MOVIFUTURO: INSIEME PER LA PROMOZIONE DEI VERI VALORI, QUELLI UMANI, DEI CITTADINI, VERSO L’EQUITA’ SOCIALE !!

“MOVIMENTO DI PROMOZIONE DEL CITTADINO”.
UGUALI OPPORTUNITA’ PER UNA GIUSTA SOCIETA’!
“EQUITA’ E’ ANCHE BENESSERE E LIBERTA’” !                                                                   (PRIMA, ESSERE LIGI AI PROPRI DOVERI, POI, PRETENDERE I PROPRI DIRITTI: NON  CHIEDERLI MAI COME FOSSERO FAVORI, NE’ CONSENTIRE, AD ALCUNO, CHE CE LI RICONOSCA, E CHE CE LI FACCIA “PESARE” COME TALI !)                                    “PRATICARE, ANCHE POCO, E’ MOLTO PIU’ EFFICACE CHE PREDICARE, ANCHE TANTO”, QUINDI “L’ ESEMPIO, ANCHE IL PIU’ PICCOLO , VALE MOLTO PIU’ DI UNA INTERA VITA DI PROPOSTE, ANCHE OTTIME” !

Di seguito, alcune delle mie proposte, se chi governa vuole, semplici da attuare, ma, fondamentali per il risveglio della ns coscienza civile, e per un Futuro migliore.

“Alfabeto” per una nuova modalità di gestione della “Cosa Pubblica”, cioe’ della tutela degli  interessi di Tutti, la vera Politica, ormai dimenticata da tanti, di Coloro che operano negli Enti e nelle Amministrazioni Pubbliche, dal Parlamento, al piu’ piccolo Comune !

a)  ILLEGALITA’.                                                                                                                                Per contrastare efficacemente le illegalità, devono essere istituiti, per legge, per ogni bene, un “Certificato di Proprietà, con “Atto di Nascita”, e un “Libretto di Circolazione”, sui quali registrare l’origine e ogni passaggio di proprietà di beni mobili e immobili, a CHIUNQUE intestati, ma,soprattutto, la provenienza dei capitali utilizzati, per operazioni relative al bene, con confisca immediata da parte dello Stato in caso di inottemperanza e/o di irregolarità nelle trascrizione dei vari flussi di denaro: questo obbligo porrebbe fine ad ogni malaffare, ed anche alla evasione fiscale, sui redditi effettivi, il cui solo fine è disporre di risorse economiche a danno della Comunità !              Sappiamo che non esiste finalità di lucro diversa da quella dello “avere” per poter godere di benessere e, quasi sempre, ancor più, di quella, indispensabile, per poter “apparire”!    Un “furbo”, o un evasore o, ancor più, un “mafioso”, spogliato dei beni illecitamente acquisiti, non godrà più di quei privilegi sociali di “ostentazione”, che derivano dalla disponibilità di ingenti patrimoni (ville, auto di lusso, barche, terreni, etc…), nè sarà temuto, o peggio ancora, come oggi spesso avviene, preso ad esempio (oggi, ormai e a torto, purtroppo le valute e gli averi, spesso, vengono ritenuti i  veri, e i piu’ importanti, “valori”), poiché “apparirà” per quello che è realmente: un individuo di nessun Valore umano e sociale, ma soltanto deleterio, per Tutti, per la Comunità, quindi, da evitare!

b) STIPENDI.                                                                                                                                          Gli stipendi annuali di Deputati, di Senatori e di Politici, ad ogni livello, devono essere pari agli  stipendi, e/o ai redditi, mediamente da Loro percepiti, e/o dichiarati, per il lavoro e/o la professione svolta nella Società, nei cinque anni precedenti la loro elezione, senza altri privilegi vari, con un minimo non superiore allo stipendio di un dirigente pubblico di primo livello(circa 3.000 euro al mese), se il parlamentare non ha avuto un reddito prima di essere eletto, maggiorati solo delle spese, reali e documentate, sostenute per l’esercizio del mandato, e di quelle sostenute per un collaboratore, e commisurati alle presenze in Aula e/o nelle Commissioni, nonchè alle attività svolte durante il mandato e con decadenza dalla carica in caso di “improduttività” parlamentare, e/o di assenteismo cronico (assenze > del 15 % nelle sedute istituzionali, non validamente giustificate): come per ogni comune Cittadino, che ha svolto lavori diversi, la durata del mandato politico varrà, ai fini pensionistici col sistema contributivo, come periodo di lavoro utile, da aggiungersi ai periodi di lavoro svolti prima e/o dopo la permanenza in Parlamento.

c) PENSIONI.                                                                                                                                             L’importo delle pensioni deve essere unico ! Una sola pensione e, a parità di anzianità contributiva e di età, pure uguale per tutti i Cittadini, poichè, dopo il lavoro attivamente svolto, si trovano ormai nelle identiche condizioni di “nullafacenti(qualcuno lo era anche prima)”, tutti i Pensionati, cioè Politici, Magistrati, Managers, Primari Ospedalieri, Docenti universitari, Dirigenti, ad ogni livello, e Professionisti vari, compresi, stabilendo una base minima per una vita decorosa, con una differenziazione solo per un ”Fattore di Residenza”, che tenga conto della variazione del costo della vita tra città diverse.
A tutti i Pensionati, così godenti di una pensione di uguale importo, ed adeguata vivere decorosamente, deve essere consentito solo lavoro gratuito, ad es. nei servizi onlus, ai fini di sostegno sociale, assistenza in strutture pubbliche, vigilanza Scuole, etc… . Nessuna pensione, dopo la “messa in quiescenza”, per chi goda già, da altre fonti, di redditi sufficienti a garantire Loro e ai Loro Nuclei familiari una vita dignitosa.             (Ho potuto accertare personalmente, come ognuno può però verificare, che in Olanda, in Australia e in altri Paesi del Mondo, ormai più civili ed avanzati del Nostro, da anni, è già più o meno così: pensioni uguali per tutti, ma nessuna pensione a chi goda di altri redditi adeguati c.s. !).

