PERCHE’ CHI GOVERNA NON VUOLE, ASSOLUTAMENTE, RAGIONARE E PERMETTE CHE CONTINUIAMO A PRECIPITARE VERSO IL FONDO !!??

Pubblico cosa pensa al riguardo, Alessandro De Salvo, Presidente della Associazione MMT Calabria, di cui mi onoro di essere membro, costituita da poco, a Vibo Valentia, proprio per diffondere il pensiero di W. Mosler.

“Economia: contro il pensiero unico.
È mai possibile che non esista alternativa alle politiche economiche degli ultimi Governi basate tutte su tagli, austerità, rigore e disciplina di bilancio?
Eppure oltre 100 anni di storia universale del pensiero economico moderno, rappresentati da figure monumentali quali Keynes, Lerner, Minsky e, più di recente, il nobel Krugman e Mosler con la sua Modern Money Theory (MMT), ci insegnano come sicuramente in fasi del genere, cioè di recessione, occorra adottare misure espansive, di segno diametralmente opposto a quelle praticate in tutta l’Eurozona. Sono necessari non l’aumento, ma la riduzione dell’imposizione fiscale e contributiva; non i tagli, bensì l’incremento della spesa pubblica, specie quella in investimenti.
D’altronde abbiamo sperimentato, per esempio, che i continui aumenti sia dell’Iva sia delle accise sui carburanti hanno determinato la riduzione della base imponibile di tali imposte, essendo diminuiti i consumi, generando per lo Stato addirittura un minor gettito.
Più in generale è noto che l’aumento dell’imposizione fiscale e contributiva riduca il reddito disponibile provocando la flessione della domanda interna, cioè dei consumi. Il medesimo effetto è provocato dall’abbattimento della spesa pubblica, poiché quest’ultima, una volta effettuata, diventa reddito privato lordo che, al netto delle tasse, si trasforma in reddito disponibile.
Continuare a ridurre la spesa pubblica e a inasprire l’imposizione fiscale e contributiva aggrava la spirale recessiva provocando il fenomeno dell’economia che si avvita su se stessa, in una spirale negativa, appunto. Cosa avviene infatti? La contrazione del reddito disponibile riduce le vendite, la produzione industriale rallenta, la disoccupazione aumenta perché tanti esercizi commerciali chiudono e le fabbriche riducono il personale, il reddito disponibile cala ancora perché ci sono meno salari e quindi la recessione continua ad aggravarsi. Ciò rende instabile anche il settore finanziario. A fronte del peggioramento della situazione economica, infatti, si registra un incremento delle sofferenze bancarie, quindi le banche rendono più difficile l’accesso al credito complicando ulteriormente la situazione.
Nella condizione attuale l’ultima spiaggia potrebbe essere rappresentata dal settore estero. In altre parole un aumento delle esportazioni potrebbe limitare la caduta del nostro Pil. Tuttavia sia un Euro troppo forte sia un calo tendenziale anche della domanda estera, conseguenza di una recessione che sta colpendo altri Paesi dell’Eurozona, non solo l’Italia, rendono impraticabile tale strada nella misura che servirebbe.
Tornando al punto di domanda iniziale è chiaro ed evidente che esiste realmente un’alternativa alle attuali politiche economiche. Ma allora perché tale alternativa non viene praticata? Perché non viene neanche presa in considerazione? Perché una parte così importante e consistente del pensiero economico moderno è stata completamente accantonata? Proveremo a scoprirlo in questa rubrica, dove sfateremo falsi miti costruiti artatamente ed analizzeremo l’attualità economica ed il suo divenire da un punto di vista oramai relegato all’eterodossia.”
Autore: Alessandro De Salvo

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