ABBIAMO I POLITIC.ant.I CHE, NON, CI MERITIAMO !!!!

Su "Il Quotidiano della Calabria" leggo e riporto testualmente:

"Il grido di rabbia

dei calabresi indignati

VERGOGNA! Vergogna! Vergogna!

Parole urlate ai politici

calabresi indifferenti, reticenti

e ormai compromessi perché,

come i loro colleghi di Roma,

continuano a girarsi dall’altra

parte. Tacciono e rimandano

iniziative improrogabili, restano

indifferenti di fronte alla ribellione

diffusa ma ancora sottotono

dei calabresi. Qualche

giorno fa si leggeva l’indignazione

del commissario europeo

all’Ambiente che ha scritto alla

signora Prestigiacomo, ma non

ha ancora avuto risposta.

La chiamiamo signora perché

se fosse mamma avrebbe a cuore

la salute dei ragazzi, se fosse ministro

avrebbe cura dell’ambiente

che li circonda, se avesse

una matrice politica disinteressata

sanerebbe la sua Sicilia che

crolla, invece di avallare l’idea

malsana del Ponte sullo Stretto.

Ritornando ai politici di prima è

come se si fossero dimessi in

gruppo, o forse sono scappati

per sfuggire alle malattie incombenti.

Certo non stanno sollecitando

interventi governativi

per l’individuazione almeno

delle navi di cui si ha certezza.

Loro, in vista delle elezioni regionali,

stanno conducendo i

soliti sporchi giochi della politica.

In realtà il popolo calabrese e i

comitati che si sono costituiti,

nelle battaglie condotte fino a

oggi, hanno avuto solo la compagnia

dei magistrati, dei giornalisti,

degli ambientalisti. Ma

questa forza che lotta assomiglia

a un puzzle di cui si hanno

solo i pezzi ma non si ha la base

su cui appoggiarli. La base fa da

collante, unisce e rafforza.

Ma vogliamo alzare la voce e

urlare il nostro dolore anche ai

colonizzatori del Nord, ai caporali

che si sono serviti dei nostri

risparmi, hanno abusato della

nostra forza lavoro e hanno denigrato

la nostra intelligenza.

Vogliamo far sapere a chi osserva

da lontano come stiamo vivendo

questa tragedia. Noi

quaggiù non abbiamo avuto le

industrie che ad altri hanno

permesso di vivere una vita dignitosa;

ma solo la Pertusola e

una filiale della Marzotto. Le

scorie della Pertusola la abbiamo

interrate sotto le scuole e gli

ospedali, i veleni della Marzotto,

lasciati liberi, hanno avvelenato

decine e decine di lavoratori e lavoratrici

– all’uscita dal lavoro a

ognuno di loro veniva dato un litro

di latte per disintossicarsi.

Ma non è servito.

I rifiuti radioattivi che avete

inabissato nei nostri mari (Cetraro,

Vibo, Melito, Capo Spartivento,

Locri, Roccella, Soverato)

sulle navi a perdere hanno

fatto diventare la nostra Calabria

Terra a perdere. Ma questi

rifiuti, non erano roba nostra, e

neanche la ’ndrangheta dei veleni

è roba nostra. È vostra perché

ve ne siete serviti alla grande.

L’avete nutrita e ingrassata per

i vostri sporchi traffici approfittando

della sottocultura dei capibastone

e dell’indifferenza del

popolo calabrese, questa indifferenza

è figlia della paura.

Noi da sempre assistiti dallo

Stato come fossimo extranazionali,

abbiamo sopportato la

mancanza del lavoro vero, quello

che eleva l’uomo e lo rende diverso

dall’animale. Quante volte

abbiamo invocato la presenza

delle istituzioni per combattere

l’illegalità diffusa. Il vero latitante

da noi è lo Stato e i primi

collusi sono i nostri deputati e

senatori che a voi servono solo

come fonte di voti.

Noi sappiamo quanto ci giudicate

fannulloni (ma non siamo

stati abituati al lavoro); incivili

(ma siamo lasciati liberi di delinquere);

non acculturati (ma

la scuola non serviva solo per il

pezzo di carta che assicurava il

posto?); collusi (non si è ndranghetista

per cultura o appartenenza

e anche per paura?)

Dove arriva chi reagisce?

E ora anche malati!

Ma noi siamo figli e nipoti di

gente che il mare l’ha attraversato

per produrre civiltà e, sicuri

che i cicli della storia si ripetono,

saremo quelli che si riscatteranno

appena si risveglierà

quel sussulto di dignità che serve

per renderci diversi da voi.

I calabresi indignati

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