d) CONTRASTO ALLA CORRUZIONE.                                                                                Situazione patrimoniale continuatamente trasparente per chiunque ricopra un incarico e/o una funzione pubblica, con obbligo   per dipendenti, funzionari e consulenti vari, di qualsiasi Amministrazione Pubblica o Azienda di Pubblica Utilità, nonchè per parlamentari e “politici” vari, di rendere pubblico il proprio “stato patrimoniale”, prima, durante e alla fine dell’incarico, della funzione ricoperti, della consulenza espletata(come abbiamo appreso varie volte dai massmedia, tanti di costoro, alla fine del “mandato”, pur avendo ufficialmente ricevuto normali compensi,  diventano inspiegabilmente “benestanti”, se non proprio ricchi: perchè lo sono diventati !? Come avranno fatto !?).                                                                                                                        Obbligo per tutti Costoro, quindi, di giustificare tutte le variazioni in aumento, pena adeguati provvedimenti  restrittivi, fino alla confisca del patrimonio, in caso di incrementi incongrui non adeguatamente, documentalmente, giustificati.

e) TASSE E FISCO.                                                                                                                        Introduzione del “contrasto di interessi” tra il Cliente ed il Fornitore, con la detraibilità totale, dal Reddito lordo, di tutte le spese indispensabili per l’ acquisto e la manutenzione dei propri beni primari, indispensabili per il sostentamento della Famiglia e per la conduzione di una vita decorosa, con la sola esclusione, totale o quasi, secondo i casi, delle spese voluttuarie e di quelle sostenute per l’acquisto di beni di “lusso”, delle quali si deve poter detrarre solo la quota di spesa congrua con l’acquisto di un bene “economico” corrispondente( es. per una pelliccia di visone, si potrà detrarre il costo di un cappotto) come avviene, già, da decenni, negli Stati Uniti: clienti e fornitori, saremmo “controllori” reciproci e per Tanti, meno abbienti, non ci sarebbe più bisogno di cercare di eludere o di evadere delle tasse per poter arrivare a fine mese !

f) LAVORO E PROFESSIONI.                                                                                                              In tutti i settori della Società, bisogna introdurre il divieto assoluto di cumulo tra incarichi pubblici e lavoro o professione privata, o tra più lavori, se retribuiti, con l’obbligo di optare per l’uno o per l’altro, questo per evitare che avendo più lavori, questi vengano svolti male, ma anche per favorire chi non ha un Lavoro.                   Attualmente, infatti, ci sono “professionisti”(magari spesso anche impreparati, ma ben “collegati” con coloro che gestiscono posti, incarichi e consulenze,  poichè detengono i vari “poteri” gestionali), “onnifacenti”, nel senso che fanno il doppio, triplo, quadruplo lavoro, e che utilizzano, scandalosamente, pure il loro “posto” pubblico per procurarsi guadagni da privati (per esempio, nella Sanità, quanti medici specialisti conosciamo, anche per interposte Persone, che invitano, per accelerare i tempi o per avere servizi migliori, i loro Pazienti, a passare prima dal proprio studio privato, facendo leva sullo stato di soggezione per i Loro problemi di salute !?) e Professionisti seri, preparati e corretti, ma che, non avendo “maniglie di sostegno”, non riescono ad ottenere, neanche, il lavoro che spetterebbe loro, nè nel settore pubblico, ma, neanche, in quello privato !

g) STIPENDI.                                                                                                                                         Gli stipendi complessivi, di Dipendenti e Manager Pubblici, di Magistrati, anche della Cassazione e/o della Corte Costituzionale, di Docenti universitari, di Primari ospedalieri, e di Chiunque occupi un posto o un incarico pubblico, devono essere svincolati dalla anzianità di servizio, ma proporzionati esclusivamente ai risultati del loro impegno, del loro lavoro, della loro gestione dell’ Ente, dell’Amministrazione, dell’ Ufficio o della Azienda, pubblici, in cui operano, e soltanto a quelli, rigorosamente ed oggettivamente verificati come ottenuti grazie alle loro capacità professionali, e non per altri fattori esterni, come, ad esempio, per leggi o interventi pubblici fatti a sostegno degli stessi. Questi stipendi non devono essere superiori ad un certo multiplo dello stipendio di base erogato a quei Lavoratori, dipendenti della stessa Azienda, di grado più basso nella gerarchia del lavoro interno: questo valore multiplo, deve essere stabilito anche in relazione al numero complessivo di dipendenti subalterni, del risultato del cui lavoro sia responsabile l’interessato, cioè 1(base), quindi 2, 3, 5, 7, 10 volte maggiore, al massimo, per esempio !

