IL CAPITANO ABBANDONA PER ULTIMO LA NAVE CHE AFFONDA !! MA, IL CAPITANO E’……..UN UOMO D’ONORE !!

Riporto la lettera aperta di un Cittadino Calabrese al “ducettodelrialzo” che, dopo aver ricoperto l’Italia di me..lm..a, facendo, soltanto i suoi interessi, anche sporchi, assieme ai suoi “compari”, vista la “malaparata”, ora …….non vede l’ora di…….”emigrare” (forse in compgnia dei capitali che possiede !!

“Cavaliere, ormai
è troppo tardi
«VADO via da questo paese di
merda, di cui sono nauseato»,
dice Berlusconi a Lavitola in
una intercettazione del 13 luglio
2011.
E no, cavaliere, adesso è
troppo tardi! Doveva pensarci
prima. Non si sputa nel piatto
in cui si è mangiato da sempre,
fino ad abbuffarsi! Ha voluto
la bicicletta? E adesso deve pedalare.
L’ultima tappa di questo
lungo ed estenuante tour,
termina a piazzale Loreto.
Un’immensa folla la sta aspettando
sulla linea del traguardo
per consegnarLe la maglia
nera. Un trofeo all’infamia e al
disonore, più che dovuto e che
Lei, cavaliere Berlusconi, si é
guadagnato sul campo in quasi
un ventennio, per avere portato
l’Italia sull’orlo della bancarotta
e dentro un degrado
etico e morale senza precedenti.
Ci saranno tutti all’a p p u ntamento
del secolo perché nessuno
vorrà perdere l’ultimo atto
di una delle più sconcertanti,
inimmaginabili, inquietanti,
volgari e paradossali sceneggiate
politiche che mai un
parlamento abbia potuto ospitare.
Una moltitudine di servi
e traditori, cortigiani e leccaculo,
farabutti e cialtroni, puttane
e papponi, sporchi comunisti,
moderati e fascisti, chiederanno
a gran voce la sua testa
e lei, da codardo e pavido
quale é, se la farà sotto dalla
paura. Per questo deve restare.
Perché tutti sappiano e tutti
vedano. Tutti gli italiani
quel giorno, turandosi il naso
per l’insopportabile tanfo e fetore,
non avranno più dubbi
sulla sua natura escrementizia
e dell’origine di tutta quella
merda che ha riversato per
troppo tempo, su questo paese.
Lei, il “grande Silvio”, ometto
attempato, che si trapianta
e pittura i capelli di un nero
corvino, anteponendo il trucco
a una decorosa pelata – il Silvio
che martirizza Vittorio
Mangano, esalta la figura di
Marcello Dell’Utri, fiducia Cosentino
e delegittima le istituzioni!
Il Silvio con l’eterno cerone,
le scarpe rialzanti e le
pompette stimolanti – il Silvio
dalle mille cravatte a pallini e
gli eterni doppio petto blu. Un
vero trattato ambulante di psicopatia,
frustrazione e perverso
e morboso narcisismo. Con
quale dignità, un tale individuo,
può rappresentare in nostro
paese? È dunque questo lo
status symbol di virilità e machismo,
autorità e potere nel
quale si riconoscono tanti italiani
e italiane, e che esibiscono
come modello di moderna
cultura e punto di riferimento
socio-esistenziale. È quindi
questo, il salvatore della patria,
l’uomo della provvidenza,
il mito trascendente da sempre
celebrato nell’i m m a g i n ario
degli italiani o, piuttosto,
un millantatore da quattro
soldi, un incantatore di serpenti
e un traditore della patria?
Uno scaltro piazzista
che, nel mercimonio della dignità
altrui, incarna l’a r c h e t ipo
della peggiore specie umana?
Un uomo triste e solo, che
nella luce soffusa della sua alcova,
si appresta a calare il sipario
sull’ultimo atto di una
commedia, tragica e grottesca,
fra i glutei in affitto di una
giovincella depravata, nella
spasmodica ricerca, di
quell’orgasmo tradito che sancirà,
per sempre, la sua sconfitta
umana e morale. Non sono
forse gli italiani, le vittime
predestinate di un masochismo
perverso che, come Seneca
affermava, “godono nell’a ffidare
il potere al turpe?”
E no, caro Silvio Berlusconi,
non ci può abbandonare proprio
adesso senza, prima, avere
chiesto pubblicamente scusa
a tutti gli italiani, risarcito
il paese del mal tolto ed essere
giudicato per i suoi reati! Dopo
di che, sarà libero di andarsene
dove vuole! In fondo siamo
ancora un paese democratico
e la libertà (Lei dovrebbe
saperlo), è un diritto che non si
nega a nessuno.
Gianni Tirelli

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