infernale per i suoi interessi, un meccanismo infernale che coinvolge tutti i criminali, che d’ora in poi possono venire nel nostro Paese. Il nostro Paese è diventato il lavatoio mondiale della criminalità organizzata, per i reati commessi in passato e per quelli che saranno commessi in futuro. Lei lo sa bene, non lo raccontate ma lei lo sa bene, che il 648-bis lo ha distrutto e il 648-ter non è più reato d’ora in poi. Lei sta creando un salvacondotto per i reati passati e futuri, suoi e dei suoi amici se non correi.
E poi, mi lasci dire, che c’azzecca il falso in bilancio con lo scudo fiscale? Lo scudo fiscale dovrebbe venire incontro ai soldi che qualcuno ha all’estero, e nulla ha a che fare con il falso in bilancio. Ma lei lo sa che cos’è il falso in bilancio? Mi scusi, ho sbagliato, lei lo sa bene. Per chi non dovesse sapere che cos’è il falso in bilancio, il falso in bilancio sta a una miriade di altri reati (dall’appropriazione indebita alla corruzione e all’evasione fiscale), così come la pistola sta al rapinatore: è un reato-mezzo per un reato-fine. Non serve a niente, all’imprenditore o pseudo tale, falsificare le carte, di per sé dalla falsificazione delle carte non ci guadagna niente. Scrivere che due più due fa cinque quando si tratta di prendere, o scrivere che due più due fa tre quando si tratta di dare (perché questo in soldoni è il falso in bilancio) di per sé non gli procura niente. Perché è reato il falso in bilancio? Perché è un reato presupposto per nascondere profitti di altri reati o per rendere agevole la commissione di altri reati.
Allora, perché depenalizzate il falso in bilancio? Che senso ha depenalizzarlo? È un reato che non c’azzecca niente con l’avere o non avere del denaro. L’avere o non avere denaro non è legato direttamente al falso in bilancio in sé, che è un’operazione contabile, è una falsa comunicazione sociale; è legato ad un’appropriazione, ad una bancarotta, ad una spoliazione, ad una corruzione. Il falso in bilancio è legato a tutt’altro, e allora che ce l’avete inserito a fare? Perché vi serve questo scudo per realizzare quello che non siete riusciti a realizzare non avendo una maggioranza qualificata in questo Parlamento: è un’amnistia mascherata! Voi state violando la Costituzione, e per questa ragione noi abbiamo posto una questione pregiudiziale di costituzionalità che domani rilanceremo, e rilanceremo nel Paese.
Voi con questo inserimento del falso in bilancio dimostrate non l’errore, ma la malafede di questa operazione, ed è questa la ragione per cui noi ci appelliamo ancora una volta al Capo dello Stato. Lo supplichiamo, non lo minacciamo, lo supplichiamo: non firmi questo provvedimento perché è altamente incostituzionale, oltre che criminoso e criminale.
Non ci resta, quindi, che concludere riaffermando il nostro punto di vista: siamo di fronte ad un atto di riciclaggio in corso ad opera di rei, correi e favoreggiatori. È bene che lo sappiano tutti i parlamentari quando sono qui a schiacciare i pulsanti. Almeno questo Parlamento abbia la bontà di approvare un emendamento che abbiamo presentato: che almeno tutti i pubblici ufficiali, gli eletti e gli amministratori, direttamente o indirettamente non possano usufruire di questa norma sullo scudo fiscale, almeno loro. Altrimenti, sono davvero curioso di vedere quanti all’interno delle istituzioni faranno uso di questo scudo fiscale, magari anche all’interno di quest’Aula!
Ecco perché noi abbiamo parlato di norma criminale, ecco perché ci siamo appellati al Capo dello Stato, ecco perché noi insistiamo nel dire che c’è bisogno di uno scatto di dignità di questo Parlamento, se non vuole essere ricordato nella storia come un Parlamento dove ci sono stati dei comportamenti criminali (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico).

Postato da Antonio Di Pietro in | Scrivi
 
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