h) CONCORSI PUBBLICI.                                                                                                                       I concorsi per Incarichi Pubblici devono essere espletati, esclusivamente, tramite esami scritti e prove pratiche, a prescindere dai “curricula vitae” (come sappiamo bene, spesso, anzi quasi sempre, in Italia,  disponibile come risultato pratico di collegamenti vari con “protettori”, politici o di altra condizione privilegiata come massonideviati, baroni universitari, primari ospedalieri, dirigenti pubblici, associati a particolari lobbies o caste varie, o elementi di malaffare, che hanno elargito ai loro “protetti”, anche senza alcuna competenza, i primi lavori o i primi incarichi, e poi i secondi e i terzi e così via, mettendo sotto i piedi i Diritti di tutti Coloro che, questi posti li meritavano, e condizionandone anche le future possibilità, proprio per la formazione di corposi “curricula” a favore dei “pupilli” ben introdotti), senza che si debbano sostenere colloqui orali, i cui risultati, come già successo spesso, sono, anche questi, facilmente alterabili, a favore dei candidati “ammanicati”, da commissari “amici” o influenzabili.                                                    Inoltre,  in tutti i concorsi pubblici, tutti gli elaborati devono venire cristallizzati, catalogati e pubblicizzati, nonchè corretti, con modalità che garantiscano l’ anonimato dei Candidati, fino al risultato finale: solo alla fine di tutte queste operazioni concorsuali, finalizzate ad eliminare ogni possibilità di “barare”, i vari elaborati vanno assegnati ai singoli Candidati che li hanno prodotti(I concorsi pubblici si devono vincere solo per Competenza,  come avviene in tutti i Paesi moderni e civili, non per “appartenenze” e/o per “conoscenze”, come, purtroppo, avviene spesso, se non quasi sempre, in Italia !)       Se un lavoro, un posto, un incarico, una consulenza, nei vari settori pubblici, viene dato, non ad un incompetente, raccomandato, ma a Chi, competente, lo merita, dei certamente buoni risultati del suo lavoro, ne beneficerà l’Ufficio Pubblico in cui opera e quindi anche tutti noi Cittadini, come, putroppo sappiamo bene che a ns danno vanno i pessimi risultati dei tanti incapaci, raccomandati, che oggi occupano immeritatamente diversi ruoli pubblici: la “Meritocrazia”, è uno dei fattori che trainano i Paesi più moderni e che Li fanno “avanzare” più speditamente del nostro, quindi favoriamola, in ogni settore pubblico(solo nel privato questa è già affermata: ognuno ricopre il ruolo che merita !).

i) SUSSIDI PUBBLICI (Integrazione al reddito).                                                                                I sussidi pubblici vanno erogati soltanto ai veri Disoccupati, e solo fino al momento dell’avvio al lavoro, che dovrebbe avvenire gradualmente, previo tirocinio con altro lavoratore di analoghe mansioni, da sostituire in caso di pensionamento o di cambio di mansioni o di carriera. Ogni Cittadino deve poter disporre di un importo minimo mensile, anche eventualmente ad integrazione del reddito di cui già dispone, che Gli permetta di condurre una vita dignitosa insieme ai propri Familiari: in contropartita dell’ importo mensile percepito Egli dovrà espletare un lavoro socialmente utile per un congruo numero di ore, evitando così l’esecuzione di ogni possibile lavoro in nero.       Per limitare lo svolgimento di più lavori e/o mansioni, in contemporanea, occorre tassare pesantemente ogni altro lavoro in aggiunta al primo, anche istituendo l’obbligo di emissione della ricevuta fiscale, da parte di chi esercita arti e/o professioni, spesso in nero, con possibilità di detrazione della spesa da parte del Cliente, occorre cioe’ realizzare il “Contrasto di Interessi”, finora inesistente in Italia, tra Cliente e Fornitore, già prima richiamato(quando pagherò per fare eseguire un qualunque intervento a casa, se potrò detrarne dal reddito la spesa, sarò più propenso a farmi rilasciare la ricevuta).                                                                                                                                                                      j) CODICE DELLA STRADA.                                                                                       SUPERAMENTO LIMITI VELOCITA’. FANALI ACCESI DURANTE LE ORE DIURNE. SANZIONI.                                                                                                                                Proposta di nuove modalità di calcolo del superamento dei limiti di velocità. Ritengo che le attuali modalità di calcolo del superamento dei limiti di velocità non siano adeguate e perciò vadano modificate: oggi la legge prevede che il superamento dei vari limiti, come la relativa tolleranza, venga calcolato in valore assoluto, mentre, secondo me sarebbe molto più corretto calcolarli in valore percentuale. Per questo i superamenti dei limiti non devono essere più gli attuali, da 0 a 10, da 10 a 40, da 40 a 60 e oltre 60 Km/h, con 5 Km/h, assoluto e fisso, di tolleranza, bensì meno del 5, del 10, del 20, del 30, del 40 e del 50 %, del limite indicato, con il 10% di tolleranza: questo poichè ritengo sia indubbio, e ne converrete, che, superare, p.e., di 10, o più, Km/h , il limite di 50, in un centro abitato, sia molto più pericoloso, e grave, che superare dello stesso valore, il limite di 130 Km/h, su di una autostrada. La mia proposta adegua la gravità della violazione al contesto in cui si circola: la tolleranza del 10 %, in un Centro Abitato in cui la cautela deve essere maggiore per ovvi motivi ed i limiti sono più bassi, per i 50 Km/h, varrà 5 Km/h, come il 30 % varrà 15, mentre su una strada statale, varrà da 9 a 11 Km/h, mentre varrà 13 Km/h in autostrada, come il 30 % varrà 15 Km/h in un centro abitato, limite 50 Km/h, ma 39 Km/h su una autostrada. La tolleranza andrebbe, quindi da un minimo, addirittura, inferiore a 5 Km/h( 3 se il limite è 30 Km/h!), come finora, fino a 13 Km/h per il limte massimo attuale in autostrada( 15  su quelle autostrade con limite 150 Km/h): credo che sia evidente come questo metodo di calcolo proposto sia molto più valido.                      Altra norma da abolire, secondo me, poichè dimostra come i politicanti che ci governano, siano soltanto dei “pappagalli”, dei copiatori, è quella  che prevede il mantenimento dei fanali accesi anche nelle ore di luce naturale, diurna, come avviene, colà giustificatamente, nei Paesi più prossimi ai Poli, in cui tale pratica è utile, poichè la luce naturale è più tenue ed è presente per un numero ridotto di ore, o è addirittura assente per gran parte dell’anno: in Italia, “Paese del Sole”, l’obbligo di tenere accese le luci dei veicoli in circolazione, anche di “giorno”, fa solo sprecare denaro agli Automobilisti, per energia eletrica, quindi per carburante, e per più frequente sostituzione di lampadine e batterie, facendo però guadagnare molto più di prima alle aziende che le fabbricano !      L’attuale legislazione prevede, a parità di gravità della violazione, identico importo della sanzione, per tutti gli Automobilisti: credo sia invece più equo, e perciò lo propongo, che tutte le sanzioni pecuniarie, per prime, ma non solo, quelle quelle legate alla violazione di norme del Codice della Strada, come avviene ormai da anni in tanti altri Paesi moderni e civili, siano correlate al reddito ed al patrimonio, effettivi, del trasgressore, poichè, come sappiamo bene, oggi, chi non ha problemi economici, può decidere di infrangere un divieto o di violare una legge, di compiere un reato, con molta più leggerezza di un qualunque comune Cittadino che debba fare i conti, anche, con problemi economici.

