I RAPPRESENTANTI DELLE “ISTITUZIONI” RIESCONO SEMPRE A DIRE LA LORO: I COMUNI CITTADINI QUASI MAI ! !

Ancora una volta, ed è successo spesso, apprendo dello svolgimento di
un convegno sul tema importante della situazione "ambientale" del ns
territorio, SOLTANTO DOPO CHE SI E’ SVOLTO !
Nonostante sia stato uno dei primi ad iscrivermi a "Libera", puntualmente
apprendo solo dai mezzi d’informazione di incontri pubblici sulla "legalità",
di cui, spesso l’Associazione è principale promotrice:
eppure, più volte, mi sono lamentato di non essere stato informato di uno
evento, cui avrei voluto partecipare e, magfari, portare il mio contributo.
Anche stavolta, rammaricandomi, non mi resta che riportare la notizia:
"

Vibo Valentia (28/11/2009)
 

L’antimafia segna il passo, carenza di magistrati e scarsi mezzi

La denuncia del procuratore Mario Spagnuoloe le preoccupazioni del prefetto Luisa Latella

Ancora un’analisi dura. Concetti che il procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo, va ripetendo da qualche anno: «Il momento è difficile». In fondo bisogna convivere con «l’inadeguatezza» del sistema giustizia. Una tesi che il magistrato ha ribadito a voce alta anche ieri sera nel salone del Sistema Bibliotecario nel corso della presentazione del libro della scrittrice Petra Reski, dal titolo "Santa Mafia". Un incontro organizzato dall’associazione provinciale Libera ed al quale hanno partecipato mons. Giuseppe Fiorillo e la stessa autrice del volume, anche se al dibattito hanno offerto contributi importanti il prefetto Luisa Latella, il sostituto procuratore presso la Procura generale di Catanzaro Marisa Manzini, e il sostituto Fabrizio Garofalo.
E come sempre accade in incontri del genere il dibattito è scivolato sull’antimafia, partendo dalle carenze della macchina della giustizia. Su questo terreno il procuratore Spagnuolo è stato implacabile. Cifre alla mano ha messo a nudo una situazione a dir poco drammatica evidenziando la carenza degli organici delle Procure a cominciare da Palermo, dove si registra un vuoto di 16 magistrati, per poi passare a Vibo, con una carenza del 50 per cento, che il prossimo anno salirà all’80 per cento. Situazione identica a Palmi, che si attesta sul 60 per cento e Crotone, dove è presente un magistrato su sei, mentre a Paola sono coperti due posti su sei. Una situazione venutasi a determinare, ha spiegato il dott. Spagnuolo, per via di una riforma che non permette la copertura dei posti vacanti con i magistrati di prima nomina.
«In queste condizioni – ha ammesso piuttosto amareggiato il Procuratore – sarò costretto a cominciare a scegliere, per alcune cose dovrò cominciare a chiudere la porta».
Altro capitolo, i beni confiscati. Perché nella logica dell’antimafia anche su questo terreno bisogna stare molto attenti, considerato che si comincia a parlare di vendere i beni confiscati per fronteggiare le spese della giustizia. «Lo Stato – ha detto in proposito il dott. Spagnuolo – non è un’azienda, la carta costituzionale prevede diritti non negoziabili».
E sui beni confiscati si è soffermato anche il prefetto Luisa Latella, che proprio nei giorni scorsi ha consegnato le ville dei Mancuso all’associazione Riferimenti, fondata dal giudice Caponnetto. Un terreno, quello della confisca, sul quale secondo il Prefetto, è necessario fare ancora molto, non solo in Calabria, ma anche nelle regioni del nord dove ormai le cosche preferiscono investire. Nell’intervento del Prefetto anche alcune considerazioni scaturite dalla sua esperienza personale in città: «Molti interessi della gente media sono simili a quelli della mafia», sottolineando che «qui, più che altrove, c’è una subcultura dalla quale è difficile emergere e dove la linea di demarcazione tra gente perbene e quella collusa, o ‘ndranghetista, è molto labile. Anche se, devo rilevare, che la gente perbene è maggioranza ma silenziosa».
Preoccupazioni per la scarsa attenzione nella lotta alla mafia in Germania, come in alcune città del nord, sono state espresse dalla dottoressa Marisa Manzini, che più di ogni altro conosce il fenomeno mafioso nel territorio vibonese per via del suo ruolo di magistrato della Dda fino qualche mese fa. Nel corso del dibattito, moderato dall’avvocato Giovanna Fronte, esponente di Libera, mons. Fiorillo, ha invitato alla solidarietà nei confronti delle vittime della mafia, nei confronti di coloro i quali subiscono, invitando la gente onesta «a trovare il coraggio ed esporsi a difesa di chi soffre».(n.l.)

 

 

 
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