PENSIONATI SONO TUTTI COLORO CHE NON LAVORANO PIU’: STESSE CONDIZIONI, STESSE PENSIONI !!!

NON SOLO C’E’ CHI, FINO AL PENSIONAMENTO, HA RICOPERTO INCARICHI, MAGARI ANCHE SENZA MERITI E/O CAPACITA’, MA SOLTANTO PER "APPARTENENZA", ALTAMENTE RETRIBUITI, IN CONTRASTO CON CHI, PUR SGOBBANDO DURAMENTE, HA PERCEPITO, MAGARI, SOLTANTO UNA PICCOLA PERCENTUALE (5, 10, 20 %) DELLO STIPENDIO DEI PRIMI, MA E’ PIU’ CHE VERGOGNOSO CHE TALE, INGIUSTIFICABILE, DISPARITA’ RETRIBUTIVA, PERSISTA ANCHE DOPO LA "MESSA A RIPOSO": IL "RIPOSO" NON E’ DIVERSO, SECONDO CHI LO "ESERCITI",COME IL LAVORO DI PRIMA, IL RIPOSO E’ LO STESSO PER TUTTI !! PERCIO’ ANCHE LE PENSIONI DEVONO ESSERE LE STESSE !!!!

Pensione a 70 anni

In Italia esistono due classi: quella dei vecchi e quella dei giovani. La prima è al governo, ha una pensione, al termine dell’attività lavorativa ha avuto un tfr, ha goduto di un’Italia quasi scomparsa con fiumi puliti, spiagge libere, bassa criminalità. I vecchi hanno un futuro dietro le spalle, hanno avuto la speranza di emergere nella loro professione e molti ci sono riusciti, hanno avuto la sicurezza di un lavoro a tempo indeterminato. I vecchi hanno potuto scegliere tra grandi aziende come l’Italtel, la Telecom, l’Olivetti. Hanno comprato un appartamento, i più fortunati anche una casa di villeggiatura.
I vecchi hanno fatto studiare i figli per nulla, li hanno precarizzati, tolto loro l’ambiente, il diritto all’acqua pubblica. Li hanno indebitati con 30.000 euro a testa (lo stipendio di 3/4 anni di un interinale). I vecchi se la sono goduta, ognuno a modo suo, fottendosene delle generazioni successive. Lo hanno fatto e possono continuare a farlo perché sono loro a detenere il potere. L’Italia ha il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio più anziani del mondo occidentale.
L’Italia ha anche 17 milioni di pensionati. Molti hanno pagato solo in parte la pensione che ricevono. Milioni sono a casa dall’età di 50/55 anni senza parlare delle baby pensioni con 15/20 anni di contributi o le pensioni scandalose dei parlamentari dopo solo due anni e mezzo di legislatura o le doppie e triple pensioni, le pensioni superiori ai 10.000 euro al mese, le pensioni cumulate con uno o più stipendi. In questa situazione di privilegi e di profonda ingiustizia sociale, si è deciso che i giovani andranno in pensione a 70 anni, in pratica mai. Questo non è accettabile.
Se si deve procedere a una riforma delle pensioni, ognuno deve fare la sua parte oppure nessuno. Perché un ragazzo deve con il suo lavoro mantenere lo Stato sociale di cui beneficiano le vecchie generazioni? Un giovane di vent’anni che inizi a lavorare nel 2010 andrà in pensione nel 2060. Da qui all’eternità. Chi fa un lavoro usurante a 70 anni è buono per l’ospizio. Perché un ragazzo dovrebbe pagare i contributi per esempio per Felice Crosta, ex presidente dell’Agenzia dei Rifiuti in Sicilia in pensione con 1.369 euro al giorno? O tutti o nessuno.
In pensione si può andare a 60 anni, l’innalzamento dell’età pensionabile è dovuto all’enorme spreco di soldi pubblici per le pensioni ATTUALI, non per quelle future che vengono dilazionate nel tempo, sempre leggermente più in là, come è avvenuto con l’accorpamento delle finestre pensionabili. Discutiamo delle pensioni ATTUALI, poi con calma di quelle future. Mettiamo un tetto massimo pensionistico a ogni italiano, ad esempio 2.500 euro, vietiamo il cumulo di pensioni, aboliamo con effetto retroattivo le pensioni "super baby" dei parlamentari e, soprattutto, diamo a ogni pensionato una pensione commisurata a quello che ha realmente versato perché la differenza di qualche miliardo di euro è a carico dei giovani che la pensione non la vedranno mai, il tfr neppure e forse, neanche il lavoro. I sacrifici non hanno età, l’anagrafe non è un privilegio.

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Postato il 8 Giugno 2010 alle 14:29 in | Scrivi

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