k) PREGIUDICATI.                                                                                                                                     Chiunque sia stato processato e condannato per aver commesso reati che prevedano una pena superiore ai sei mesi, quando si trova fuori dal proprio domicilio, in pubblico, dovrà indossare, con continuità, un dispositivo visibile a Tutti, di colore diverso secondo la gravità della condanna, dotato di banda magnetica per poter essere rilevato dai comuni dispositivi elettronici di aziende, di enti e/o di uffici pubblici vari.                  Soltanto con questo sistema di individuazione personale, Ognuno di noi non avrà più alibi poichè potrà rendersi conto e scegliere coscientemente se, e con chi, relazionarsi in ogni momento e in ogni attività della propria vita(oggi può capitare a Chiunque, come è purtroppo già capitato a Tanti, di essere coinvolti in situazioni spiacevoli, che prevedano anche denunce e procedimenti penali, soltanto per essersi trovati, involontariamente, insieme ad un pregiudicato, sconosciuto, almeno come tale, in un locale pubblico o semplicemente in una occasione casuale).

l) ASSISTENZA SANITARIA                                                                                                                 L’ assistenza sanitaria, deve essere pubblica e gratuita per tutti i Cittadini, con controllo continuo e aggiornamento delle professionalità degli operatori vari: devono essere abolite le convenzioni con le strutture sanitarie private, spesso gestite, se non, addirittura, di proprietà di operatori sanitari, dipendenti pubblici, che, non facendo(spesso strumentalmente) il proprio dovere, mentre e quando stanno operando nel pubblico, fanno dirottare i Malati verso strutture o studi privati, approfittando delle particolari condizioni di soggezione psicologica e di bisogno, di Questi, dovuta alle Loro patologie, spesso gravi e/o gravissime.                                                                                         Chi vorrà, avendone la possibilità economica, potrà scegliere liberamente di utilizzare le strutture private, ma senza avere alcun contributo pubblico, a totale proprio carico.

m) ABOLIZIONE TASSE sulla prima casa(ICI, IRE, IMU, etc)
Le varie tasse sulla prima casa, vanno tutte abolite, anche se soltanto fino ad un valore adeguato, rapportato a quello di una normale abitazione non “di lusso”, di categoria civile e/o popolare, ad esclusione della TARSU, che è il pagamento di un servizio, che va calcolata però, solo in equa proporzione al numero di componenti familiari, alla consistenza di superficie dell’abitazione ed anche al tenore di vita della Famiglia del Contribuente: le abitazioni di lusso, godranno di una riduzione pari all’ importo delle tasse sul valore di una abitazione di idonee caratteristiche, ma di categoria civile (per una villa, o per un castello, il Proprietario dovrà pagare solo sulla differenza di valore, in più, rispetto ad una comune abitazione civile adeguata alla sua Famiglia).

