FORSE FARE GLI INTERESSI DEGLI INDIFESI, NON E’ PIU’ IL COMPITO DEL VERO SINDACALISTA: NON SI POSSONO “INFASTIDIRE” I POTENTI !!

 

C’era una volta il sindacato.

Posted: 23 Sep 2010 03:17 AM PDT

Il sub commissario della Femca calabria Pino Conocchiella, epurato dai suoi "amici" per eccesso di impegno. L’amara realtà del sindacato calabrese, vittima del despotismo clientelare.

Evidentemente la lotta non paga. Se uno dei principi fondamentali che sorregge il sindacato viene messo in discussione, allora il sindacato non è più, forse, quello di una volta. Chi non ricorda la polemica dell’estate in seno al “disastro” della depurazione in provincia di Vibo Valentia? Tra impianti obsoleti, lavoratori pagati ad intervalli irregolari, tra difficoltà ad elargire il servizio di depurazione per via di problemi a catena, il sub commissario (da qualche settimana ex) della Femca-Cisl, Pino Conocchiella, aveva speso un estate intera a lottare in tutte le sedi appropriate per difendere gli interesse dei suoi iscritti, quei famosi 23 operai senza stipendio da più di tre mesi. E questa è stata una delle ultime battaglie in ordine di tempo. Ora, improvvisamente il commissario nazionale Sergio Gigli e il segretario generale della Usr Cisl calabria Paolo Tramonti, hanno deciso di “tagliare” fuori il loro rappresentante locale più qualificato e combattivo. Motivi? Nessuno in particolare. Pino Conocchiella, rammaricato e deluso dall’atteggiamento dei suoi “amici”, non usa mezzi termini per definire la questione “un colpo di mano”. Anzi, consapevole dell’irregolarità, critica aspramente la componente esecutiva della Femca, dichiarando come “mi sa che gli interessi dei poteri forti non possono aspettare e non subiscono il fascino della democrazia e della lealtà. Il 26 luglio – continua la lettera di Conocchiella – sembra si sia deciso all’unanimità, in sede Usr ed mia assenza, che questa mia esperienza di dirigente della Femca calabrese dovesse finire, per dare spazio alla Confederazione in rappresentanza delle minoranze che si ritenevano non sufficientemente tutelate dall’attuale assetto commissariale”. Così, “senza alcuna ragione”, ad un anno dalla sua nomina a sub commissario e dopo anni passati al servizio dei lavoratori, salta una testa pensante del mondo sindacale. Gli iscritti alla Femca, esprimono profondo sgomento, così come recita l’esposto rilasciato sul sito della Femca calabria, chiedendo al collegio dei probiviri della Cisl, nonché al segretario nazionale Bonanni, “per il senso di giustizia e di appartenenza ad un associazione ancora pulita e democratica” di “sospendere l’atto incriminato e quelli successivi eventualmente derivati; di aprire un istruttoria per verificare ed accertare se gli atti sono viziati nella forma e/o nel contenuto in merito alle norme in merito all’incompatibilità funzionale del mandante e del mandatario; di verificare, ove ci fosse incompatibilità e conflitto di interesse come noi presumiamo, se gli attori interessati hanno già optato per la scelta di uno degli incarichi in conflitto”. Dunque, a parte gli alti vertici del sindacato, nessuno vuole che Conocchiella lasci la “barca“, non ora che i risultati iniziavano a farsi vedere, come testimoniato ad esempio dal polverone creato dallo stesso in merito alla “querelle” estiva della depurazione, laddove, grazie all’impegno costante e alla grande capacità di contrattazione, si è riusciti ad alimentate un dialogo tra i vari attori partecipanti interessati, scongiurando in parte tutti i pericoli derivanti da una possibile cattiva condotta di gestione degli impianti. Crucciato ed amareggiato per essere stato così mestamente messo da parte, non venendogli riconosciuti nemmeno i meriti spettanti di diritto, Giuseppe Conocchiella aspetta di vedere quale azione deciderà di prendere la segreteria nazionale, consigliandogli tra le altre cose di “trovare un po di tempo per scendere in Calabria e ascoltare le esigenze reali dei suoi iscritti”. Nel frattempo, parlando già da ex, nella lettera di ringraziamento il sindacalista dice apertamente “oggi mi sembra sia arrivata la resa dei conti. Vista l’impossibilità, certamente non per colpa mia, di trovare un’unità di azione tra i vecchi dirigenti rappresentanti il settore tessile e una parte del settore chimico, qualcuno doveva saltare. Allora, a ragione o a torto, si è pensato che l’unico a fallire la “mission” è stato il commissario Giuseppe Conocchiella, e quindi doveva essere estromesso. Ma le regole interne non prevedono che ci devono essere specifiche e gravi ragioni a che un sub commissario venga dimesso d’ufficio e forse che l’iter deontologico prevede l’azzeramento di tutta la struttura commissariale prima di farne un’altra”. E intanto i lavoratori della Smeco, società che è subentrata alla Dpr in estate, si trovano ancora una volta in difficoltà con gli stipendi, ed ora che Conocchiella non è più in grado di difenderli, l’interrogativo rimane: chi guiderà questa nuova lotta per il salario?


Angelo De Luca

a.deluca@rossofajettu.org

 

 

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