LA VERA POLITICA NON E’ ASSOLUTAMENTE QUELLA DEGLI ATTUALI “POLITICantI”: ATTI E MISFATTI CONTRASTANO CON LE LORO PROMESSE ELETTORALI !!

Sul “Il Quotidiano della Calabria”, leggo l’amara constatazione di un Cittadino lettore, ed elettore, che riporto di seguito. Nè bianchi, nè neri, nè rossi, nè gialli, nè azzurri, nè verdi: NON NE ABBIAMO ALCUNO CHE SI DIFFERENZI IN BENE !! Vanno in parlamento a rappresentare e difendere gli interessi e i diritti di Tutti, ma poi li relegano e li schiacciano, facendo e difendendo, soltanto, quelli propri, spesso anche poco chiari !! Anche se non li abbiamo “scelti”, siamo in democrazia e, quindi, dobbiamo sopportarli !!

Promesse di tagli ai costi della politica
Un inganno confezionato in mala fede
Caro De Luca, quando alcuni anni fa la Rizzoli inondò le librerie di
un libro ancora fresco di stampa, «La casta», scritto a quattromani,
dai giornalisti del Corriere della Sera, G. Antonio Stella e Sergio
Rizzo, sembrava che i politici italiani e l’opinione pubblica fossero tutti
convinti che da quella fase e da quell’esperienza si doveva presto uscire e
che qualcosa in Italia sarebbe cambiato.
Sembrava che da quel momento in poi, fossero finite le vacche grasse per
i rappresentanti del popolo: sia per quelli aveva un seggio in Parlamento,
sia per chi aveva un comodo scranno in altre istituzioni. Questi uomini
che venivano raffigurati dal libro come sanguisuga, dovevano ispirare la
loro azione e la loro immagine a quei valori etici richiamate dalla nostra
Carta costituzionale. Sembrava che tutti concordassero che la macchina
politica doveva dare una sterzata brusca: l’apparato burocratico così esponenziale
e i tanti stipendi parassitari che succhiano i soldi che noi versiamo
ogni mese al fisco, dovevano essere ridimensionati.
Si è discusso per tanto tempo. Pagine e pagine di giornali hanno accolto
dichiarazioni di leader di destra, di sinistra e di centro consenzienti acché
la politica iniziasse una cura dimagrante. Nelle televisioni pubbliche e pri –
vate leader di partiti come Di Pietro (beneficia di una pensione baby da
quando aveva 44 anni), inveivano contro quella classe privilegiata, definita
appunto «casta», che inghiotte denaro pubblico senza dare in cambio
ai cittadini e, quindi ai contribuenti, servizi migliori.
Questi buoni propositi manmanosi sono diradati, rarefatti, disperdersi,
fino a finire nel cassetto del dimenticatoio. Quei leader politici che ave –
vano criticato aspramente sia il finanziamento pubblico ai partiti, che i
doppi incarichi e i troppi privilegi della casta, a distanza di anni, si scopre,
che hanno mantenuto e accresciuto le loro fortune, i benefici, i vantaggi, le
agevolazioni.
Ogni anno continuano, come se nulla fosse, a spartirsi la torta dei finanziamenti
pubblici ai partiti, introdotti da una legge truffa, poiché il «popolo
sovrano» nel 1993 aveva detto no, con un referendum.
Ora un altro libro, «Sanguisughe», ci racconta che in Italia vi sono pensionati
che prendono un assegno mensile di 90mila euro al mese, che c’è
gente che per un solo giorno che ha messo piede in Parlamento, percepisce
una pensione di 3mila euro al mese, che ex presidenti del Consiglio i quali,
per il bene dell’Italia, hanno pensato bene di fare leggi che tagliavano le
pensioni e allungavano la vita lavorativa anche a quelle persone che si
spaccavano la schiena, riscuotono ogni mese un assegno di pensione che
supera i 30mila euro.
E che dire di quei parlamentari che ancora oggi hanno gratis le auto blu,
i telefonini, i pc e gli iPad. Finisce qui? Macché. L’anno scorso, non il secolo
scorso, per i parlamentari cagionevoli di salute Montecitorio ha speso 10
milioni e 100mila euro di rimborso spese. E per noi poveri comuni mortali
che paghiamo le tasse fino all’ultimo centesimo di euro, ci tocca di metterci
in lista d’attesa e, quando tutto va bene, ci vogliono cinque sei mesi per
usufruire di visite mediche ed esami diagnostici. Vi sono parlamentari assenteisti
doc che prendono regolarmente il loro stipendio, 14mila euro,
mentre per i dipendenti pubblici si cerca di introdurre nel contratto di lavoro
una clausola che i primi tre giorni di malattia non vengono retribuiti.
Ma gli appartenenti alla casta hanno la faccia di bronzo. Non si fermano
mai, avidi come sono. Qualche giorno addietro un deputato del Pd batte
cassa: presenta un provvedimento che per fortuna è stato ritirato. Chiedeva
che venisse attuato l’art. 49 della Costituzione che prevede la libera
associazione in partito. Questo consentirebbe un introito maggiore a tutte
le formazioni politiche. Tutto ciò accade in un periodo di forte crisi economica
e finanziaria, in un Paese che ha il debito pubblico più alto in Europa,
in una Italia dove l’esercito dei precari diventa sempre più lungo e ai
cittadini comuni si chiedono tagli e sacrifici.
Nando Perri
Caro Perri,
è bay-pensionata anche la moglie di Umberto
Bossi, quello che esordì all’urlo di “Roma ladrona”.
Aggiungo questo particolare perché mi pare
che manchi al girotondo dell’arco costituzionale
che lei ha rammentato. La promessa, reiterata
a ogni campagna elettorale, di apportare
modifiche e tagli alle spese della politica è un cavallo
di battaglia che i candidati sanno vincente.
I cittadini aspettano che qualcosa di nuovo
possa avvenire, ma invano. Si tratta di una colossale
menzogna, un inganno confezionato in
malafede. Ed è anche così che la distanza tra
paese legale e paese reale si allarga a dismisura.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in GUADAGNI SENZA RAGIONE, Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...