n) ABOLIZIONE  DELLA TASSA DI PROPRIETA’ E DELLA ASSICURAZIONE RCA                  La Tassa di Proprietà e la RCA, sui vari veicoli, come applicate finora, vanno abolite:  deve essere lo Stato ad incassare tasse e premi assicurativi e con gli importi derivanti,  provvedere alla manutenzione ed alla sicurezza delle strade e garantire i risarcimenti. Queste “tasse” vanno conglobate nel prezzo, diverso per vetture e autocarri, dei carburanti (le strade si usurano e i rischi si corrono, soltanto quando un veicolo “circola” e quindi consuma carburante, ed in proporzione ai km che si percorrono: quindi più km si fanno più si deve pagare e nessun veicolo, come accade oggi, sarebbe così scoperto di RCA): anche le modalità, e i costi, dei passaggi di proprietà dei veicoli, andrebbero allineati con quelli di altri Paesi moderni (p.e., nel Regno Unito il costo del Trasferimento di Proprietà di una vettura, che si fa in un qualunque Ufficio Postale, è di circa 20 euro !). Dovrebbero, invece, essere assicurate, privatamente, solo le patenti di guida personali e il premio da pagare potrebbe essere commisurato alla sinistrosità del Titolare. Chiunque abbia una patente, infatti, potrà guidare soltanto un veicolo per volta e quindi non si comprende perchè, un veicolo fermo, in garage, e/o anche in sosta, pur non generando alcun rischio, debba pagare la RCA, come avviene, irrazionalmente, oggi!     La tassa di proprietà attuale, è, comunque, irrazionale ed iniqua, infatti essa dovrebbe essere adeguata al valore reale del veicolo e non ai Kw di potenza del suo motore, poichè non mi pare assolutamente ragionevole e corretto, infatti, che, a parità di potenza, una Ferrari, del valore anche di centinaia di migliaia di euro, magari quindi anche nuova, debba pagare una tassa di proprietà uguale, se non maggiore, a quanto paga un “catorcio” qualunque, vecchio di 20 o più anni: quale potrebbe essere, se ci fosse, secondo i politicanti nostrani che promulgano anche leggi come queste, la logica, giustificativa, della equiparazione fiscale fra due veicoli così diversi per valore venale !?. In attesa della modifica radicale della legislazione, e del suo adeguamento a quella di altri Paesi,  comunque, va adottata, subito,  l’ equiparazione delle tariffe RCA, previa l’eliminazione delle “zone” per Provincia, e in funzione, soltanto delle “classi” di merito, il cd “bonus-malus”, dei Proprietari dei veicoli: non mi pare ci sia alcuna ragione per cui p.e. un Automobilista, prudente e accorto, residente a Napoli, che sia quindi anche in prima, o in un’ altra, Classe, debba pagare un premio RCA, anche fino a tre/quattro volte in più, rispetto ad un Automobilista in situazione identica, che risieda a Milano o ad Enna !                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         o) FISCO AZIENDALE.                                                                                                                      Per ridurre, e/o eliminare, la morosità e/o l’elusione dei pagamenti delle forniture di beni e/o servizi, nonchè le truffe ai fornitori, le fatture passive ricevute dalle aziende clienti,  dovrebbero normalmente registrate, ma poter essere scaricate, nella contabilità fiscale di queste,  e l’ IVA detratta come versata, soltanto dopo l’avvenuto pagamento, registrato e documentato, al fornitore che le ha emesse: inoltre  il fornitore dovrebbe versare le tasse e l’ IVA,  relative alle fatture emesse, all’ Erario, soltanto dopo aver riscosso l’importo complessivo delle fatture: oggi IVA e tasse, devono essere versate all’Erario, dall’Emittente, generalmente in tempi brevi, quasi sempre prima dell’ avvenuto pagamento delle stesse, e a prescindere dallo stesso !                                                        Spesso i Fornitori, hanno pagato tasse ed IVA, pur non avendo mai riscosso gli importi fatturati, e pur avendo fatto causa al debitore, per il malfunzionamento della giustizia(!?), gestita dallo stesso Stato cui si sono dovuti versare anzitempo questi balzelli, devono attendere anni per riuscire, forse, a farsi pagare, poichè spesso, sopravvengono eventi vari che possono rendere i crediti inesigibili ! Ecco quindi, perchè, ribadisco, tasse ed IVA dovrebbero essere versate e/o detratte, rispettivamente dal Fornitore, dopo l’ incasso, dal Cliente dopo il pagamento delle fatture, emesse o ricevute !                                                                                                                                                                                                  p) GIUDICI E MAGISTRATI.                                                                                                      Giudici e Magistrati, di ogni grado e con qualunque incarico, dal giudice di pace a quello di Cassazione, come recita la Costituzione, sono uguali agli altri comuni Cittadini, quindi, anche di fronte alla Legge, devono essere equiparati a Questi, nel bene e nel male, nella vita e nel Lavoro, in ogni condizione, e quindi, anch’essi, anzitutto, perseguibili per eventuali errori dolosi, ma anche colposi, compiuti nello svolgimento della loro altissima funzione, per la quale sono lautamente stipendiati, e devono essere soggetti, sia al risarcimento in proprio dei danni provocati a terzi, alla Comunità e/o all’Erario, sia alla espiazione della pena, se ci sono i presupposti, cioè se abbiano commesso pure reati, e se riconosciuti colpevoli (essi dovrebbero, però, essere giudicati da Cittadini nominati ad hoc), dopo procedimenti penali con conseguenti condanne: infatti la Costituzione statuisce che Tutti i Cittadini (compresi perciò Giudici e Magistrati, anche della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato) sono, devono, essere uguali, anche e soprattutto di fronte alla legge !

q) ABOLIZIONE DELLE STRUTTURE CARCERARIE E DELLE PENE DETENTIVE
che, purtroppo fino ad oggi, come abbiamo potuto e dovuto constatare, non hanno mai avuto utilità alcuna per il recupero dei carcerati, che, anzi finora, hanno solo provocato danni, alla Comunità e, paradossalmente, anche agli stessi condannati, poichè è quasi sempre avvenuto che in carcere, parecchi detenuti, anche tra quelli che già non lo fossero, siano diventati, veramente, delinquenti: solo una “scuola” del crimine invece che di rieducazione ! Istituzione, in sostituzione della detenzione in carcere, dell’espiazione delle pene con condanne a “Lavori Forzati” socialmente utili, nel settore pubblico e/o anche presso Aziende private( manutenzione e pulizia spazi pubblici e strade, canali e coste marine, rive dei fiumi, boschi, parchi montani, coltivazioni varie in agricoltura, impiego in altre attivita’ varie, vigilanza incendi, cura fauna selvatica, ad es…), con i condannati controllati da personale dello Stato o dalle loro Vittime, di durata adeguata e con retribuzione degli stessi condannati-lavoratori, finalizzata al risarcimento di tutti i danni, provocati alle Vittime dei loro reati, e/o a tutta la Società Civile.

r) DROGHE E TOSSICODIPENDENZE.                                                                                                   I tossicodipendenti, cioè coloro che fanno uso di droghe, che ne sono “vittime”, veri e propri malati, devono essere assistiti e curati, con ricovero gratuito, a spese dello Stato quindi, in idonee strutture sanitarie pubbliche, in cui avvenga nei loro confronti, la somministrazione, controllata e gratuita, delle sostanze stupefacenti cui sono assuefatti, finalizzata al loro completo recupero alla normalità, cioè alla loro disintossicazione, alla guarigione.                                                                                                                              Proviamo solo ad immaginare l’impatto positivo per la Società, della “liberazione” dalla schiavitù delle droghe, dei “malati” tossicodipendenti, con tutto quello che comporta: eliminazione dei piccoli e grandi reati, commessi, anche in famiglia, da questi “malati”  in condizioni di “crisi di astinenza”, dei costi per il recupero di questi, di solito in strutture private a pagamento(sappiamo tutti con quale giro d’affari), ma, ancor più importante, esistenziale, l’ingente sottrazione di proventi alle varie “mafie”, di ogni denominazione, anche a quelle “improprie”, che controllano i traffici e lo spaccio !      Tutti gli Stati, Italia compresa, per prima, vista la presenza delle mafie più interessate, dovrebbero “statalizzare”, cioè acquisire il controllo legale della “distribuzione” di ogni “merce” proibita, compresa e per prima, quella delle varie “droghe”: verrebbero così meno tanti problemi sociali, tanti reati non ci sarebbero più, e soprattutto, le “mafie”, perderebbero la loro principale fonte di lucro attuale, che permette loro, anche, di falsare i mercati produttivi e di fagocitare tante aziende, messe in difficoltà, proprio, dalla spregiudicatezza di “finti” concorrenti, che non hanno alcuna necessità di guadagni veri, bensì, soltanto, quella di “pulire” gli ingenti capitali provenienti dai traffici illeciti !

s) PROSTITUZIONE                                                                                                          Reistituzione delle “case chiuse”, affinchè abbia termine lo scandaloso spettacolo
della prostituzione lungo le strade centrali e/o periferiche delle nostre Città, che, purtroppo solo ipocritamente, viene avversata da molti che, magari, sono proprio tra quelli che alimentano, come clienti, se non come altro e se non sono proprio sfruttatori e quindi ci lucrano, questo tipo di riprovevole commercio della persona umana, che, come sappiamo, viene definito “Il più antico tra i mestieri del mondo”.                          Ricordiamo che, spesso, tanti comportamenti sono “stimolati” ed alimentati proprio dal piacere psicologico, primordiale, di infrangere le regole e fare uso di ciò che è “proibito” !

t) LAVORO, PENSIONI E VITALIZI                                                                                               Ogni Cittadino deve poter svolgere per legge, un solo lavoro, un solo incarico, un solo ruolo, una unica rappresentanza, e ricevere quindi una sola retribuzione, o, raggiunti i requisiti di pensionamento, ricevere una sola pensione.                                                  Divieto assoluto, quindi, di cumulo, per ogni Cittadino, anche tra più pensioni, o vitalizi e/o attivita’ lavorative remunerate, di qualsiasi tipo, con esclusione dello svolgimento di attività onlus, umanitarie e di beneficenza, che non diano provento alcuno: i pensionati potranno svolgere “servizi sociali” vari, come la vigilanza davanti agli asili, alle scuole, nei musei, nei parchi pubblici, nelle riserve, nei boschi e nelle varie aree demaniali, etc. !

u) MANIFESTAZIONI SPORTIVE O SPETTACOLI VARI                                                           Tutte le opere e gli impianti, utilizzati per lo svolgimento di tutte le manifestazioni sportive, ludiche e/o di spettacoli teatrali e/o musicali, e di ogni altro genere, se e quando solo private, devono essere autorizzate e a pagamento, a totale carico degli Enti o Amministrazioni gerenti o dei proprietari delle società organizzatrici degli artisti
e/o delle squadre partecipanti , dalla realizzazione alla gestione e al controllo dell’ordine pubblico nel corso degli stessi eventi, con la sola esclusione degli eventi pubblici e/o onlus, a scopo umanitario e/o di beneficenza  !
Non è assolutamente comprensibile, e ancor meno  giustificabile, infatti, che, gli organizzatori di questi vari eventi, anche di spettacoli vari e di quelli musicali, se pure introitino spesso incassi anche notevoli, pretendano che l’ordine pubblico prima, durante e dopo l’evento, debba essere garantito dallo Stato, cioè caricato sulle spalle di tutti noi Cittadini: coloro che hanno voglia di, e interesse a, assistere a questi “spettacoli” privati, di svago e/o di divertimento, o di altro genere, debbono accollarsi……tutti i costi !
Se i guadagni vanno a coloro che organizzano l’evento, mi pare logico, ma soprattutto giusto, che a questi  vadano pure tutte le spese dello stesso: anche quelle necessarie a garantire l’ordine pubblico e cioè a garantire che, prima, durante e dopo l’evento, non succedano disordini e/o danneggiamenti vari alle strutture pubbliche, e anche quelle da sostenere per pagare eventuali danni a persone e cose, causati da chi vi partecipa !

v) SETTIMANA LAVORATIVA                                                                                                                 Le scuole, e tutti gli uffici pubblici, non indispensabili alla prosecuzione delle normali attività sociali e/o alla sicurezza ed alla salute dei Cittadini, come le postazioni delle varie Forze dell’ Ordine e gli Ospedali, devono rimanere chiusi il sabato, come normalmente succede per le aziende private: le Famiglie, al completo, cioè Genitori e Figli, potrebbero così avere un giorno completo a disposizione per eventuali incombenze e/o da dedicare al tempo libero e/o ad attività comuni e/o a spese, che coinvolgano tutti i membri.
Contestuale liberalizzazione dell’apertura, anche festiva e notturna, di negozi ed attività commerciali di ogni settore( come si verifica, da tempo, in altre Nazioni), subordinata soltanto alla scelta dei proprietari e/o dei  gestori: chi ha un particolare orario di lavoro giornaliero e/o settimanale, potrebbe quindi avere così la possibilità di accedere a questi esercizi e/o a questi laboratori, per fare ordini e/o acquisti, lontano dall’orario di lavoro, senza assentarsi dal proprio posto e/o dover chiedere permessi al Datore di Lavoro.

x) SERVIZIO PUBBLICO DELLA RAI                                                                                                    Il canone di abbonamento alla RAI va abolito, poichè, anche questa Azienda pubblica, promuove e diffonde la pubblicità di prodotti vari, e, quindi, usufruisce dei proventi di questo settore, notevoli e maggiori di quelli delle altre televisioni private, considerata la copertura totale, o quasi, del territorio, ma anche considerato che i programmi che la RAI manda in onda, nonostante gli elevati, ed ingiustificabili, costi di produzione, sono spesso scadenti, quindi socialmente inutili, anzi dannosi, e rendono solo ai produttori.
Deve essere stabilito, inoltre, un tetto ai compensi dei managers, dei funzionari e degli artisti della stessa, in funzione dei risultati economici ottenuti, specialmente di quelli relativi ai programmi culturali, e/o di pubblica utilità, che sono proprio quelli per cui,  soltanto, può avere senso il servizio espletato dalla RAI, che, a mio parere, attualmente e’ proprio sceso ad un infimo livello (speriamo che sia stato raggiunto il fondo, cosicchè in futuro ci possa essere solo un miglioramento del servizio !).                                                                                                                                                                                                                          y) TASSAZIONE REDDITI                                                                                                                       Passate le elezioni qualcuno, non certo tra Coloro che hanno redditi bassi, riprende il discorso e la proposta del cambiamento dell’attuale sistema fiscale di tassazione dei redditi, con l’introduzione di una percentuale di tassazione unica, la “flat tax”: secondo me, niente di ancora più iniquo, a danno dei redditi più bassi del già vergognoso sistema fiscale attuale.                                                                                                                                           Poichè ritengo che, in una Comunità moderna e civile, non ci potrebbe mai essere, Equità Sociale senza che prima ci sia Equità Fiscale, e che non possa essere sopportato e consentito che ci siano Persone che guadagnino molto di più rispetto al necessario ed anche al superfluo, rispetto e, spesso anche a danno, di Altre che, addirittura, come dobbiamo purtroppo constatare ogni giorno, non  hanno neanche il reddito necessario per vivere dignitosamente, quando, proprio neanche per vivere, di seguito rilancio la mia proposta per una veramente equa ripartizione dei carichi fiscali e quindi del sostegno delle spese per Stato per l’erogazione di servizi efficienti e per  la realizzazione delle opere pubbliche indispensabili per far vivere bene Tutti i Cittadini.  Anzitutto tutto il sistema fiscale si dovrà basare sul calcolo del minimo necessario, indispensabile,  relativo al luogo in cui abita e/o risiede, perchè ogni Cittadino, lavoratore e/o pensionato, possa disporre dei beni primari per vivere dignitosamente insieme a tutti i Componenti della propria Famiglia, scegliendo un importo medio di riferimento: questo reddito minimo vitale, riferito e proporzionato al nucleo familiare, dovrà esssere esentato da ogni carico fiscale e sarà il limite inferiore al di sopra del quale i redditi andranno tassati. Dovrà quindi essere fissato un limite superiore, diverso per Soggetti fiscali individuali e Societari, e raccordato al numero di Dipendenti cui il Contribuente da lavoro e stipendio, innalzando questo tetto in proporzione al numero di Suoi Dipendenti e invece penalizzando Coloro che, con pochi Dipendenti, se non proprio senza, producono redditi soltanto “trasferendo” dati, ormai neanche su carta, via internet, oltre il quale il reddito prodotto, per scoraggiare gli eccessi, e/o per porre fine, rendendola inutile, ad ogni forma di sfruttamento sugli Altri, va tassato al 100%, o poco meno: anche questo “tetto” reddituale, oltre che riferito al numero di Dipendenti,  andrà stabilito con riferimento al Nucleo familiare del Percettore del reddito ed al luogo di residenza e/o di abitazione .                                                                                                                                         Tra questi due limiti, le percentuali di tassazione dovranno andare, secondo me, tra un minimo del 10 % ed un massimo del 90 %, naturalmente calcolate in modo che, detratte le tasse, il reddito netto sia comunque sufficiente a far condurre una vita dignitosa a tutto il nucleo familiare del Contribuente, come sopra specificato e con il sistema graduale in atto.                                                                                                                                       Faccio soltanto un esempio di come potrebbe essere il sistema di tassazione proposto per un Nucleo familiare:                                                                                                                              Componenti

n° 1          Reddito lordo                   800  €/mese  x 13      Esente                                                           2                                                   + 480       =                         =                                                                 3                                                   + 400       =                         =                                                                 4                                                  +  400       =                         =                                                                 5                                                  +  400        =                        =

n°  1                                                    1.000        =                       10 %                                                          2                                                    + 600        =                        es                                                              3                                                    + 400        =                         =                                                             4                                                     + 400        =                          =                                                             5                                                     + 400        =                          =

n°  1                     fino a                      2.000         =                       25 %                                                       2                                                      1.200         =                        =                                                             3                                                     +  400         =                        es                                                           4                                                     +  400         =                        =                                                             5                                                     +  400         =                        =

n°   1                         fino a                   5.000          =                       40 %                                                      2                                                      3.000          =                         =                                                          3                                                     +  400          =                        es                                                          4                                                     +  400          =                          =                                                          5                                                     +  400          =                          =

n°  1                           fino a                 10.000            =                       60 %                                                  2                                                        6.000            =                        =                                                        3                                                       +  400            =                        es                                                      4                                                       +  400            =                         =                                                      5                                                       +  400            =                         =

n°   1                        fino a                    20.000           =                       80 %                                                   2                                                       12.000           =                        =                                                       3                                                        +  400            =                        es

n°    1                         fino a                    30.000           =                      90 %                                                  2                                                        15.000           =                         =                                                      3                                                          +  400           =                        es

fino a                     40.000           =                      95 %                                                                                                            20.000            =                       =

oltre                    40.000           =                      100  %

Per ogni Elemento a carico, dopo il Coniuge o il 1° Familiare, Figlio o Genitore, al quale si imputa un importo pari al 50 % del reddito del Capofamiglia, che dovrà pagare la stessa percentuale, si stabilisce un importo, nell’ esempio 400 €, che sarà esente da tasse.

Se il reddito deriva, non da lavoro dipendente, ma da Attività economica, anche in forma societaria, esercitata con l’ausilio di Dipendenti,  le percentuali della tassazione saranno diminuite percentualmente, in proporzione del numero di questi, a scaglioni.

Per esempio per un n° di dipendenti da       1        a         5,      diminuizione del       5 %                                                                                         5       a        10                                          10  %                                                                                         10      a       25                                          15  %                                                                                         25      a       50                                          20  %                                                                                         50      a     100                                          25  %                                                                                     100      a     250                                          30  %                                                                                     250      a     500                                           35 %                                                                                     500      a    1.000                                         40 %                                                                                  1.000      a    5.000                                         45 %                                                                    oltre                                                                              50 %

Naturalmente questa mia è soltanto una proposta di base, sicuramente da definire bene, migliorabile e da migliorare, con il contributo di Chiunque abbia veramente a cuore,     un Paese ed una Società diversa, migliore, cioè più equa di quella in cui viviamo.

w) PENSIONAMENTO, REQUISITI.                                                                                                      Stabilito un numero minimo di anni di lavoro, comunque, non inferiore a venticinque, ogni Lavoratore deve essere libero di andare in quiescenza dopo un certo altro numero di anni, dipendente dal tipo di lavoro e dalle mansioni svolte, naturalmente con un importo dell’ assegno della pensione commisurato all’anzianità raggiunta, calcolata tramite un metodo di proporzione che tenga conto anche della diversità tra le varie professioni e/o mestieri, (leggeri, pesanti o usuranti), stabilita a priori, per legge: il pensionato di un tipo di lavoro, se baby, potrà svolgerne uno diverso, legalmente riconosciuto e soggetto a imposizione fiscale, ma soltanto fino al raggiungimento di un età di riferimento, commisurata sempre alla tipologia di lavoro o di professione svolti.                                                                                                                                                                          z) SCUOLE PUBBLICHE E UNIVERSITA’                                                                                              Le Scuole e le Università Statali devono essere accessibili a Tutti e gratuite per tutti gli Studenti più meritevoli e deve essere istituito per legge il “tempo pieno” per Tutti, con il mattino dedicato allo studio della teoria ed il pomeriggio alla applicazione pratica di quanto appreso, con aggiornamento finalizzato, continuo e retribuito, a cura e a
carico dello Stato, per i giovani diplomati e/o laureati ed anche per i disoccupati, fino allo
avvio all’impiego, possibilmente e prima di tutto nel settore preferito dal Disoccupato,  naturalmente con mansioni compatibili con le capacità e le competenze acquisite.
Va inoltre prevista l’ istituzione di corsi di “conversione occupazionale”, per chi deve cambiare lavoro, per un motivo qualsiasi, quale la chiusura dell’azienda, il cambiamento di residenza, di condizioni fisiche e/o psichiche del lavoratore, ambientali, etc..

§§§§§§§§§
Con l’apertura ad ogni contributo critico, e possibilmente migliorativo, si auspica l’adesione a questo mio primo manifesto, di tanti degli “Uomini di, effettive, Buone Intenzioni”, impegnati o volenterosi, di poche parole, ma di tante azioni, motivati ad agire per fare il Bene di Tutti, pienamente coscienti che ciò significhi, anche e soprattutto, volere, e potere, fare il bene di Ognuno.
Pubblicato da Briatico, il 3 febbraio, con aggiornamenti successivi, del 22 ottobre 2008, del 13 maggio e del 25 novembre 2012, del 17 febbraio e dell’ 8 marzo del 3 novembre 2015, del 13 gennaio 2018, e di oggi, 13 marzo 2018.

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2 risposte a MOVIFUTURO: INSIEME PER LA PROMOZIONE DEI VERI VALORI, QUELLI UMANI, DEI CITTADINI, VERSO L’EQUITA’ SOCIALE !!

  1. nicolaconocchiella ha detto:

    Scusate, non capisco il perchè, ma non riesco a migliorare, con l’allineamento corretto, la presentazione con la composizione di righe e colonne…..

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